Con Mecomonaco la Recantese sembra rinata: analisi dei giallorossi

Dopo quattro sconfitte consecutive (e l’esonero di Magini) mister Mecomonaco sembra aver riportato speranza: un pareggio contro l’Angonese e la vittoria insperata contro il San Nicolò. Che squadra affronteranno i rossoblu?

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Con i quattro punti delle ultime due partite la Recanatese non ha guadagnato posizioni, ma ha posto le premesse per tutt’altro campionato. Partita col 4-3-1-2 (con Garcia dietro Latini e Miani), i leopardiani sembrano essersi assestati su un 4-5-1 molto più coperto, ma senza rinnegare i principi di gioco delle prime gare.

Senza Lacheheb (non ancora al meglio) e D’Angelo (infortunat), la fase offensiva giallorossa dipende quasi interamente da Miani, autore di 7 dei 15 gol segnati.

Il gioco della Recanatese è semplice, ma di buona efficacia. Arrivata la sfera in posizione interessante, i leopardiani cercano immediatamente quella che – per definizione – è la via più veloce per fare il gol: il lancio. Che sia direttamente dalla metà campo o dalle fasce, questa è la soluzione più cercata dai giallorossi, che – non a caso – giocano con un play davanti alla difesa (Cianni), e giocatori molto veloci sulla trequarti (D’Angelo, Laceheb, Latini, Garcia).

Col modulo a due punte Cianni e compagni cercavano spesso la torre di Miani per gli inserimenti della seconda punta (Latini) o gli inserimenti del trequartista Garcia; il cross dalle fasce era solo una seconda opzione, con le mezzali che si allargavano per dare un appoggio laterale una volta consolidato il possesso.
2015-11-26 (9)Qui contro la Jesina, l’unica occasione per i leopardiani arriva su una palla lunga per Miani, che serve l’inserimento di Mariani: sull’uscita del portiere, la palla finirà alta sulla traversa.

2015-11-26Stessa giocata in occasione del gol all’Amiternina: lancio per Miani e inserimento di Latini: doppio miracolo della difesa abruzzese e gol di Miani sul successivo cross di Mariani.

Col 4-5-1 le opzioni offensive sono diminuite: adesso i giallorossi cercano soprattutto il gioco sulle fasce, dove servire direttamente la testa di Miani, unico riferimento avanzato. Pur rendendo più “leggibile” la propria manovra, i recanatesi hanno letteralmente raddoppiato la propria produzione offensiva. Le due partite sotto la guida di Mecomonaco non sono abbastanza, per dare un giudizio, ma la media di due gol a partita – rapportata alle 11 reti delle precedenti undici – è quantomeno indicativa.

Il merito della rinnovata verve offensiva va – paradossalmente – alla migliorata compattezza difensiva, che permette ai recanatesi di affidarsi al contropiede per trovare gol e occasioni. Nelle gare dove può affidarsi alle ripartenze, la squadra leopardiana ha mostrato di poter fare molto più male, e i 10 (su 15) gol segnati in trasferta lo dimostrano.

La difesa ha mostrato alcuni segnali di ripresa, ma i 25 gol subiti – e azioni come questa e questa– dimostrano che i problemi della retroguardia non sono definitivamente sorpassati.

La gara dei rossoblu sarà semplice, in un certo senso: aggredire sin dall’inizio la traballante difesa recanatese potrebbe portare i suoi frutti, a patto di mantenere grande attenzione sulle palle alte e – soprattutto – le transizioni difensive, dove i giallorossi hanno dimostrato di poter far male.