Tanto fumo, niente arrosto: i canarini rintanati in gabbia

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Samb – Fermana vista dalla curva. Articolo di Giada Pignotti.

Di Giada Pignotti.

 

6 settembre 2015: mille tifosi provenienti da San Benedetto invadono in scooter la città di Fermo colorandola di rossoblu’. Partiva così, quattro mesi fa, il campionato della Samb. Un campionato iniziato con difficoltà in campo ma con grande grinta sugli spalti.

I tifosi rossoblu raggiungono Fermo in scooter.

I tifosi rossoblu raggiungono Fermo in scooter.

 

Dopo quattro mesi i tifosi rossoblu possono festeggiare un Natale in testa alla classifica ed è inevitabile, per loro, parlare di Samb: nei brindisi, nelle partite a carte e negli auguri. Dopo due lunghe settimane di stop finalmente si torna al Riviera. E’ arrivato il freddo ma non basta a fermare il popolo rossoblu’ ricoperto dai nuovi gadget dello store ufficiale: i regali più quotati per queste feste.

Soliti disagi per i tanti tifosi provenienti dall’hinterland, a causa degli assurdi blocchi della circolazione “Intelligence”mente organizzati dalle forze del “dis”ordine per facilitare gli spostamenti dei circa 200 canarini provenienti da Fermo. Se la ride il nostro gabbiano Jonathan.

Per l’occasione sono tornati a trovarci ancora una volta gli amici di Monaco, che segnalano la loro presenza con l’immancabile pezza “Schickeria”. In Curva si fanno le prove con tutti i professionisti schierati lungo la transenna. Ho un flashback, torno ragazzina: mi sembra di essere di nuovo dietro i Baldi Giovani, rivedo i gradoni a due file stracolmi di gente, la curva piena di bandiere e il fumo delle fiaccole che mi riempie gli occhi e i polmoni.

Torno subito alla realtà guardando i volti di coloro che per tutto il primo tempo non mollano mai e lanciano la playlist migliore: per un attimo anche loro rivivono quei momenti, ma dal presente pretendono di più. In campo la Samb non fa una delle sue migliori prestazioni e i canarini, dal canto loro, restano ben chiusi in gabbia. Soffrire è una nostra prerogativa ma quest’anno siamo abituati ai colpi di scena e pertanto la curva attende con trepidazione la vittoria nel secondo tempo. “Forza ragazzi!”.

Finalmente l’intervallo. Con la gola secca e le mani ghiacciate per via di un vento gelido, si cerca al bar una faccia conosciuta tra la folla  per aggiungere alla lista altri viveri da comprare: ogni scusa è buona per evitare l’interminabile coda. Dopo aver riacquistato le forze, nell’attesa di risalire sui gradoni, è per me imperdibile uno sguardo alla curva. Mi soffermo sotto il cancello a bordo campo, tra la curva e quelli che una volta erano distinti. M’impongo di non guardare quel vuoto e reprimo la malinconia per guardare la Nord. Ogni pezzo ha una sua storia,chi s’è spostato, chi se n’è andato e chi invece c’è sempre stato. Mi godo per qualche istante quel colpo d’occhio pensando a tutti gli angoli di curva percorsi in questi anni, a quante persone s’incontrano e quante avventure si vivono sui gradoni. Il posto infatti non è cosa da poco per un vero tifoso, è un argomento molto sentito che merita una personale considerazione e sul quale ci soffermeremo nelle prossime partite.

Foto tratta dal canale "Samb Channel".

Foto tratta dal canale “Samb Channel”.

“BALLARIN ABBANDONATO, RIVIERA MAI ULTIMATO. ECCO IL RISULTATO DI 10 ANNI DI MANDATO” è il forte segnale contro il sindaco che la Nord manda al presidente della Samb. La Famiglia Fedeli infatti si è recentemente interessata alle sorti del nostro amato e vecchio stadio, caduto per anni nel dimenticatoio a causa dell’incapacità della politica locale,  totalmente disinteressata alle tradizioni sambenedettesi.

Nel secondo tempo ci prova grossolanamente la Samb a segnare ma la grinta e la concentrazione sembrano rimaste a tavola. “Svegliatevi. Svegliamoci. Svegliateli!”, urlerebbe “la fornara” se fossimo nel vecchio Tempio del Tifo. In questo altare della passione, invece,  tornano i grandi numeri ma cambiano le abitudini. Cantare, saltare e applaudire per 90 minuti infatti mette il corpo a dura prova e a malincuore prendo coscienza che siamo in tanti fuori allenamento. Discorso diverso per il tamburo, sempre a 4 mani, che in tutta la partita non sbaglia un colpo: il primo a dare il ritmo e l’ultimo a mollare il coro e quando le mani smettono di battere lui suona ancora più forte.

Decisamente deludente, dall’altra parte, la prestazione dei canarini: un solo coro ripetuto più volte, alcune bombe carta ad annunciare il loro arrivo e la loro uscita, uno striscione rivolto ai nostri fratelli civitanovesi e poco altro. Lo striscione, inoltre,  risulta poco incisivo in quanto rivolto a “colpire” 33 anni di gemellaggio con  un singolo episodio: ironia piuttosto forzata. Restano però ben compatti e sempre lontani, sanno e temono di essere sempre facile preda di agguati!

Non è una magra consolazione, questo pareggio, se ripenso al pranzo di pesce pre-partita con mio padre, che alla domanda “vino fermo o frizzante?” risponde fiero “assolutamente frizzante, fermo ‘ngi piace oggi” prima di continuare a raccontarmi del Ballarin. Nonostante il risultato finale  i giocatori rossoblu’ a fine partita vengono chiamati a raccolta dalla Nord e assistono all’inno davanti ad uno spiegamento di sciarpe e bandiere rossoblu’.

A fine partita restano intatti il primo posto e l’entusiasmo, ma c’è ancora molto da lavorare. C’è già chi critica ai ragazzi di Mister Palladini le troppe feste e la troppa esaltazione per la classifica ma a noi, istancabili e ottimisti sognatori, piace pensare che sia solo una partita utile a tornare con i piedi per terra e a non abbassare mai la guardia. “Arriva l’Epifania che tutte le feste porta via”: la nostra ha solo rallentato il passo. Ora tutti a smaltire le tante cene, i pranzi e i guai,  perchè già da domenica si torna sui gradoni.

Trasferta lunga ma la Samb è sempre un buon motivo per mettersi in viaggio con gli amici di sempre! “FORZA, LOTTA, VINCERAI. NON TI LASCEREMO MAI!”.