Vernecchie rossoblu: 32^ puntata (Samb-Lumezzane e Albinoleffe-Samb)

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La rubrica in cui la tunica del giornalista scopre la pelle del tifoso, con Angelo A. Pisani e Michele Palmiero. Copertina di Madou

Deferimenti a sorpresa, polemiche a caso, scritte anti pecore, scritte anti “giornalai”, scritte anti giocatori, tifosi contro la società, di tifosi contro i tifosi, ex contro la società, dirigenti contro i giornali e giornali contro i dirigenti. E alle vernecchie non ci pensa nessuno? 🙁 I nostri svernecchiatori chiedono il loro Lebensraum nelle polemiche sambenedettesi. 

Angelo A. Pisani: Processi, polemiche, silenzi stampa, deferimenti, brutte partite e litigi su Facebook. Michele, ce la faremo a dire tutto quello che c’è da dire? Ma soprattutto, da cosa iniziamo?

Michele Palmiero: “Via un punto da Bergamo”. La gara contro l’Albinoleffe era una delle più difficili della stagione: senza i tre giocatori migliori, reduci da polemiche pesanti, contro un avversario organizzato al limite del maniacale abbiamo ottenuto un punto che per me è oro colato. Certo, si può discutere sulla prestazione dei rossoblu, ma resta il fatto che perdere a Bergamo avrebbe scatenato un’ulteriore ondata di polemiche di cui non abbiamo assolutamente bisogno.

Durim Ramadani è un vandalo

Angelo A: Per come è andata la partita è sicuramente un punto guadagnato, anche perché tiene a distanza i seriani e ci lascia un po’ di speranza per recuperare il Gubbio (rimasto a “una partita” di distanza). A livello di prestazione c’è stato quello che mi aspettavo, cioè molto poco; le assenze hanno pesato, l’Albinoleffe gioca bene, ma andare a Bergamo in modo così rinunciatario è stato comunque deprimente. Tutto preventivabile, ma essere dominati così è una triste conferma.

Michele:  Nelle precedenti puntate avevamo sottolineato come la Samb si fosse affidata al duo Bacinovic-Mancuso per costruire qualsiasi azione offensiva. A Bergamo non avevamo nessuno dei due e i risultati si sono visti. Detto ciò, va dato atto alla squadra di aver difeso bene: l’Albinoleffe non ha avuto nessuna occasione clamorosa per segnare, Pezzotti e Rapisarda hanno tenuto le fasce e Di Pasquale ha preso egregiamente il posto di Mori. Non dico che abbiamo giocato bene, però vogliamo mettere questo pareggio con quello di Salò? Lì abbiamo giocato male e sofferto per tutta la gara, contro l’Albinoleffe invece non abbiamo rischiato nulla, o quasi.

Angelo A: Beh, aspetta. Rischiare non significa necessariamente prendere tiri in porta, anche perché spesso un non tiro rappresenta un’occasione più grande di alcune conclusioni. Nel primo tempo, se non fosse stato per le chiusure di Sabatino e Rapisarda, avremmo rischiato due tiri a tu per tu con Aridità; nella ripresa bisogna ringraziare la bella chiamata del guardalinee (non era semplicissimo) e il liscio a porta vuota di Minelli. Noi, dal canto nostro, siamo riusciti a concludere solo su piazzati e tiri da fuori. Metto questa partita sullo stesso piano di quella col Pordenone: tanta supremazia avversaria, buona difesa, un po’ di fortuna. A Salò abbiamo rischiato di più, ma sono stati soprattutto errori nostri.

Michele: Bisogna considerare anche il fatto che siamo reduci dal turno infrasettimanale e da 10 giorni di critiche a 360 gradi, alcune delle quali non stanno né in cielo né in terra. Il deferimento, la faida infinita tra la società e Federico, i battibecchi con i giornali: tutto questo influenza sia i tifosi che la squadra. Non cito, tra le polemiche, l’assurda incomprensione della scritta “via le pecore dal mare” perché sinceramente non ho ancora capito se si tratta di malafede o mancanza di professionalità.

