Come giocare contro il Venezia?

Dopo il pareggio col Parma i rossoblu affrontano i lagunari. Come giocheranno?

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo l’amichevole di fine luglio (finita 0-0), Samb e Venezia tornano ad affrontarsi in campionato: campo diverso (dai monti umbri alla laguna), contesto più competitivo, squadre cambiate.

Il Venezia ha preso molti giocatori in fase di mercato, costruendo una rosa sovrabbondante di talento e alternative; i rossoblu hanno completato la squadra ecambiato abito tattico, passando dal 3-5-2 (usato per tutto il precampionato) al 4-3-3. Modulo speculare a quello dei veneziani, nonostante Inzaghi – nelle ultime partite – abbia provato soluzioni diverse.

Modulo Venezia

Dopo appena 4 gol nelle prime quattro partite (contro Forlì, Reggiana, Mantova e Parma) l’allenatore ex Milan ha deciso di aumentare il peso offensivo con una punta più (Gejio) in zona centrale e un esterno in meno. Questo 4-3-3 decentrato ha portato a 3 gol contro Ancona e Lumezzane. Nell’ultima partita Inzaghi ha schierato un 4-2-3-1 più fluido, con due ali e un incursore alle spalle di Gejio, che svariava molto. La poca fortuna del modulo e un diverso avversario dovranno riportare alle origini, con il 4-3-3 delle uscite precedenti.

Come giocare?

Date le assenze di Radi e (soprattutto) Lulli, Palladini ha l’opportunità di scegliere se cambiare modulo o tentare lo stesso risultato inserendo giocatori diversi.

3-5-2 Già utilizzato nel precampionto, e testato – tra le altre – anche con lo stesso Venezia, il modulo dà la possibilità di coprire efficacemente il campo, costruendo un blocco centrale solido indipendentemente dalle scelte del Venezia (se giocare con due punte di peso o una sola). Data la condizione – non ottimale – di Ferrario e Di Pasquale (entrambi al rientro da un infortunio), la difesa a tre darebbe la possibilità di rischiare solo uno dei due, con Di Filippo e Mori a completare il terzetto.

A centrocampo resterebbero diverse incognite, sia per il ruolo di laterale destro (Crescenzo e Tavanti stati utilizzati pochissimo, Mancuso verrebbe sacrificato) che per quello di mezzala (dove – probabilmente – entrerà uno tra Candellori e Damonte). Davanti Palladini avrebbe però l’opportunità di schierare Fioretti e Sorrentino, soluzione spesso presa in considerazione ma ancora non sfruttata.

Pur dando una sicurezza dal punto di vista difensivo, il 3-5-2 resterebbe comunque la scelta peggiore: per le tante incognite di formazione e soprattutto di resa in campo, dato che i problemi di questa estate (soprattutto nella costruzione dal basso) non è detto siano risolti.

4-4-2 Il modulo rientra già nei progetti Palladini, che lo sta studiando come alternativa al 4-3-3. Un suo utilizzo a Venezia sarebbe un banco di prova interessante. A livello tattico potrebbe rivelarsi una mossa azzeccata: come visto in questo scorcio di campionato il Venezia utilizza molto la catena terzino-mezzala esterno, e un centrocampista laterale (al posto dell’ala) permetterebbe ai rossoblu di coprire adeguatamente le fasce senza lasciare il solo Sorrentino in attacco.

Nel caso è molto probabile l’utilizzo di Pezzotti sull’ala sinistra, con Mancuso a destra. In difesa Di Pasquale tornerebbe terzino sinistro, con Ferrario e Mori al centro della difesa. In attacco ci sarebbe l’opportunità di utilizzare Sorrentino e Fioretti in coppia.

L’incognita maggiore sarebbe sulla resa di Berardocco, molto più a suo agio come regista davanti alla difesa. Il centrocampista ex Carrarese è certamente capace di difendere in avanti, meno ad inseguire: con un giusto atteggiamento di squadra non avrebbe alcun problema, in fase di non possesso.

4-3-3 La scelta più sicura, a volte, è anche la più ovvia: mantenere il 4-3-3 delle ultime giornate garantirebbe più riferimenti alla squadra, e scelte più semplici a Palladini. Dato per scontato l’inserimento di Tortolano (per Di Massimo) dal primo minuto, le uniche incognite sarebbero nella sostituzione di Lulli e Radi.

Se la difesa lascia relativamente tranquilli (sia Ferrario che Di Pasquale hanno già interpretato il ruolo senza patemi), bisognerà vedere come renderebbero le alternative a Lulli a centrocampo. In due, Candellori e Damonte non hanno messo insieme 90 minuti: il classe ’96 – coinvolto nella scarsa prestazione col Mantova – non ha più assaggiato il campo, e Venezia non sembra l’impatto più semplice per tornare da titolare; Damonte ha esordito solo nel finale di Forlì, e in un altro ruolo.

La Samb ha quindi delle alternative, e le qualità per far bene. A prescindere dall’assetto scelto da Palladini la partita oscillerà tra il non-semplice e il non-impossibile: ai rossoblu il compito di far pendere tutto dalla parte giusta.

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