Jesina, dalla zona retrocessione al 5° posto. Ecco gli avversari della Samb

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Dopo la bella vittoria contro la Folgore i rossoblu fanno visita alla Jesina, una delle squadre più in forma del campionato. Analisi tattica dei biancorossi

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In questo scorcio di campionato la Jesina si è resa protagonista di uno dei maggiori turning point della stagione, e – forse – di tutta la serie D. Alla settima giornata la squadra di Bugari – sconfitta dal disastrato Giulianova – era in piena zona retrocessione, con 5 punti, 4 sconfitte e 13 gol subiti.

Nelle 5 partite successive i biancorossi hanno cambiato radicalmente registro: 4 vittorie (inaugurate dal 2-0 al Fano), un pareggio, e solo 2 gol subiti (contro i 9 segnati); i leoncelli sono passati dalla sedicesima alla quinta posizione, stravolgendo completamente il senso del loro campionato.

La Jesina gioca con un 4-4-2/4-3-3 dinamico, in base alla posizione dell’esterno destro Cameruccio. I punti fermi sono invece gli altri due giocatori offensivi, Trudo e Ragatzu. Da soli, i due hanno segnato 10 dei 16 gol siglati dalla Jesina, mostrando una varietà di soluzioni – contropiede, calcio piazzato, colpo di testa – inpressionante.

A prescindere dalla presenza di due o tre punte, in fase offensiva la squadra di Bugari sfrutta molto le fasce, cercando la superiorità numerica su entrambi i lati per distrarre gli avversari al centro, dove Trudo e Ragatzu – forti fisicamente, e bravi nel gioco aereo – diventano letali.

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Qui vediamo i biancorossi contro l’Isernia. Sul contropiede di Trudo arrivano quattro compagni, ma nessuno di loro attacca direttamente l’area: la mezzala va sulla fascia, in appoggio al compagno sull’esterno, e Cameruccio si ferma al limite; sulla fascia opposta l’altra mezzala e Ragatzu restano larghissimi, quasi disinteressati.

2015-11-20 (12)Nel frattempo Trudo – forte dell’appoggio sull’esterno – si gira e cerca il fondo: su di lui chiudono tre avversari, disinteressandosi dei giocatori appostati fuori.

Immediatamente, i leoncelli attaccano l’area: in mezzo si crea una situazione di 3 contro 1, e Trudo può appoggiare comodamente per Cameruccio, solo al centro dell’area. Il giovane attaccante riceve da ottima posizione, ma spara alto.

2015-11-20 (13)Giocata identica vista nell’ultima gara interna con l’Amiternina. Stavolta è il terzino a cercare il fondo: Frulla (mezzala) va immediatamente in appoggio, mentre Trudo e Cameruccio restano appostati al limite, fermi. Quando il terzino riesce ad attirare su di sé abbastanza avversari, ecco il movimento a tagliare dentro di Cameruccio, seguito tardivamente dal mediano.

L’attaccante riceve e appoggia di prima per Frulla, lasciato libero: stavolta quattro avversari vengono “distratti” dalla copertura della propria porta, e – in mezzo – si crea un 2 contro 2 tra i due centrali abruzzesi e gli attaccanti leoncelli. Qui Frulla servirà in mezzo Ragatzu, che segnerà il gol del vantaggio (la gara finirà 2-0).

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Nonostante questo ottimo momento, gli uomini di Bugari non sembrano aver sorpassato completamente i problemi di inizio campionato. Alla ritrovata forma offensiva non è ancora corrisposta un’adeguata fase difensiva, eccessivamente inficiata da errori – individuali e tattici – spesso gravi.

I difensori biancorossi sono spesso statici, e – difendendo molto bassi – fanno spesso l’errore di tentare anticipi avventati, o si fanno prendere dalla foga di cercare l’aggressione del pallone individualmente e non di squadra; non è raro vedere due, tre leoncelli attaccare la sfera sull’esterno e lasciarsi sfuggire l’inserimento alle spalle, come successo nella gara (pareggiata) con la Folgore.

Trend confermato nella stessa gara con l’Amiternina, dove i biancorossi – con una sciocca palla persa in uscita – hanno concesso il rigore del potenziale 0-1 (parato da Niosi)

La trasferta di Jesi resta durissima: in casa i leoncelli vengono da quattro vittorie consecutive, ed è lecito aspettarsi una tenuta nervosa molto più alta che nelle gare – pur importanti – giocate in precedenza. I rossoblu dovranno essere bravi a non concedere le giocate a due sull’esterno, confidando – anche – nel colpire in contropiede grazie alla velocità di Palumbo e Pezzotti.