Contro il Monticelli senza tifosi e senza i tre punti. Ma noi non molliamo!

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A causa del divieto di trasferta il popolo rossoblu si riversa nei bar: Monticelli-Samb raccontata da Giada Pignotti.

Di Giada Pignotti.

Una domenica tutt’altro che normale, quella appena trascorsa per i tifosi rossoblù: lontani, contro la loro volontà, dalla loro beneamata, si sono incollati alle radio e alla TV per sostenere Ottavio e i ragazzi nella trasferta più insidiosa della stagione. A rendere importante questa partita infatti, come ben sappiamo, era il fatto che la Samb tornasse al Del Duca dopo trent’anni. Particolare che lascia il tempo che trova senza i veri protagonisti della storia.

Impedirci di essere sui gradoni non ci ha vietato di sostenere la Samb come meglio sappiamo fare, tutti insieme a casa, al bar o al ristorante. E’ stato difficile, se non quasi impossibile, restare calmi per tutta la durata del match: Il suono del campanaccio fa da sottofondo a tutta la partita e più che richiamare al pascolo fa impazzire il gregge. A poco è servito infatti vietare sciarpe e bandiere bianconere se l’accesso allo stadio era consentito solo ai residenti di Ascoli e comuni limitrofi (ricordiamo sempre il paradosso dell’ordine pubblico già abbondantemente approfondito). Inevitabile quindi per i locali cadere nella vigliaccheria intimidendo i rossoblù sugli spalti e in campo con minacce personali consapevoli della loro legittima, seppure assurda, incolumità.

Atteggiamento sbagliato di tutti: Sabatino e compagni se la giocano solo nel primo tempo ma lasciano sfumare tutto qualche minuto dopo per scomparire totalmente nel secondo tempo. Il Monticelli, fomentato da un prepotente ventiquatrenne che già all’andata aveva smosso le acque, si pavoneggia davanti ad una Samb intimidita e che comunque riesce ad evitare il peggio. “volevano vincere, volevano vincere” e ce l’hanno messa davvero tutta i biancoazzurri ma un punto è tutto ciò che sono riusciti a strappare alla capolista.

Davide, come si sono definiti loro prima del match, non ha vinto contro Golia ma ha comunque tirato “lu ciutte e nascosto la mà“: troppa goliardia senza combattenti. Poteva andare diversamente ma confido ancora nel fatto che può sempre andare diversamente. Chi lo sa meglio di noi? Anche il Mister lo sa bene, fin troppo bene ed è per questo forse che si ostina a premiare la caparbietà ma “lu pallò è n’atra cuse” e rischiare è anche il ruolo dell’allenatore, commentano in molti. Trascorso l’ultimo momento di notorietà dell’ignoranza ascolana, lasciamo lavorare gli esperti e concentriamoci in vista di domenica. Arriva il Fano, vero avversario di questo campionato e i numeri per vincere, sappiamo, li abbiamo TUTTI.

Sperando che un prevedibile incidente passato non giustifichi un’ulteriore eccessiva restrizione, non ci resta che riscaldare la voce per accogliere i tifosi granata nel Tempio del Tifo. Un solo grido per un solo obiettivo, svegliamo i ragazzi e ricordiamogli come sono arrivati fin qui e dove vogliamo arrivare: TUTTI AL RIVIERA!

“NON MOLLO AL DI LA DEL RISULTATO, BATTE IL MIO CUORE ROSSOBLU !”