Un lampo all’inizio, uno alla fine: in mezzo, una buona sgambata

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I rossoblu mischiano molto le carte, prediligendo la forma fisica al consolidamento degli schemi

MARTINSICURESE Facibeni, Lanzano, Piunti, Pietropaolo, Cucco, Alessandroni, A. Di Giorgio, Kala, Ruggiero, Carboni, Picciola All. Di Fabio

SAMBENEDETTESE 1° tempo Mazzoleni, Tagliaferri, Montesi, Raparo, Salvatori, Casavecchia, Titone, Bruni, Sorrentino, Forgione, Vallocchia 2° tempo Reali, Carminucci, Flavioni, Salvatori, Conson, Barone, Candellori, Pezzotti, Mallozzi, Di Federico, Fioretti All. Palladini

MARTINSICURO – La partita con gli uomini di Di Fabio è stata poco più di un allenamento, per i rossoblu, che hanno approfittato della giornata per dare spazio un po’ a tutti, giovani (Mallozzi, Vallocchia, Bruni), nuovi acquisti (Mazzoleni, Raparo, Forgione, Carminucci, Candellori, Di Federico, Fioretti) e giocatori meno utilizzati. Ne è uscita una partita molto confusa, impreziosita dal gol – meraviglioso – dell’ex Carboni, che al 2′ ha preso palla dai 30 metri e l’ha spedita direttamente sotto all’incrocio.

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I rossoblu ad inizio primo tempo: 4-4-2 molto stretto, con i centrocampisti subito in pressione

Il vantaggio rapido ha permesse agli abruzzesi di giocare di rimessa, mentre i rossoblu (partiti col 4-4-2, con Bruni-Raparo centrali e Forgione-Vallocchia sulle fasce) hanno faticato a mostrare con continuità i movimenti richiesti da Palladini.

Le maggiori occasioni sono arrivate su calcio piazzato, con la punizione “effetto magnus” di Titone (traversa) e il gol annullato a Casavecchia per fuorigioco, dopo la punizione di Montesi.

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Nel finale di primo tempo, la squadra si risistema col 4-2-3-1, con Forgione alle spalle di Sorrentino

Il passaggio al 4-2-3-1 (con Titone largo a sinistra e Forgione dietro a Sorrentino) ha restituito un po’ di fluidità, risoltasi con la bella occasione di Sorrentino (traversa sul bel cross di Tagliaferri).

Nella ripresa la squadra (Salvatori a parte) è completamente diversa, a partire dal modulo: inizialmente i sambenedettesi sono schierati col 4-3-3, con Pezzotti à la Sabatino – mezzala sinistra pronta ad alzarsi sulla linea degli attaccanti – Cadellori mezzala, e l’attacco (completamente inedito) Fioretti-Mallozzi-Di Federico.

La squadra – praticamente nuova – fatica a costruire, affidandosi più alle giocate individuali di Pezzotti e i lanci di Barone. Nel finale la squadra si risistema con un 4-4-2 più semplice, con Pezzotti nuovamente sulla fascia (prima a sinistra, poi a destra) e Fioretti più centrale, vicino a Mellozzi: arriva un’ottima occasione per il capitano rossoblu e – nel finale – il pareggio di Candellori, bravissimo a piazzare in rete dopo il tiro ribattuto da di Di Federico.

Per i rossoblu si è trattato, essenzialmente, di un test fisico: tatticamente Palladini ha cambiato molto, testando – più che gli automatismi – la capacità dei sui di potersi adattare a vari ruoli e varie situazioni.