Verso il Sambodromo: la Curva Nord vince ancora

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di Giada Pignotti

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La domenica inizia con pesce fritto e allegria che fanno da contorno alla festa organizzata dai tifosi rossoblù per accogliere una trentina di amici di Monaco e Friburgo che da più di 10 anni affrontano migliaia di chilometri per vivere insieme una bella giornata di sport.

La speranza di vedere contrapposto un bel tifo viene spazzata via dalla cruda realtà composta da un numero esiguo di sostenitori provenienti da Montegranaro. I nostri amici tedeschi ci fanno notare che in Germania in assenza di tifosi ospiti gli Ultras di casa non cantano: sarebbe come giocare senza avversario. I tifosi rossoblù però hanno ormai imparato a convivere con l’assenza di tifoseria ospite e danno spettacolo per la propria città, sempre a sostegno dei colori. Il rullo del tamburo richiama tutti all’attenzione. La Curva Nord saluta Massimo Cioffi e scende in campo: “Forza ragazzi, dai, non vi lasceremo mai. Bisogna vincere e tutti insieme vincerem!”

Il coro è a due voci e il tamburo ha il suo schieramento migliore: il vecchio e il nuovo si passano le bacchette e fanno letteralmente impazzire le mani in aria creando ritmi diversi. La Nord scalpita, si dimena sugli spalti, più volte grida al goal. “Senza Bonvissuto, finalmente la Samb gioca”, fa notare qualcuno. Un coro viene tenuto per 10 minuti consecutivi a dimostrazione che la tifoseria sambenedettese merita ben altre categorie. Tutti ci credono, tutto lo stadio deve cantare:“Ora tutta quanta la curva canterà per te: Samba devi vincere, Samba devi vincere”.

Niente da fare, “la palla nen ce vò rrendrà oggi”. Sembra davvero una maledizione e qualcuno inizia già a temere il peggio. ” Esselu va, quessi ngi fa segnà”, non mancano mai i critici incalliti e i pessimisti cronici e il primo tempo si conclude sullo 0 a 0. Nell’intervallo c’è l’assalto al bar dove c’è chi reclama ancora il buon vecchio Caffè Borghetti ormai bandito dallo stadio. Ciò che colpisce di questa Piazza è la massiccia presenza dei tifosi di tutte le età: dagli anziani seduti ai lati della curva che guardano la partita con animo malinconico di chi ha vissuto le grandi battaglie ai bambini che prendono letterlmente possesso dei gradoni e si immedesimano nei loro Ultras, qualcuno addirittura sventola già la bandiera e ha negli occhi quell’orgoglio innocente di chi ha appena iniziato a vivere lo stadio.

Nel secondo tempo le due compagini rossoblu, quella in campo e quella sugli spalti, tardano qualche minuto a rientrare in gioco ma non appena i due megafoni trovano il giusto equilibrio, dopo un coro debole e lungo, il Riviera delle Palme si riaccende. Ecco che nel cuore della Curva Nord s’innalza lo striscione “Noi non dimentichiamo, Gabriele vive” volto a ricordare a tutti che uccidere e morire non è sport. Messa da parte la tristezza, la voglia di vincere torna a invadere la curva. “E Samba facci un gol e fallo per la Nord”, viene quasi implorato dagli Ultras seguiti piano piano da tutto lo stadio.

Detto, fatto. Sorrentino accende la miccia e il Riviera esplode: 1 a 0 per la Samb. Il tempio del Tifo grida “Samba, Samba” al cielo. L’apoteosi viene raggiunta 5 minuti dopo quando Super Mario fa un copia e incolla dell’azione precedente e firma il 2 a 0. Dal centro della curva è quasi impossibile vedere il goal ma basta guardare la corsa folle che fa Titone verso la Nord per scatenare il delirio. Il tamburo impazzisce cercando di seguire le voci, i megafoni si sfiatano nell’alternare cori, tutto il settore balla prima abbracciato poi sventolando le sciarpe.

“Seguo la Sambenedettese. Amo soltanto due color. Non mollo al di la del risultato. Batte il mio cuore rossoblù”, il must della stagione. Un coro semplice e diretto che fa cantare tutti. E’poi il momento di ribadire la rivalità: “Chi non zompa è n’asculà”, anche chi non canta. A questo punto qualcuno alza le orecchie, coglie la provocazione e tira fuori la voce.

Se Massimo Cioffi apre la partita Nuttate de luna sancisce la fine. Da due domeniche però, causa forse il troppo entusiasmo e priorità sbagliate, in casa non “s’apre la vela..che più luntane va la rrecunosce”. La Curva infatti prende il “treno dei desideri” verso la Provincia e sulle note di “Azzurro” torna allo stile anni ’70 , lasciando in silenzio e con le mani alzate mezzo settore prima di tornare a esultare insieme al Mister e i giocatori accorsi sotto la Nord.
Un’altra folle domenica per i tifosi della Samb che hanno dimostrato ancora una volta l’amore per i colori rossoblù. Ma i numeri non bastano, bisogna crederci e per farlo è necessario cantare fino all’ultimo minuto. Un gruppo unico, quello Ultras Samb, che ha deciso di rappresentare un’intera tifoseria, di riunire il rosso con il blu. Come si insegna ai nuovi giocatori a vincere a San Benedetto, così bisogna insegnare ai giovani a tifare come si faceva una volta quando c’era lo schieramento dei vecchi ultras a spronare il settore lungo tutta la transenna. La notte e la videocronaca porteranno consiglio in attesa di conquistare Jesi.

“La lune t’accumpagne stu core sta nghe tte vanne senza nu lagne te vuie troppe bbe!”

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