Il Giulianova è in crisi, ma non in casa

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In settimana gli abruzzesi hanno perso presidente (dimissionario) e allenatore, ma non intendono arrendersi

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Quella col Giulianova è – per i rossoblu – quasi una riedizione della sfida con l’Isernia, ingigantita nei suoi aspetti più peculiari. Come l’Isernia, il Giulianova ha vissuto una settimana difficile, iniziata con una brutta sconfitta (5 a 1 col San Nicolò) e proseguita con le dimissioni del proprio allenatore. Otre alla crisi tecnica, i giuliesi stanno affrontando un marasma societario lontano dalla risoluzione, con il presidente Serraiocco pronto a lasciare.

Inizialmente la società aveva optato per il subentro di Pino Tortora, in panchina; l’accordo – già dato per fatto – è saltato per l’opposizione dei tifosi giallorossi, che non gli hanno perdonato la militanza (da giocatore) nel Teramo. Al momento la squadra è affidata all’allenatore della juniores, che – salvo sorprese – guiderà la squadra anche contro i rossoblu.

Il parallelismo (ingigantito) con l’Isernia non si ferma all’aspetto ambientale: come i biancocelesti, i giuliesi sono una squadra fortemente casalinga: lo dicono i numeri (un solo punto in trasferta), lo dicono le prestazioni. Tra le mura amiche gli abruzzesi non perdono dal 7 gennaio (0-1 col Fano), vincendo due delle ultime tre (contro Olympia Agnonese e Recanatese). La cartina tornasole del campionato è in trasferta, dove i giallorossi (a parte il 2-2 con la Fermana) hanno sempre perso.

Queste difficoltà derivano – essenzialmente – dall’atteggiamento della squadra: i giallorossi difendono con difesa e centrocampo molto bassi, allo scopo di facilitare il recupero del pallone e aprire spazi agli esterni Giampaolo e Pellecchia. In casa – dove la squadra ha maggiore attenzione, e più conoscenza delle distanze – il gioco ha portato i suoi benefici, ma – appena allontanati dal Fadini – i giuliesi mostrano tutte le loro lacune nella copertura degli spazi.

2016-03-03 (5)Jesina-Giulianova: i tre centrali di centrocampo sono molto stretti, ma i due esterni sbagliano completamente il posizionamento. Pellecchia (a destra) non segue il movimento del terzino, Giampaolo (a sinistra) è troppo largo, e non scherma il movimento di Ragatzu sulla trequarti.

Arati (liberissimo) ha il tempo di allargare a sinistra per Carnevali, che metterà in mezzo un cross pericoloso.

2016-03-03Amiternina-Giulianova: gli abruzzesi sono molto bassi, ma mal posizionati. Pellecchia (in ritardo sul raddoppio) lascia Petrone uno contro uno con Marini, in difesa – nonostante la superiorità numerica – Ferrante è solo contro Torbidone, mentre ci sono cinque giuliesi sul lato debole. Nel prosieguo dell’azione Petrone crosserà per Torbidone nello spazio evidenziato, costringendo Ferrante al fallo da rigore.

Errori simili hanno minato tutto il percorso dei giallorossi, apparsi spesso troppo fragili mentalmente per gestire una situazione passiva con la giusta attenzione. In casa – dove la squadra ha l’obbligo di giocarsela – Giampaolo e compagni danno l’impressione di sentirsi più a loro agio, riuscendo a mascherare i problemi tattici col dinamismo.

Come la scorsa domenica, per gli uomini di Palladini sarà una partita più difficile di quanto pronosticabile. L’oscillazione tra vittoria e sconfitta dipenderà interamente dall’atteggiamento dei rossoblu, ma è certo che i giuliesi non resteranno a guardare.