Con Molinari la Fermana è tornata a festeggiare. Ma come stanno i canarini?

Con l’inserimento dell’attaccante gli uomini di Iaconi sembrano essersi ripresi. Che squadra affronteranno i rossoblu?

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo aver fermato sul pari Fano e Matelica, i canarini speravano di dare una svolta al proprio campionato, ma nelle quattro successive sono arrivate due sconfitte (negli scontri diretti con Isernia e Recanatese), e i pareggi con Giulianova (che non aveva mai fatto punti, fuori) e Folgore Veregra.

In queste quattro gare i gialloblu hanno segnato solo tre gol (uno dei quali su rigore) concedendone sei su varie situazioni – contropiede, errori individuali, calci piazzati. La squadra (schierata col 4-2-3-1) faticava enormemente a tenere le distanze tra i reparti, dovendo scegliere – alternativamente – se mantenere compattezza difensiva o sbilanciarsi in avanti.

Nella prima ipotesi – tenendo i sei giocatori difensivi (difesa e mediani) più bassi – la squadra non aveva alcuno sbocco offensivo; quando provavano ad attaccare a pieno organico – coi terzini più avanzati, pronti alla sovrapposizione o all’appoggio – i canarini concedevano spazi enormi in contropiede (una delle situazioni in cui i fermani hanno subito più gol),

A questo si è gradualmente aggiunta una fase difensiva sempre più passiva, coi giocatori – sempre troppo statici – capaci di prendere gol anche a difesa schierata, e in palese superiorità numerica. Indicativo è il primo gol subito nello scontro diretto (giocato in casa) con la Recanatese.

Calcio d’angolo battuto corto: il marcatore sul lato corto arriva in ritardo e si fa saltare come un birillo, mentre i compagni – più per pigrizia, che per fiducia – non fanno alcuna copertura preventiva. Palla in mezzo e gol dell’1 a 0

chart (2)Più che un momento, tuttavia, quello della Fermana era la conferma di una tendenza: dalla quarta alla dodicesima giornata la squadra di Iaconi era riuscita a vincere solo una volta, mostrando grandissime difficoltà non solo nella fase realizzativa (come spesso ripetuto dal mister), ma anche in costruzione.

Il gioco (troppo legato a Degano) mancava di alternative, soprattutto offensive: eccettuato il 3-3 della prima gara (proprio con la Samb), fino alla scorsa settimana la squadra non era mai riuscita a segnare più di due gol, mantenendo un parziale gol fatti/gol subiti negativo (-3).

In tal senso, l’inserimento di Molinari ha avuto un impatto enorme: in soli 90 minuti l’attaccante ha colpito un palo e fatto 4 gol, segnando più della metà delle reti siglate dal miglior marcatore fermano (Degano, fermo a 7). Il tutto, mettendo in mostra un repertorio vario e snobisticamente individuale.

“Cercavamo una punta che concretizzasse quello che potevamo fare come mole di gioco”, le parole di Iaconi nel post partita. La (terrificante) verità è che l’attaccante segna come se i compagni non servissero.

Il primo gol è arrivato con una punizione dai 20 metri; il secondo sugli sviluppi di una rimessa laterale (avversario saltato e palla sul primo palo); sul terzo gol l’argentino è partito spalle alla porta, si è girato saltando due avversari e ha colpito a incrociare; la quarta rete è arrivata su un cross dalla trequarti: stop orientanto (a eludere l’anticipo) e palla sotto all’incrocio lontano.

L’argentino, con la sua sola presenza, sembra poter colmare il gap tra le due squadre. Sembra, ma non è detto che sia così. L’Amiternina – per ammissione dello stesso Angelone – ha concesso all’attaccante fermano spazi e opportunità per far male, lasciandogli sempre la possibilità di girarsi spalle alla porta, e mancando nelle marcature preventive.

I centrali rossoblu dovranno essere bravi a giocare d’anticipo, i centrocampisti – Barone in primis – attenti a non lasciargli linee di passaggio (che l’attaccante va spesso a cercarsi sulla trequarti). Il tutto, senza perdere di vista Degano (che negli spazi del Riviera avrà grandi possibilità per pungere). La miglior difesa potrebbe essere l’attacco: con una squadra alta e aggressiva i sambenedettesi potrebbero comprimere lo spazio di gioco, facilitando sia il gioco d’anticipo che la copertura degli spazi senza perdere pericolosità offensiva.

Come mostrato anche nell’ultima gara, poi, la Fermana sembra non aver risolto i problemi in fase difensiva. I rossoblu avranno l’opportunità di puntare sulle loro armi migliori (contropiede, duelli individuali).