Angelo A: Pubblicare (o far pubblicare) una cosa del genere è frutto di un giornalismo ormai imperante, basato sul fare notizia invece che riportarla. Sia chiaro: rassegne, inchieste e riflessioni devono essere nei compiti di ogni giornale che si rispetti; ma a San Bendetto ci sono davvero, questi giornali? Io vedo solo molto provincialismo, e arie di informazione a livello nazionale. Le tante critiche ricevute dai vari giornali che hanno riportato la notizia non sono solo in difesa alla tifoseria (la cui generosità è dimostrata dai fatti), ma verso un certo giornalismo che ormai ha esautorato gran parte dei suoi stessi fruitori.

Michele: È una triste pagina del giornalismo sambenedettese. Non la prima né l’ultima, purtroppo. Come se non bastasse, però, è piombato su di noi il comunicato del deferimento della società. In attesa di capire se arriverà la penalizzazione e quanto sarà pesante, si può dire che le polemiche tra Federico e gli ex datori di lavoro hanno ampiamente stufato?

Angelo A: Ci vorrebbe più misura da entrambe le parti, anche perché la figuraccia la stanno facendo loro. Il problema è anche nel mezzo. Ci sono persone che non capiscono proprio la funzione del social, ingigantendone o sottovalutandone gli aspetti comunicativi. Dei tifosi ne abbiamo già parlato, ma non ci sono solo loro.

Basti pensare al post su Facebook del segretario Palma, che ha provocato una discussione ridicola;  dall’altra parte c’è un ex dipendente che alterna “comunicati stampa” a messaggi allusivi (perle ai porci, asini che volano e citazioni di Agnelli). I giornali spesso fanno da cassa di risonanza, creando un rimbombo grande in quello che dovrebbe essere un ambito ristretto.

Michele: Io continuo a dire che i social stanno esasperando i rapporti tra società, tifosi e calciatori. Prendiamo gli esempi del segretario e di Federico: per quanto simpatici o antipatici fossero i loro post, rimangono dichiarazioni limitate ai loro amici virtuali. Prima dell’avvento di Facebook si facevano battutine del genere, ma rimanevano confinate nel piccolo contesto in cui venivano pronunciate. Nel calcio si parla, a volte straparla, si è sempre fatto e sempre si farà. Se si dà retta anche ai post su Facebook la situazione diventa insostenibile.

Angelo A: La società in tutto questo dovrebbe essere più presente e più attenta. Anzitutto, bisognerebbe mettere da parte questo atteggiamento aggressivo e spesso sprezzante nei confronti di stampa, avversari ed ex dipendenti, perché poi è normale che si creino queste distanze. Ragionare di pancia può regalarti l’approvazione dei tifosi, ma alla lunga è un atteggiamento corrosivo.

Società e squadra vengono da due anni splendidi, con un campionato stravinto e un settimo posto all’esordio tra i pro; il pubblico è sempre numeroso, e abbiamo fatto oltre duemila abbonamenti. Perché essere nervosi? La Samb sembra circondarsi (o lasciarsi attraversare?) da teorie del complotto, e in questo contesto anche le domande normali vengono recepite come critiche o attacchi.

[ps. Auguri per i suoi 41 anni, direttore!“Mah, non credo”Come no; erano 40, ora ne ha 41″ “Io vedrei di più il fatto che non ne ho più 40. E ci sono tanti anni davanti”]

Michele: Hai ragione, questa società è reduce da due stagioni eccezionali, a mio avviso. Abbiamo vinto un campionato, e da neopromossi tra i pro siamo stati sempre nella parte sinistra della classifica; in più ci stiamo godendo il capocannoniere della Lega Pro, e abbiamo una buona base di giovani da cui ripartire per la prossima stagione. E poi, vogliamo parlare di Bacinovic? Ha patteggiato nel processo per guida in stato d’ebbrezza e ha scelto il servizio sociale più bello di tutti: venire a giocare a San Benedetto per i prossimi 5 mesi. Grazie Armin <3

Ramadani + Bacinovic: spirito Balcanico


La copertina di Madou è ispirata a L’Incubo, di Johann Heinrich Füssli. Potete partecipare alle Vernecchie commentando i post, scrivendo sulla pagina facebook o inviando una mailAccettiamo consigli, domande, critiche e persino insulti velati!