Agnone, o della concessione al divertimento senza il lusso della sconfitta

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I rossoblu vanno sopra di due, si fanno riprendere e scappano di nuovo, mostrando forza e disattenzione

Qui la diretta della partita.

AGNONE – In Molise i rossoblu si sono comportati come quei scolari che – sicuri della promozione – passano gli ultimi giorni di scuola a dondolare sulla sedia, irrompendo nella lezione solo per rispondere a domande che già conoscono. Pur indisponendo maestro (Palladini) e preside (Fedeli), la scolaresca rossoblu ha portato a casa la partita, mostrando qualità e disattenzione.

Il tabellino può ingannare: nonostante il doppio vantaggio già al 25esimo, per tutto il primo tempo i sambenedettesi (schierati col 4-4-2) fanno fatica a trovare trame di gioco credibili, soffrendo più del dovuto la buonissima organizzazione dei padroni di casa.

Il 4-1-4-1 degli agnonesi è molto accorto, nel tentativo di chiudere le fonti di gioco centrali indirizzando il possesso nelle zone laterali di campo (dove la squadra ha la possibilità di difendere con l’ausilio della linea laterale). Appena gli ospiti sono in possesso le due mezzali (Guadalupi e Pejic) vanno in marcatura su Sabatino e Barone, lasciando spazio – quasi suggerendo – per l’appoggio sull’esterno.

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Pejic marca a uomo Sabatino, mentre Barone è sorvegliato da Marolda e Guadalupi. Titone accorcia, ma è comunque isolato. L’unico passaggio libero è quello per Tagliaferri, lasciato relativamente libero da Santoro

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Nei primi minuti le migliori occasioni sono tutte dei molisani, bravissimi a trovare con continuità giocatori alle spalle dei centrocampisti rossoblu. Quando la palla arriva al mediano Manzo, una delle due mezzali si alza sempre alle spalle di Sabatino e Barone, in modo da garantire la verticalizzazione o – alternativamente –  far abbassare gli ospiti, che devono scegliere se mantenere la copertura o lasciare spazio alla gestione dei granata.

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Guadalupi di alza alle spalle del centrocampo, mentre Pejic resta a supporto. I rossoblu sono schierati malissimo, e Santoro (che ha accorciato in mezzo) ha la possibilità di servire Marolda

Con i due esterni (Santoro e Castagna) che spesso tagliano dentro, la squadra ha costantemente tre giocatori sulla zona centrale della trequarti, pronti a mettere in difficoltà i centrali rossoblu. Nei primi 15′ Marolda e Santoro hanno tre occasioni per il tiro da fuori, mentre gli ospiti faticano ad uscire.

Constatata l’impossibilità di giocarsela nei duelli individuali sulla fascia, Palladini decide di utilizzare Titone allo stesso modo di Fioretti, la la scorsa settimana: in fase di possesso il numero 7 arretra sulla trequarti, allo scopo di aprire linee di passaggio alle spalle del centrocampo.

Vista la poca qualità delle verticalizzazioni di Salvatori e Casavecchia, Barone inizia ad arretrare il suo raggio d’azione, senza – tuttavia – trovare la libertà sperata. Il centrocampista (marcato, alternativamente, da Guadalupi e Marolda) è spesso costretto ad affrettare la giocata, perdendone in precisione.

I rossoblu riescono a costruire solo nelle (poche) occasioni in cui superano la prima linea di pressing, mettendo in moto Titone sulla trequarti. La prima azione degna di nota arriva proprio sulla sponda di Titone per Pezzotti, che – di prima intenzione – mette dentro per Candellori (anticipato in corner).

Sulle basi di questa azione i rossoblu inizieranno un forcing abbastanza lungo, che culminerà nell’angolo battuto da Pezzotti e deviato nella propria rete da Marolda. Una volta passati in vantaggio, i rossoblu raddoppiano quasi immediatamente: pochi minuti dopo – in seguito a un’insistita azione di pressing – arriva un cross per Gavoci, anticipato da Castaldo; sulla palla piomba Pezzotti, che fredda Leuci con un sinistro violentissimo.

