Trasferta ad Avezzano: batteteci le mani, noi siamo marchigiani!

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Le trasferte segnano gli anni più belli di una vita da stadio. Resoconto di Avezzano-Samb di Giada Pignotti.

Di Giada Pignotti

Maciniamo chilometri, superiamo gli ostacoli, solo per voi, solo per voi!“: questo è il coro che, secondo me, richiama maggiormente il concetto di trasferta. Per seguire la Samb ci vuole del fegato, letteralmente. Chilometri e chilometri percorsi, ore ed ore di viaggio in qualsiasi condizione psico-climatica per assistere a 90 minuti di partita. In macchina, in treno, in pullman e addirittura in scooter o nave (o battello, che dir si voglia): le trasferte segnano gli anni più belli di una vita da stadio.

Per la buona riuscita di una trasferta occorre: una mente, in grado di organizzare tempi e mezzi di viaggio e coordinare il gruppo; tante braccia, per preparare viveri e pensare al sostentamento generale lungo il cammino; corpo, indispensabile per la sopravvivenza. Il tutto tenuto insieme da un unico spirito di coesione. A questo aggiungiamo un buon campionato e la voglia di viaggiare, con una buona dose di follia e viene così espressa la passionalità della tifoseria rossoblu.

La scelta del mezzo varia in base alla distanza da percorrere, il costo del viaggio e il numero dei partecipanti ma soprattutto si deve sempre tener conto dello stile/carattere della trasferta che si vuole affrontare. Da un lato la cinquantina del “Titone Day”, dall’altro i 75 del “gruppo secondo canale”, per fare un esempio. Chi si organizza con largo anticipo e chi si decide all’ultimo minuto, si ritrovano tutti ad Avezzano.

Tutti pronti...si parte!

Arrivo ad Avezzano.

In più di quattrocento si sistemano sui gradoni in ferro, scivolosi e decisamente scomodi. Il campo, degno di una partita di rugby, è a dir poco indecente per una partita di calcio. Per fortuna c’è il sole che, al contrario di ogni aspettativa, riscalda per tutta la durata della partita.

Il bello di una trasferta è anche il confronto con la tifoseria avversaria che può avvenire attraverso il tifo durante il match o, nei casi più estremi, fuori lo stadio. Anche questa volta, però, i tifosi rossblù restano i soli protagonisti degli spalti e soddisfano la curiosità e l’esaltazione dei supporters locali che per l’occasione hanno indetto la giornata biancoverde, della serie: “facemo sempre fa li soldi agli altri”. Gli Ultras dell’Avezzano infatti, previo comunicato, restano fuori lo stadio in segno di protesa contro la società e lasciano l’arduo compito di una “coreografia” in curva ai bambini della scuola calcio… e pensare che i loro amici canarini qualche giorno fa sfottevano i nostri di gemellati!

Fischio d’inizio e si parte subito “alla presa del Cino Del Duca”  per poi salutare la “Schikeria” di Monaco, presente anche in questa occasione. Si sentono già i primi sintomi del viaggio d’andata ma i tifosi rossoblu ruggiscono per tutto il primo tempo. La Samb però è ancora troppo lenta e fa attendere il secondo tempo per il gol.

Finalmente ci accontentano, sempre loro: Sorrentino e Titone, che lo dedica ai suoi fan. Nonostante i padroni di casa accorcino le distanze, la Samb tiene ben stretto il vantaggio fino al triplice fischio quando si unisce alla festa dei suoi tifosi che portano “Nuttate de luna” anche ad Avezzano.

Si torna a casa, ormai sfiniti e con il buio ma con una vittoria in più che rende giustizia al lungo viaggio. Sulla strada del ritorno si smaltisce l’entusiasmo tra racconti, domande e semplice baldoria.

In settimana indosseremo le nostre camicie pulite sopra i  tatuaggi, lavoreremo canticchiando qualche coro, torneremo alla vita di sempre aspettando inevitabilmente domenica. Contro il Campobasso, nel Tempio del Tifo, oltre ai tre punti vogliamo tornare a veder giocare una grande Samb. TUTTI AL RIVIERA!

“E TANTO GIA’ LO SO, SEMPRE CON TE SARO’ E MAI TI LASCERO’!”