Sorprendente e…Folgorante: la migliore Samb dell’anno

Contro la Folgore veregra i rossoblu danno sfoggio di un atteggiamento – tattico e mentale – completamente nuovo, fatto di aggressività e coraggio. SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A una sola settimana di distanza, la squadra di Palladini ha cambiato completamente volto. Più del cambio (vincente) Sorrentino-Bonvissuto, più del nuovo modulo (4-4-2), a sorprendere è l’atteggiamento dei rossoblu – coraggiosi, aggressivi, quasi sfrontati.

Se le scorse gare – come detto – erano quelle di una Samb “transitoria”, questa prestazione sembra il principio di una svolta, figlia di uno “smottamento” tattico che è anche (soprattutto) mentale. Baricentro alto, gioco più fluido, grande aggressività corale: il 4-4-2 varato da Palladini è un modulo profondamente diverso, e molto più piacevole.

In fase di possesso i due esterni (Palumbo e Pezzotti) giocano in linea con gli attaccanti, mentre il resto della squadra accorcia in avanti – garantendo appoggio ai giocatori offensivi, e chiudendo gli spazi per le ripartenze avversarie. In questo modo viene facilitata la circolazione del pallone, garantendo situazioni di superiorità in ogni zona del campo.

Con i due terzini più avanzati – o gli allargamenti di Titone e Sorrentino – Palumbo e Pezzotti hanno la possibilità di ricevere in posizione dinamica, con ampi spazi per tentare il cross in mezzo o il taglio profondo, alle spalle della difesa. Proprio su queste situazioni di gioco arrivano le principali occasioni dei rossoblu, nella prima mezz’ora: i tentativi di Sorrentino (al 2′ e al 13′) arrivano sul cross di Pezzotti, da sinistra, mentre la traversa di Titone arriva sulla fascia opposta, dopo la discesa sulla destra di Palumbo.

Proprio in occasione della traversa si nota il principale vantaggio della disposizione tattica dei rossoblu: l’uscita del pallone. Grazie all’assetto corto della squadra, i rossoblu – anche lanciando palla – hanno sempre la possibilità di mantenere il possesso: la punta ha sempre più soluzioni di gioco, e – di conseguenza – meno pressione addosso.
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Qui Barone – pressato – spazza, ma trova facilmente Sorrentino, appostato a centrocampo. Sulla ricezione del pallone, l’attaccante rossoblu può spizzare per Titone, appoggiare per Barone, o allargare per uno tra Sabatino (a sinistra) e Barone (a destra).

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L’attaccante – mantenuto il possesso con una buona giocata – attira su di sé due avversari, e si apre una prateria per Palumbo: l’esterno evita in scioltezza il ritorno della mezzala, salta Sako e mette in mezzo, dove sono arrivati Pezzotti, Titone, Sabatino e Sorrentino, creando un 5 contro 5 che sfocia nella traversa del numero 7.

I rossoblu creano occasioni su occasioni, ma mancano nel cinismo delle scorse settimane, permettendo alla Folgore di rimanere in gara.

Dopo una mezz’ora infernale, gli ospiti iniziano a giocare con più coraggio, rischiando giocate anche difficili pur di mantenere il possesso: la Samb, immediatamente, perde 20 metri di campo, costretta ad abbassarsi sul crescente avanzamento degli uomini di Zaini. Con la difesa “abbassata”, i rossoblu – fatalmente – iniziano ad allungarsi, con le due punte che restano avanzate per mantenere pericolosità offensiva. Con i due esterni di centrocampo più arretrati è Titone ad allargarsi, in modo da continuare a sfruttare lo spazio concesso tra mezzala e terzino avversari (la Folgore gioca col 4-3-3).

Arrivano alcune opportunità in contropiede, ma inizia a rendersi pericolosa anche la Folgore. Gran parte del merito va ai due esterni offensivi (Padovani e Nazziconi), bravissimi sia a proporsi tra le linee (garantendo più linee di passaggio) che a farsi trovare sull’esterno, alla ricerca dell’uno contro uno coi terzini avversari. Nel finale proprio Padovani (con un’azione profonda sulla destra), apre lo spazio al limite per il tiro di Raparo, che colpisce il palo.

Nella ripresa la gara inizia sulle premesse del finale di primo tempo, con le due squadre – più lunghe – che iniziano a sfidarsi colpo su colpo. In questo contesto più “aperto”, la squadra di Palladini ha il merito di interpretare bene l’evoluzione della gara, sfruttando al massimo gli spazi alle spalle della difesa avversaria.

Data l’impellenza di cogliere gli avversari scoperti, i rossoblu cercano questo spazio appena ricevuta palla, servendo immediatamente due esterni, o – se arretrati – l’allargamento delle due punte. Titone, Sorrentino e Pezzotti accumulano occasioni, ma per sbloccare la gara ci vuole la bella giocata di Montesi, al 65′: scambiata palla sulla rimessa per Palumbo, il terzino rossoblu si inventa un gran cross per Sorrentino, che – appostato sul secondo palo – non sbaglia.

Il gol sblocca definitivamente la gara, e – con gli ospiti ancora scossi – i rossoblu trovano rapidamente il raddoppio: altra azione sulla fascia di Palumbo e gran cross per Titone, che sigla il raddoppio. Il finale serve soprattutto per fare esperimenti, col passaggio al 4-3-3 e l’ingresso di tre giocatori (Mattia, Gori, Casavecchia) finora poco utilizzati.

L’inserimento di Mattia sulla mezzala sinistra può essere un’alternativa importante, in caso di 4-3-3 (con Sorrentino titolare), mentre Gori – in coppa col Monticelli – ha già dimostrato di essere una buona alternativa “under”. Sorprende la scelta di Casavecchia (difensore centrale) in mediana, al posto di Barone. La sua presenza in mezzo può certamente dare più solidità, a gara in corso, ma non si capisce se questa sia una scelta effimera o un test preciso in previsione futura.

Nella definizione di “test riuscito” c’è certamente la gara di oggi: il 4-4-2 schierato dai rossoblu è un’alternativa che potrebbe rivelarsi preziosa, specie nelle gare in casa. Il gioco mostrato oggi è certamente esaltante, ma richiede un’applicazione – mentale, oltre che fisica e tattica – non indifferente. Potrebbe portare a prestazioni monstre come i primi 30 minuti di oggi, o sofferenze simili agli ultimi 15′ del primo tempo.

[Ringraziamo il sito ufficiale rossoblu (www.sambenedettesecalcio.it) per le diapositive, tratte dal loro LIVEMATCH]