Per questa domenica Sabatino non basta. Pari con la Recanatese

Il gol di Sabatino illude i rossoblu, che – sfumato il raddoppio sui guantoni di Verdicchio – si vedono raggiungere da una Recanatese che sembrava ormai sconfitta

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Perché ha battuto lui, il rigore?“, “Nessuno gli ha chiesto se se la sentiva?“, “Non era meglio qualcun altro?“. Le decine di domande fatte sul rigore di Barone, in conferenza stampa, sono state assurde. Ma più che la poca fantasia di taluni, o la continua ricerca di capri espiatori di altri, queste domande raccontano la sorpresa di un risultato inaspettato e insospettabile.

Al momento del rigore sbagliato nessuno – non i giocatori, non i tifosi, né gli avversari – si aspettava un capovolgimento simile, e ancora adesso si fa fatica a crederci. Il gol di Mariani è stato come uno squarcio sul velo del Riviera, cullato da una giornata che – aperta da una meravigliosa coreografia – sembrava essersi chiusa col gol di Sabatino.

I rossoblu hanno iniziato con la solita aggressività, ma l’ottima – e coraggiosa – fase difensiva dei recanatesi ha disinnescato i padroni di casa, mai così “imbarazzati” nel creare gioco. Se nelle prime gare la squadra di Palladini aveva deliberatamente scelto di “non” giocare, oggi la Samb ci ha provato, ma non ci è riuscita.

In fase di non possesso i leopardiani si risistemano con un 4-1-4-1 molto avanzato, coprendo tutte le linee di passaggio dei sambenedettesi. Appena persa palla le due mezzali (Garcia e Mariani) vanno in pressione sui mediani rossoblu, mentre i due esterni restano in “marcatura” sui terzini. Per ricevere palla Barone e Sabatino sono costretti ad accorciare molto verso la difesa, trovandosi – però – sempre spalle alla porta. Gli unici che possono giocare palla sono i due difensori centrali, posti di fronte a una scelta: rischiare difficili passaggi tra le linee, o lanciare lungo.

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Nella foto, Flavioni riceve palla e non ha alcun modo di verticalizzare. Agostinelli copre il passaggio per Pezzotti (marcato a uomo da Gleboki), Gallo scherma Sabatino, e Barone – arretratosi per ricevere palla – viene preso in consegna da Miani. Pezzotti indica lo spazio alle sue spalle, dove si sta inserendo Titone. Il giocatore è però marcato da Cianni, che recupererà palla.

Per lanciare con qualità i rossoblu sono costretti a far indietreggiare due-tre giocatori, svuotando però la metà campo offensiva; Palumbo e Pezzotti – serviti adeguatamente – sono capaci di rendere giocabili anche i palloni più difficili, ma spesso si trovano isolati: quando il resto della squadra arriva in supporto, è rientrata anche la Recanatese.

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Nella foto, Barone riesce a lanciare per Palumbo, ma la Samb è sbilanciata indietro. Pezzotti, Sorrentino e Titone sono distanti, il resto della squadra è nella propria metà campo. La Recanatese è a difesa schierata, e ci sono 4 centrocampisti in mezzo pronti ad accorciare. Palumbo guadagnerà punizione, permettendo alla squadra di salire.

Non è un caso che i rossoblu riescano a rendersi pericolosi solo su calcio piazzato (o in alcune situazioni di contropiede). D’altro canto, Pegorin rischia pochissimo: l’unica occasione per gli ospiti arriva nel finale di primo tempo, in contropiede; Montesi e Conson riescono a salvare.

Il gioco dei leopardiani non è destinato a durare. Nel corso della ripresa la squadra di Mecomonaco subisce un tracollo fisico, e inizia gradualmente ad abbassare il proprio baricentro. Già al 60′ gli ospiti giocano tutti nella propria trequarti, nel tentativo di compensare con la compattezza al divario fisico.

In questa fase viene fuori la maggiore maturità dei rossoblu, specie nel confronto con gli avversari. Col passare dei minuti la squadra di Palladini aumenta la spinta, senza scoprirsi, mentre i recanatesi iniziano a giocare con sciocca generosità.

Pur con molti interpreti sulle gambe, i giallorossi provano a spingere, con giocate rischiose e incomprensibili. Dalla metà del secondo tempo gli ospiti concedono 4 contropiedi in 18 minuti: tre occasioni mal gestite da Titone e compagni, e (al 78esimo) il gol di Sabatino, che recupera in mezzo, lancia il contropiede e schiaccia sul cross di Palumbo.

L’1 a 0 assume gli aspetti dell’ineluttabilità, acuiti dal rigore concesso cinque minuti dopo. Mentre Barone si avvia dal dischetto, la partita sembra finita. I rossoblu sono pronti ad esultare, i leopardiani sembrano affondare nel pessimismo cosmico del famoso concittadino.

La parata di Verdicchio è il turning point più clamoroso della giornata: i giallorossi trovano una forza insospettata, e – a distanza di pochi secondi – trovano un pareggio incredibile. Lancio di Patrizi per Miani, che (portato fuori posizione Salvatori) spizza per il taglio di Mariani: il centrocampista riceve proprio sullo spazio lasciato dal difensore rossoblu, e gela Pegorin con un gran destro.

Una giocata che avevamo analizzato nell’analisi prepartita, e che – sicuramente – conoscevano anche i rossoblu, forse troppo sicuri di vincere per preoccuparsi di una Recanatese che sembrava già morta.

Il pareggio farà sicuramente bene. La Samb è una squadra cinica e solida, ma questo non la rende imperforabile né imbattibile. Senza la dovuta attenzione, senza cattiveria agonistica, partite del genere potrebbero ripetersi.