Bayern Monaco – Samb: Chantal Borgonovo ci crede e chiede il sostegno ai tifosi rossoblu

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Chantal Borgonovo

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riportiamo un’intervista esclusiva a Chantal Borgonovo, vedova di Stefano Borgonovo, in merito all’idea di organizzare un’amichevole di beneficienza in Germania tra Bayern Monaco e Sambenedettese. La Borgonovo, nei giorni scorsi, ha contattato telefonicamente l’Associazione Noi Samb, nello specifico il dottor Roncarolo, affinché coinvolgesse la tifoseria rossoblù.

La notizia ha mandato totalmente in visibilio la tifoseria rossoblù. Quanto è alta la possibilità affinché questa amichevole venga disputata?

“Noi ci proviamo. Quando ho in mente un’idea non mi do per vinta e vado sempre fino in fondo. Non conosco il risultato ma so che la volontà di lavorare per questa iniziativa c’è ed è forte. La stampa può darci una grandissima mano perché per mettere in piedi un evento simile occorre smuovere le acque. Se non si dice non si fa per cui è assolutamente importante che ci sia un certo tipo di comunicazione. Le cose vanno fatte per gradi. So che la tifoseria rossoblù può darci una grandissima mano e confido molto in essa”

Quali sono le tempistiche?

“Sui tempi si può discutere. Si era pensato ad agosto ma è veramente molto difficile perché il Bayern Monaco ha un calendario fittissimo, una cosa inimmaginabile. C’è da dire però che Carlo Ancelotti, che è arrivato lì da soli tre giorni, ha firmato con la società tedesca un contratto che lo legherà ad essa per tre anni. Per questo se non dovessimo riuscire per il prossimo mese possiamo comunque ben sperare”

Ha parlato con Carlo Ancelotti?

“La sua porta è aperta. Carlo è parte attiva della Fondazione anche perché era profondamente legato a Stefano. L’ho raggiunto a Londra a maggio. Lui era lì con sua moglie e sua figlia e abbiamo cenato insieme. Abbiamo appuntamento a Monaco prossimamente e in quell’occasione parleremo di questa iniziativa. Ci confronteremo bene ma so che sul suo appoggio posso contare”

Che tipo è?

“Carlo è veramente forte. E’ una persona tranquilla e in pace col mondo. Ha un temperamento molto pacato. E’ attivo, intelligente, legato ai valori e nonostante il suo grande successo devo dire che dalla sua parte ha semplicità e umiltà”

Era a conoscenza del gemellaggio tra la tifoseria del Bayern Monaco e della Sambenedettese?

“Assolutamente no. E’ stata mia figlia Alessandra a raccontarmelo. Quando è venuta a San Benedetto del Tronto in occasione del terzo memorial dedicato a Stefano, l’Associazione Noi Samb le ha mostrato i video e le fotografie di queste due grandi tifoserie gemellate. Quando è tornata a casa me ne ha parlato ed io sono rimasta senza parole. Ero basita anche perché si era creata una coincidenza speciale; mio marito Stefano ha giocato con la Samb e Carlo Ancelotti, che era suo amico, è andato ad allenare il Bayern. A questo punto ho subito pensato che si doveva organizzare qualcosa coinvolgendo le due realtà. Io ai segnali credo molto”

Ha fatto produrre delle maglie dall’Adidas a favore della Fondazione Borgonovo. Su di esse c’è scritto “Thanks For Supporting Stefano Borgonovo Foundation Fight Als”. Come intende utilizzarle?

“Stefano ha fatto una cosa incredibile. L’8 ottobre del 2008 ha deciso di mostrare la sua malattia comparendo in occasione della famosa partita tra Fiorentina e Milan. Così facendo ha lanciato un segnale fortissimo perché prima di quel momento la SLA non era molto conosciuta. Da allora ogni volta che si parla di sclerosi laterale amiotrofica si pensa a lui. Ancora non ci si rende perfettamente conto di cosa sia questa malattia. Attraverso queste maglie che ci sono state regalate dall’Adidas vogliamo creare eventi virali volti a mostrare l’operato della Fondazione il cui intento è quello di sostenere la ricerca contro la SLA. Non esiste ancora una cura per cui è importantissimo poter fare qualcosa. Non so quando potrà essere organizzata l’amichevole tra Bayern Monaco e Samb ma per la prima gara di campionato del Bayern mi recherò in Germania e farò indossare le maglie ai tifosi tedeschi”

Cosa ci dice dell’invito che Cristiano Ronaldo le ha rivolto affinché assistesse alla finale degli Europei di calcio?

“Sono stata felicissima. A contattarmi è stato il procuratore del giocatore che ha conosciuto la storia di Stefano grazie a Carlo Ancelotti. La notizia ha fatto il giro del mondo e sono rimasta senza parole. Cristiano ci ha donato la sua immagine; grazie a lui si è parlato della SLA e del lavoro svolto dalla Fondazione. Mi sono recata a Parigi con alcuni amici e nel corso della gara ero seduta proprio dietro la panchina del Portogallo. Mi è dispiaciuto tantissimo per Cristiano; è stato fatto letteralmente fuori. Tuttavia a segnare è stato il numero 9. Una coincidenza anche questa?”

Chantal e Cristiano Ronaldo

Stefano, Sambenedettese e San Benedetto del Tronto. Ci regala un aneddoto?

“Quando Stefano è arrivato a San Benedetto io e lui eravamo già fidanzati. Frequentavo il liceo e lui viveva con una coppia che poi, nel mese di febbraio, si è anche sposata. In quell’anno il Guerin Sportivo gli assegnò il premio come miglior attaccante della Serie B. Per questo mio marito venne omaggiato con una statuetta che conservò gelosamente. Negli anni della malattia Stefano l’ha tenuta sempre vicino e l’ha mostrata a tutti coloro che gli hanno fatto visita. Questo perché la Sambenedettese per lui rappresentò un vero e proprio trampolino di lancio per la sua carriera. Di premi ne ricevette tanti ma la verità è che quello fu il più importante di tutti”