È Natale, ma la Samb non fa regali. Prova di forza assoluta

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I rossoblu battono la quarta in classifica con una partita matura, paziente e lucidamente cinica

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La squadra che ha battuto il San Nicolò è stata la messa in opera del tifo odierno: paziente nei momenti difficili, vibrante in quelli favorevoli, spietata in quelli decisivi.

I padroni di casa prendono gol praticamente subito, su una situazione abbastanza sfortunata: sull’azione offensiva dei teramani Sorrentino colpisce (involontariamente) di mano nei pressi dell’area di rigore, concedendo a Chiacchiarelli la possibilità di aprire la gara con un altro gol su punizione, dopo quello segnato contro l’Agnonese.

La rete cambia immediatamente la gara, ma – paradossalmente – finisce per favorire i rossoblu: la squadra di Palladini cerca il gol con calma, come fosse sollo 0-0, mentre gli uomini di Epifani iniziano immediatamente a coprirsi, allo scopo di mantenere intatto il risultato.

La squadra di Epifani difende benissimo: la squadra è alta e aggressiva, e nel primo tempo non si sfilaccia mai. A prescindere dal movimento dei rossoblu i biancazzurri si muovono come un blocco unico, corto e stretto, che si sposta da destra e sinistra senza mai sfliacciarsi. Le uniche “marcature” sono su Barone (costantemente sorvegliato da uno dei due attaccanti) e Sorrentino (sempre stretto tra i due centrali); per il resto gli ospiti concedono molto spazio, specie sulla fascia limitandosi a cancellare tutte le altre opzioni di gioco.IMG_20151220_145707

Primo tempo, Conson sta per ricevere palla da Salvatori. Barone è marcato a uomo da Bucchi, Sabatino è tenuto a vista da Chiacchiarelli, Baldinini (così come Palumbo e Montesi) è isolato. Il difensore è “obbligato” a giocare palla sulla fascia sinistra. Massetti e Chiacchiarelli (a destra) guardano Titone prima ancora che la palla arrivi a Conson.

Così facendo la squadra di Epifani direziona consapevolmente il gioco sambenedettese sulle fasce, in modo da facilitare la fase difensiva con l’ausilio della linea laterale. La tattica è ben fatta, ma funziona solo parzialmente: i rossoblu perdono gli inserimenti delle due mezzali (per Baldinini sarà una partita in ombra, Sabatino verrà fuori solo nel secondo tempo), e faticano nei consueti tagli alle spalle della difesa (Palumbo, e Sorrentino faranno 4 fuorigioco in due), ma riescono a ovviare il problema della costruzione grazie alle ottime prestazioni di Titone e Sorrentino.

Il primo riesce a rendersi pericoloso anche sui lanci più difficili, il secondo – pur marcato – riesce costantemente a garantire una sponda sicura, in modo da far salire la squadra. Per buona parte del primo tempo i due sono gli unici presupposti di gioco dei rossoblu, che infatti faticano.

Per buona parte del primo tempo le occasioni arrivano solo su calcio piazzato: Baldinini (dopo la punizione di Barone), Titone (sugli sviluppi della stessa) e il gol annullato a Sorrentino (dopo una rimessa su calcio piazzato) dimostrano – più di una buona fase offensiva – la consueta capacità di far male sui calci piazzati.

L’unica azione pericolosa (su azione) arriva al 44′, ma la doppia occasione di Titone e Sabatino, oltre ad essere neutralizzata da Calore e Terrenzio, era arrivata in concomitanza con un’improbabile segnalazione di fuorigioco.

Il secondo tempo, parzialmente, conferma le premesse del primo, ma la partita viene ribaltata grazie all’ennesimo (ottimo) calcio piazzato di Barone: gran palla per la torre di Sorrentino, che – appostato sul secondo palo – rimette dentro per il colpo di testa vincente di Sabatino, al terzo gol consecutivo in casa.

Il gol cambia definitivamente la gara: i rossoblu – pur senza aprire il fianco agli avversari – aumentano gradualmente la pressione, mentre gli ospiti lasciano gradualmente più spazi, abbassando il baricentro. Pur avendo di fronte le solite due linee compatte, i padroni di casa hanno Barone più libero di giocare, e possono permettersi di portare più giocatori a ridosso dell’area di rigore, aumentando le opzioni di passaggio.

Gli ingressi di Raparo e Pezzotti aiutano l’intenzione dei rossoblu, col primo che si sdoppia in un lavoro di inserimento e copertura, e il secondo che – in fase di possesso – si allarga fino alla posizione di ala sinistra, permettendo a Titone di tagliare dentro senza perdere in ampiezza. Con Montesi che propone costantemente la sovrapposizione a Palumbo, sulla fascia opposta, i rivieraschi finiscono per attaccare con 6 giocatori diversi, a rotazione: a sinistra Pezzotti e Titone, in mezzo Sorrentino e Sabatino, a destra Palumbo e Titone.

I sannicolesi finiscono per trovarsi spesso in inferiorità numerica sulle fasce, e – per non concedere spazi centrali – sono costretti a concedere il cross con continuità.

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Sabatino è sulla linea di Sorrentino, Pezzotti – in posizione di ala – dà a Titone la libertà di accentrarsi. A destra Palumbo è in situazione di 1 vs 1 con Mozzoni, e Montesi sta salendo per dare superiorità numerica.

I padroni di casa iniziano ad accumulare occasioni, sia sulle discese di Montesi – un tiro e due cross pericolosi -, sia per gli scambi sul breve tra Sorrentino, Sabatino e Titone, quando quest’ultimo riesce ad accentrarsi. Il San Nicolò cerca di risolvere la situazione inserendo un mediano tra le due linee (De Santis) al posto di una punta, e la scelta – pur annullando ogni possibilità di ripartenza – funziona fino all’87esimo.

A tre minuti dalla fine i rossoblu – dopo un lungo corteggiamento – trovano finalmente lo spazio giusto: palla recuperata dal tandem Sabatino-Sorrentino, e palla a Titone, stavolta largo per bilanciare la posizione centrale di Pezzotti; il giocatore salta Massetti e mette dentro un cross perfetto per Sorrentino, che non sbaglia.

La rete – meritata quanto inaspettata – spacca definitivamente l’incontro, che nel finale offrirà solo lo spazio per il gol di Pezzotti – viziato da un fuorigioco segnalato dal guardalinee e non fischiato dall’arbitro.

Gli uomini di Palladini arrivano al giro di boa con 8 punti sulla seconda e 10 sulla terza, confermando – con questa grande prova di forza – quanto mostrato nelle scorse partite: calma costanza e lucida spietatezza, superba qualità e umiltà operaia, e una panchina capace di offrire sempre le soluzioni adatte. Miscelare il tutto in un catino come quello di oggi, bollente di tifo, non può che servire un pasto da urlo.