La Samb va a Scoppito: analisi tattica dell’Amiternina

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “L’Amiternina di Angelone”. Il riferimento alla squadra di Scoppito non può esulare dal nome del proprio allenatore, artefice – negli ultimi cinque anni – di un piccolo miracolo sportivo. Nel 2010-11 prese la squadra in promozione abruzzese: due salti di categoria in due anni, e tre stagioni consecutive in serie D.

La perifrasi “Amiternina di Angelone” è formata da un diminutivo e un accrescitivo. Una particolarità linguistica che in sé è la migliore descrizione della squadra. Gli scoppitani sono una piccola realtà, ma allo stesso tempo – per impiego di risorse e risultati – enormi; in questi anni di serie D gli abruzzesi si sono contraddistinti per un collettivo molto giovane e ambizioni di buon calcio.

Quando Palladini dice “Non sarà una partita facile” non lo fa per piaggeria: tre anni fa la sua Samb subì la prima sconfitta in casa proprio per mano degli abruzzesi, che quest’anno hanno già fermato Campobasso (1-1) e Matelica (3-3).

La non allineazione alle altre realtà di bassa classifica si dimostra anche nella distribuzione dei punti: 5 in casa e 5 in trasferta, a dimostrazione di un atteggiamento sempre propositivo. Come tutte le squadre giovani, gli abruzzesi sono capaci di grandi imprese (i succitati pareggi con Campobasso e Matelica, il 2-2 con l’Isernia in 9) e brutti black out (come la papera di di Merlini a Montegranaro, il rigore sbagliato da Torbidone contro il Fano).

Dopo otto partite senza vittorie (4 pareggi e 4 sconfitte), la squadra sembra aver iniziato ad ingranare. I ragazzi di Angelone vengono da due vittorie consecutive (Recanatese e O. Agnonese), e una situazione di classifica leggermente più tranquilla.

In questo inizio di campionato la squadra ha giocato principalmente col 4-3-3, con Torbidone, De Matteis e uno tra Lukas Lenart e Terriaca. La squadra è comunque molto fluida, grazie anche alla capacità di adattamento dei suoi interpreti. A partita in corso la squadra passa spesso al 4-4-2 o al 3-5-2, in base alle esigenze – offensive o difensive – del momento.

La fase offensiva è molto buona: la squadra ha segnato 13 gol, più di Chieti e Folgore (che sono in zona play-off), e può contare su un Torbidone in gran forma (già 5 reti, compresa quella – bellissima – contro il Matelica). I problemi arrivano in fase difensiva: a parte l’ultima con l’Agnone, la squadra ha sempre subito gol (17 totali).

Oltre alle tante ingenuità individuali (3 dei gol subiti sono clamorosi errori dei singoli), gli abruzzesi hanno mostrato sia sui cross (soprattutto verso il lato debole) e nelle seconde palle. Difendendosi molto bassa e stretta, la squadra di Angelone fa grande affidamento alla copertura del centrocampo, ma – quando questa non arriva – si subisce sempre. Tolti i 4 gol subiti su calcio d’angolo e i 3 su errori individuali, la squadra – su dieci gol – ne ha subiti 3 su seconde palle non protette, e 6 su cross in mezzo (3 in mezzo, 3 sul secondo palo).

I rossoblu dovranno essere bravi nel spostare velocemente palla da una fascia all’altra, cercando di consolidare il possesso su una delle due fasce per scoprire quella opposta. Più che la superiorità numerica con Titone e Palumbo, quindi, bisognerà cercare i loro tagli alle spalle della difesa, cercando di non scoprirsi troppo alle ripartenze.