Sorrentino e Titone, cinismo e solidità: Samb, non serve di più

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I rossoblu giocano una gara intelligente, pulita, e tremendamente cinica, vincendo la settima trasferta consecutiva

CHIETI – “Dalla prima in classifica mi aspettavo di più”, “Loro fortunati, noi molto meglio“, “Nessuna squadra ci ha messo in difficoltà meno della Samb”. Il malcelato nervosismo dei dirigenti teatini, nel post-partita, rappresenta perfettamente la gara inutilmente volitiva dei neroverdi. Se si dovesse dare un nome alla loro gara, il termine migliore sarebbe frustrazione.

Dos Santos e compagni hanno cercato la vittoria con un corteggiamento lungo, inutile e asfissiante; i rossoblu l’hanno raggiunta con due colpi improvvisi e un secondo tempo di assoluta impermeabilità, macchiata solo dal rigore siglato da Vitale.

Per la prima parte dell’incontro, il Chieti fa effettivamente meglio: il 3-4-2-1 teatino è un modulo fluido, basato sull’azione in ampiezza del campo. In fase di costruzione i padroni di casa cercano immediatamente le fasce, con i due fluidificanti (Del Grosso e Bocchino) larghissimi e i due trequartisti che si allargano per cercare la superiorità numerica sull’esterno, o vengono incontro per dare una soluzione in più tra le linee.

I sambenedettesi sono costantemente costretti a decidere se marcare l’esterno largo (rendendosi vulnerabili agli inserimenti) o mantenere compattezza centrale, lasciando il predominio sulle fasce.

Nella foto, Fiore è alto a sinistra, costringendo Flavioni a stare stretto in marcatura; pur di mantenere compattezza centrale, i centrocampisti rossoblu sono costretti a lasciare grandissima libertà a Del Grosso – che riceverà e metterà in mezzo.

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Nei primi venti minuti Del Grosso mette dentro due cross e guadagna tre corner, e sulla sua fascia i rossoblu sono in continuo affanno. Per risolvere il mismatch, Palladini mette Palumbo a sinistra, col compito di accorciare in linea coi centrocampisti e controllare il capitano abruzzese.

IMG_20151213_151319In fase di non possesso il 4-4-2 dei rossoblu è alto, aggressivo, e toglie “respiro” ai neroverdi, che per sfuggire al pressing sono costretti ad arretrare più giocatori. Entrambe le squadre iniziano a correre rischi, e – per alcuni minuti – la partita sembra equilibrarsi in una fragile stabilità, ma dura poco.

Al 26′ Ewansiha perde una palla sanguinosa, immediatamente recuperata da Titone: l’attaccante allunga per Baldinini e si inserisce in mezzo, ricevendo la possibilità di un rigore in movimento; Fatone riesce a respingere, ma sulla ribattuta di Sorrentino non può nulla: 1 a 0.

Raggiunto il vantaggio al primo, vero affondo, i rossoblu trovano subito il raddoppio: altra palla recuperata alte e punizione guadagnata dai 25-30 metri. Sulla palla va Titone, che si concede la banalità del male con una traiettoria semplice e velenosa: la palla scavalca la barriera, rimbalza davanti al flemmatico Fatone e atterra in rete.

Contro il farraginoso inizio azione dei padroni di casa, il pressing avanzato di Baldinini, Titone, Sorrentino e Palumbo diventa la principale fonte di gioco dei rossoblu, che – su un’altra palla recuperata alta – sfiorano il 3 a 0 ancora con Titone (che chiude troppo il tiro).

Nella ripresa gli uomini di Palladini tornano al 4-3-3 proprio con l’intento di sfruttare il pressing offensivo, utilizzando tre uomini anziché quattro, ma il gol immediato del Chieti – su calcio di rigore – scombina i piani dei sambenedettesi, che per evitare rischi decidono di giocare nel modo più semplice e immediato per vincere: non facendo segnare gli altri.

Sabatino e compagni abbassano i baricentro e tengono bloccata la zona centrale, diventando – col passare dei minuti – sempre più speculativi. Il Chieti mantiene il possesso, ma riesce ad andare al tiro “pulito” solo in due occasioni, con Varone e Dos Santos, entrambi fermati da Pegorin; i rossoblu difendono e ripartono, ma senza mai trovare il colpo risolutivo.

Al 77′ Palladini chiude definitivamente la gara con l’ingresso di Casavecchia, inserito al centro della difesa in un 5-3-2 irritantemente efficace. Il Chieti, sbuffa, s’indigna, s’impegna, ma è costretto a gettare la spugna ai margini dell’area, senza mai creare il presupposto giusto per il tiro in porta. La Samb aspetta pazientemente il fischio finale e i tre punti, che puntualmente arrivano.

Del cicaleccio del post partita resta impressa soprattutto una frase, detta dal presidente Pomponi: “Da una prima in classifica ci si aspetta di più“. I rossoblu hanno vinto la settima trasferta di fila, segnato due gol, e rischiato praticamente zero: in queste categorie, specie fuori casa, serve di più? La classifica parla da sé.