Il doppio svantaggio convince Di Meo a spendere il primo cambio già al 27′: l’ingresso di Conte (col passaggio al 4-4-2) dà più peso offensivo, e la mossa – complice la passività sambenedettese – paga.

 

Con Santoro a fare il lavoro di raccordo alle spalle del centrocampo rossoblu (al posto delle due mezzali) e i terzini ancora più coinvolti nell’azione, i padroni di casa mantengono le dinamiche offensive con l’aggiunta di un uomo in avanti, mettendo grande pressione alla difesa ospite.

Al 37esimo Pifano raccoglie una respinta corta e serve in mezzo Guadalupi, che – fintato il tiro – serve una gran palla per l’inserimento di Conte: l’esterno conquista il fondo e mette dentro per Santoro, che – in tuffo – accorcia le distanze.

In perfetta sincronia coi rossoblu, i molisani replicano quasi immediatamente: Conte allarga per Pifano, che mette in mezzo; il cross (respinto da Casavecchia) torna proprio sui piedi del centrocampista, che spara in rete grazie all’ausilio di una deviazione.

Nella ripresa i sambenedettesi partono con un piglio diverso, mentre la squadra di Di Meo – messa sotto pressione, e influenzata dal (buon) risultato – inizia a giocare in modo più conservativo, abbassando sempre di più il proprio baricentro.

Barone ha più libertà di manovra, e torna subito decisivo: al 52esimo il centrocampista raccoglie palla sulla trequarti e – con gli avversari rimasti a protezione dell’area – ha tutto il tempo di controllare e lanciare in area. La palla – atterrata tra la difesa e il portiere – arriva alla disponibilità di Pezzotti, che serve a Gavoci la palla del 3 a 2.

Come nel primo tempo, lo svantaggio spinge Di Meo a fare un altro cambio tattico, ancora più offensivo: l’ingresso di Guida (col passaggio al 4-2-3-1) sancisce la decisione irrevocabile di giocarsela a chi colpisce più forte, e – ancora una volta – l’idea rischia di funzionare.

Al 64esimo il lancio di Cianci (prolungato dall’intervento errato di Salvatori) arriva alla disponibilità di Marolda, travolto dall’uscita di Mazzoleni. Il rigore assegnato dall’arbitro può significare 3-3, ma lo scivolone di Manzo sul dischetto consegna di fatto la partita ai rossoblu, che da lì in poi passeggiano.

Cinque minuti dopo l’errore di Manzo i rossoblu allungano con Doua Bi (servito dall’ottimo assist di Fioretti), mentre i molisani – presi dalla frenesia del recupero – attaccano molto e concedono tantissimo  La partita diventa una gara di ping-pong, con le due difese che rimbalzano le occasioni dei rispettivi avversari: dopo il mancato rigore assegnato a Gragnoli (a contrasto con Salvatori) Leuci salva un gol fatto su Doua Bi (altro assist di Fioretti), Casavecchia devia un tiro a botta sicura di Gragnoli, e Chiochia devia in corner un destro pericolosissimo di Titone.

Tra un colpo e l’altro, i rossoblu hanno la meglio: Titone (servito da Candellori) trova il quinto gol all’81esimo, rendendo futile la (pur bellissima) rete di Gragnoli, a tempo scaduto.

Pur tra i (tanti) punti interrogativi sollevati dalla scarsa applicazione mentale, i rossoblu riescono – in un sol colpo – a raggiungere il record della Maceratese dello scorso anno, regalare la prima gioia a Doua Bi, confermare il buon momento di Gavoci-Fioretti, e permettere a Titone di incrementare il suo bottino nella classifica cannonieri.

Poteva andare peggio.