Solidità e cinismo: torna la Samb da trasferta

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I rossoblu vincono la sesta trasferta in sette gare, mostrando meno gioco, ma umiltà e cinismo da grandi

JESI – “Preferisco non parlare della Samb, per rispetto a Palladini“. Il nervosismo di Bugari è forse eccessivo, ma ben racconta la partita dei rossoblu, bravissimi ad annullare gli avversari al punto da inmervosiro. Come nelle altre gare in trasferta, la partita degli uomini di Palladini è stata anzitutto difensiva – ma senza rinunciare a colpire.

IMG_20151122_144440I rossoblu partono con modulo (4-4-2), gioco e uomini dell’ultima in casa (Conson a parte): difesa alta, pressing offensivo, e continua ricerca dell’uno contro uno coi difensori avversari. I rossoblu riescono a creare diverse situazioni di uno contro uno (foto a destra), ma – in fase difensiva – le cose non vanno come previsto.

L’ottima qualità nel palleggio permette agli jesini di eludere con facilità il pressing dei rossoblu, subito messi in pericolo dai tentativi di Trudo e Ragaztu (che al 2′ costringe Pegorin ad una super parata).

Il 4-3-3 dei padroni di casa è aggressivo sin dai primi minuti, e non si fa influenzare dell’atteggiamento arrembante rossoblu. In fase difensiva i tre di centrocampo restano sempre stretti, in modo da non garantire linee di passaggio verso i due attaccanti. Sulle fasce, Bugari mette Cameruccio (ala destra) in copertura su Pezzotti, e – pur di tenere alto Trudo – accetta l’uno contro uno tra Carnevali (terzino sinistro) e Palumbo.

IMG_20151122_144425Palladini accetta entrambi gli scontri sulle fasce: da una parte, lasciando alto Palumbo, concede l’uno contro uno tra Trudo e Montesi, sull’altro lato – per eludere la copertura di Cameruccio – avanza Pezzotti altissimo, a costo di lasciarsi scoperto. Nella foto, Pezzotti è l’uomo più avanzato , mentre – sulla fascia opposta – si creano gli uno contro uno di Palumbo-Carnevali e Trudo-Montesi.

Il gol di Sabatino improvviso, un po’ “brutto”, ma fondamentale, arriva già al 15esimo, e permette ai rossoblu di non correre rischi per il resto della gara.

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Passata in vantaggio, la Samb ci mette poco a risistemarsi: subito dopo l’1 a 0 la squadra è più arretrata e compatta, pronta a svuotare la metà campo avversaria per aprire spazi verso gli attaccanti. La scelta di giocare in ripartenza si traduce, essenzialmente, nella posizione di Titone – quasi una prima punta, in modo da partire in velocità dalla zona più avanzata possibile.

Sorrentino, di contro, lavora per due, sdoppiandosi nel ruolo di prima punta – gioco di sponda, pressing offensivo, spizzate – e quello da trequartista, arretrandosi sul mediano per formare (con Barone e Sabatino) un rombo difensivo speculare a quello avversario.

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Col passare dei minuti la Jesina alza drasticamente il baricentro, con le tre punte e le due mezzali in costante proiezione offensiva, sui mediani rossoblu. La Samb si adegua immediatamente con l’abbassamento di Pezzotti, controbilanciato dall’avanzamento di Palumbo sulla destra (una soluzione che – nel secondo tempo – verrà cristallizzata col cambio di modulo).

I padroni di casa attaccano molto, ma senza esito: l’unico pericolo arriva nel finale di primo tempo, quando Trudo – servito dal cross di Cameruccio – si fa murare dall’ottimo intervento di Salvatori.

Nella ripresa i rossoblu partono con 4-3-3, con Pezzotti mezzala sinistra, Titone-Palumbo sulle fasce. I rossoblu coprono in modo ermetico e intelligente, senza farsi prendere dall’ansia del raddoppio. La Jesina (rimasta in dieci per l’espulsione di Fatica) corre, sbuffa, ma si limita a girare intorno alla metà campo dei rossoblu – senza mai riuscire ad affondare.

Col passare dei minuti la partita vera diventa quella tra i biancorossi e l’arbitro, autore di qualche scelta troppo fiscale, culminata con l’espulsione (sacrosanta) di Calcina – autore di un intervento durissimo su Casavecchia dopo un fallo non fischiato a Ragatzu.

Il doppio vantaggio di uomini semplifica la vita ai rossoblu, e introduce quello a livello di punteggio: all’80esimo Pezzotti riceve dai 25 metri e si inventa un gol meraviglioso, chiudendo definitivamente la partita.

Rispetto alla prestazione con la Folgore la gara di oggi non è un passo indietro, ma il suo completamento. La Samb di oggi non è diversa da quella delle altre 6 trasferte vinte, e si basa sulle caratteristiche più “istintive” della rosa rossoblu, costellata di giocatori bravissimi in ripartenza. Fuori casa i rossoblu hanno una media punti più alta, segnando 7 gol in più e subendone 4 in meno: non è un caso.

Per molte settimane vivremo questa dicotomia tra la Samb in casa – offensiva, coraggiosa, arrembante – e Samb in trasferta – umile, compatta, tremendamente cinica. Dati i risultati -primo posto in classifica e +9 sulla seconda – va più che bene.