L’eterno ritorno dell’uguale (e della vittoria)

I rossoblu continuano a vincere, sempre e comunque, a prescindere esulano dalle prestazioni degli avversari


SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo la vittoria con i pesaresi, la Samb ha assunto un alone di palpabile inesorabilità. La maturazione dei rossoblu sembra aver superato le contingenze tecnico-tattiche immediate, assumendo – ormai – contorni filosofici. La squadra di Palladini non è solo la più solida, la più cinica, la più forte; è oltre.

“Prima o poi il gol arriva”: l’ha detto Titone la scorsa settimana, l’ha ribadito Palladini oggiCome col Castelfidardo (e col Campobasso, e con l’Avezzano), i rossoblu hanno atteso pazientemente il momento giusto per colpire, senza mai scoprirsi eccessivamente, né farsi prendere dall’affanno di segnare.

IMG_20160131_150027Amaolo ha provato a sorprendere i rossoblu con un 4-2-3-1 fino ad oggi inedito, con Costantini, Ruci e Costantino alle spalle di Bartolini. In fase di possesso la squadra è molto aggressiva: i terzini (a turno, o insieme) avanzano fino alla linea dei centrocampisti, permettendo agli esterni di restare sempre alti, senza isolarsi; in questo modo gli attaccanti hanno sempre un appoggio vicino, e la squadra ha la possibilità alzare il baricentro senza patemi.

Dietro restano solo i due centrali, supportati da Brighi, ma la squadra – grazie ad alcune marcature ad uomo, e un’ottima fase di transizione – rischia pochissimo; appena persa palla i biancorossi vanno subito in pressing, costringendo i rossoblu a tornare indietro o tentare il lancio lungo, dove Seye Mame (uno dei migliori) sovrasta l’isolato Sorrentino.

Gli anticipi dell’ex Samb diventano una delle chiavi offensive degli ospiti, che – su questi repentini cambi di fronte – riescono a creare un po’ di scompiglio. La traversa di Bartolini arriva su un suo anticipo su Sorrentino, così come il colpo di testa di Costantini (finito a lato).

Se da una parte i vissini creano poco, dall’altra i rossoblu non fanno molto. Con Rossoni in marcatura fissa su Titone, e Palumbo costretto a partire molto lontano, la squadra di Palladini fatica a trovare campo aperto, e – anche in questo caso – le migliori occasioni arrivano su recuperi alti.

L’occasione per Raparo (su cross di Sabatino) arriva su un pallone recuperato da Sorrentino, quella di Titone (al 44esimo) su un contrasto vinto da Barone al limite dell’area.

La ripresa – paradossalmente – vede rossoblu e biancorossi ancora più attenti, corti e senza sbavature. Le due squadre giocano costantemente in uno spazio ristretto e soffocante, e faticano non poco a creare possibilità per il gol. Da entrambe le parti, le uniche occasioni arrivano su calcio piazzato.

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Al 53′, sugli sviluppi di un corner, Rossoni quasi devia in gol il tentativo di Bugaro (miracolo di Pegorin), al 70esimo – dopo 15′ di tentativi falliti e contropiedi frustrati – arriva lo squarcio sulla partita. Punizione dalla trequarti di Barone, che serve sul secondo palo Sabatino: il centrocampista riceve e fa da torre per Sorrentino, che – a un passo dalla porta – schiaccia in rete l’1 a 0.

Il gol schianta i pesaresi, che nel giro di pochi minuti subiscono il raddoppio di Conson (su angolo di Barone). Siamo al 73esimo, e – al solito – la partita potrebbe finire già qui: nel finale la partita si accende solo sulle iniziative di Titone, che – dopo una lunga e asfissiante marcatura – cerca di rifarsi cercando in tutti i modi il 3 a 0.

E così, mentre Fano e Matelica arrancano, a San Benedetto il fischio finale arriva naturale, così come la settima vittoria nelle ultime otto. L’Oltre Samb è ormai una squadra conscia della propria inesorabilità, che – nonostante tutti – continua a rispettare la sua invincibile demagogia. Se la squadra manterrà il passo nelle prossime tre (Monticelli, Fano, Matelica), l’obiettivo finale sarà a un passo.