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Per tutto l’anno si è parlato del suo sostituto, ma Sorrentino è rimasto un titolare inamovibile, segnando i momenti cardine del campionato

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tutta la stagione di Sorrentino si poteva intuire prima del fischio d’inizio della prima gara di campionato. Lo sguardo ansioso verso la porta, il movimento febbrile delle gambe, lo scatto rabbioso al fischio dell’arbitro: in due secondi, la quintessenza del giocatore.

Alla prima contro la Fermana l’attaccante romano parte titolare, sebbene l’attenzione dell’ambiente fosse tutta su Bonvissuto – appena arrivato in riviera, e indicato dalla dirigenza come il 9 designato. La gara è di quelle caotiche: i rossoblu vanno rapidamente in svantaggio, rimontano fino al 3 a 1 e poi restano in dieci, facendosi raggiungere nel finale.

In questo contesto difficile, il classe ’95 è uno dei più positivi: grande lavoro tattico, sia spalle alla porta che in profondità, costante presenza fisica; alla prima palla utile si libera con un movimento da attaccante navigato e piega le mani a Olzcek, siglando la prima rete dell’annata rossoblu.

L’ottima partenza non basta: alla terza partita viene inserito Bonvissuto, che da lì in poi – nonostante una serie di partite altalenanti – mantiene la titolarietà. Nella gare con Campobasso, Castlfidardo e Vis Sorrentino subentra dalla panchina, tornando titolare solo nella gara di Coppa Italia contro il Monticelli.

In quella gara agisce da incursore, spalle alla punta, e si rivela assoluto mattatore della gara: l’assist del primo gol (contrasto vinto sulla linea di fondo e cross in mezzo per la punta), il rigore guadagnato (bella percussione), e lo splendido gol del 3-0 finale.

Sabatino evita tre avversari e raggiunge il fondo, crossando alla cieca nei pressi dell’area; Prandelli controlla e serve al volo per Sorrentino, che palleggia col destro e di sinistro – in girata – piega nuovamente le mani al portiere.

Nonostante la prestazione monstre, nella gara successiva (ancora contro il Monticelli, ma in campionato) viene riportato in panchina. I rossoblu passano in vantaggio, ma al 36esimo sono già sotto 4 a 1. Sorrentino entra un minuto dopo: con lui in campo la squadra ritrova pericolosità, e – pur perdendo – segna tre gol.

Nelle gare con Fano e Matelica parte dall’inizio, ma nelle gare successive Palladini (subentrato all’esonerato Beoni) torna ad affidarsi al più esperto Bonvissuto. Isernia, Giulianova e Amiternina: la Samb le vince tutte e tre, ma soffre.

Contro la Folgore Sorrentino torna titolare: il centravanti segna il gol dell’1 a 0, e la Samb e gioca la migliore gara della gestione Palladini. La 9 ha trovato il suo nuovo padrone.

Il centravanti romano è il corsaro della squadra rossoblu, colui che – per primo – va all’assalto della nave nemica, aprendo la strada verso il ponte ai compagni di ventura. In versione ancora più reificata, potremmo dire che è allo stesso tempo gancio e arcione, capace di far appendere la squadra col gioco di sponda, ma anche di colpire gli avversari in contropiede. Corse disperate verso lo spazio e sportellate spalle alla porta, giocate e recuperi, spizzate e ricezioni: l’attaccante rossoblu non è il migliore in nessuno di questi fondamentali, ma è l’unico capace di attuarli tutti.

Nelle gare importanti, poi, lui c’è sempre. Contro il Chieti – nella trasferta più probante dell’anno – recupera lo svantaggio di Vitale (finirà 2 a 1 per i rossoblu), col San Nicolò (allora terzo in classifica) segna il gol della rimonta finale.

Durante la pausa invernale si continua a parlare di un titolare per il suo ruolo: vengono fatti tanti nomi, tra cui quelli di Molinari, Pedalino e Dos Santos; alla fine arrivano due punte, Gavoci e Fioretti, ma Sorrentino resta il titolare indiscusso. Nel prosieguo della stagione l’attaccante supera la doppia cifra, e segna nelle due gare decisive per il titolo.

20 febbraio 2016: i rossoblu vanno in campo del Matelica secondo, con 7 punti di vantaggio. Dopo la rete di Titone i padroni di casa vanno sull’1 a 1 con Pesaresi, e sembrano quasi sul punto di ribaltarla. A 20′ dalla fine è Sorrentino a risolverla: partenza sul filo del fuorigioco, controllo a seguire e anticipo del portiere in uscita. La partita finisce 3 a 1, e la Samb mette una pietra tombale sul campionato.

Per esultare serve la certezza matematica, però: la possibilità arriva nella gara interna con la Jesina, il 10 aprile. Come col Matelica, la squadra va avanti (Titone) e viene recuperata (gran gol di Frulla). Come col Matelica, è Sorrentino a risolverla. Pallone lavorato sulla sinistra da Palumbo e cross per Baldinini, che appoggia a Sorrentino: 2 a 1, e Samb in Lega Pro.

Per gran parte della stagione l’ambiente sambenedettese ha vagheggiato il fantomatico bomber over, come se età e pedigree fossero sintomo di infallibilità. Sorrentino non si è mai composto, mantenendo il posto a suon di prestazioni di alto livello. Ora è arrivata la conferma, ma l’attenzione è tutta sulla punta di esperienza da comprare per la Lega Pro. Occhio che la storia si ripete, a volte.