Titone: “Me ne vado per problemi personali”

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Le parole d’addio di Mario Titone, che lascia ufficialmente il club rossoblu.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Con una conferenza stampa, indetta a titolo personale presso lo chalet Americo di Porto D’Ascoli, Mario Titone ha ufficializzato il suo addio alla Sambenedettese.

Visibilmente emozionato, il capocannoniere dell’ultima stagione rossoblu ha inizialmente lasciato la parola al suo procuratore Di Campli.

Questa è stata una lunga telenovela – ha esordito –  L’intento iniziale del giocatore era quello di restare a San Benedetto Del Tronto. Oggi abbiamo pranzato con Andrea Fedeli e Daniele Diomede e abbiamo comunicato la volontà del giocatore di lasciare la Sambenedettese per motivi personali. Non c’è nessun accordo con nessun’altra società in questo momento. Fedeli è stato onesto con noi e ci ha proposto un annuale a cifre importanti e un rinnovo di un altro anno che sarebbe dipeso dal numero di presenze”.

Mario Titone dunque, a detta del suo procuratore, non se ne andrà per motivi contrattuali o economici: “Con la Samb non c’è stato nessun tipo di problema – ha proseguito – La società può confermarlo e ha deciso di rispettare il volere del giocatore. Mario ha provato a risolvere questi problemi, ma non ci è riuscito e oggi ha comunicato alla famiglia Fedeli la sua situazione.  Non ci sembra giusto far attendere la Sambenedettese per cui l’anno prossimo giocherà sicuramente con un’altra squadra. Interessa a diversi club ma per ora non ci sono accordi”.

Nonostante la visibile commozione Titone ha preso la parola per i canonici ringraziamenti e i saluti finali: “Mi dispiace tanto andare via. Voglio ringraziare i tifosi, che mi sono stati sempre vicini, non facendomi mai pesare nulla. Il loro calore mi ha spinto a fare bene. Ringrazio anche la famiglia Fedeli, mister Ottavio Palladini, Luigi Voltattorni e tutti coloro che lavorano all’interno dello stadio. Purtroppo è andata così. Non è un addio, ma un arrivederci. Di fronte a questi problemi personali non sono in grado di restare a San Benedetto Del Tronto”.

A fine conferenza il giocatore ha abbracciato a lungo il direttore generale Andrea Fedeli: nei suoi occhi l’amarezza di non poter proseguire l’esperienza in una piazza che lo ha riaccolto e acclamato.