Roselli post Ravenna: “Valiamo di più, ma c’è troppa paura”

Conferenza stampa Ravenna-Samb

La conferenza stampa a margine di Ravenna-Samb. Per i rossoblu parla solo Giorgio Roselli


La doppietta di Nocciolini condanna i rossoblu alla terza sconfitta in sei partite, la prima della gestione Roselli. L’ultimo posto in coabitazione con la Virtus Vecomp è il corredo di un inizio campionato terribile, acuito dalle domande dei giornalisti ravennati in conferenza stampa: “Ma questa squadra è partita per vincere o non retrocedere?”. Il dubbio aumenta di spessore ad ogni partita, lanciando impressioni sempre più funeree su una stagione iniziata con tutt’altri obiettivi.

Giorgio Roselli

Speravo che la buona partita col Monza e il buon secondo tempo col Fano ci aiutassero a fare meglio oggi, e invece l’aspetto psicologico ha prevalso. Dopo l’occasione abbiamo concesso angolo sua angolo, perdendo troppo spazio e ritirandoci indietro. Avevamo proprio paura, troppa paura, il gol era la logica conseguenza.

Nel secondo tempo abbiamo fatto una buona mezz’ora, è stata molto combattuta e potevamo quasi riprenderla. Samb nervosa? Magari fosse nervosa, forse avremmo giocato meglio. Demotivata? Con il Monza il pubblico ci ha incitato dal primo all’ultimo secondo, e col Fano abbiamo passato il turno, pensavo che il peggio fosse passato… Nel primo tempo i demoni sono tornati prepotentemente.

I giocatori più esperti – una parte, non tutti – devono sentire meno la pressione. Pressione di cosa, non lo so; io ho giocato qualche anno prima di loro, ma ho giocato tanto, e tutta questa pressione non la sentivo. I ragazzi devono metterci qualcosa in più sul piano della sicurezza e della personalità, perché così non basta.

Il rigore non so se c’è, nel caso non ci fosse è un peccato, anche perché Russotto li stava mettendo in difficoltà. Il ragazzo è partito dalla panchina perché ha giocato 120′ mercoledì. Nel primo tempo ho visto una squadra confusa, che correva e non sapeva dove andare. Io dico spesso che se non si è sicuri è meglio stare fermi, altrimenti apri soltanto spazi. L’aspetto tattico si può sempre mettere a posto, ma per la testa ci vorrà più tempo.

Io non posso cambiare un destro in un mancino, ecco. Posso provare a fare crescere la squadra il meglio possibile, però c’è da costruire piano piano, non cambia tutto in un colpo. Oggi siamo state due squadre diverse, pessimi nel primo tempo e un po’ meglio nel secondo. Col Monza abbiamo tenuto bene, a parte alcuni momenti, col Fano dopo il primo tempo e ci siamo ripresi, oggi abbiamo di nuovo incominciato male.

Gli errori sui gol non sono errori tattici, non sono concetti, sono letture sbagliate. Questa è una questione di singoli, ecco. Io non mi metto a giudicare la società, però vi dico che ho allenato in condizioni molto peggiori, quindi sono certo che possiamo farcela. Questa squadra ha valori molto superiori agli ultimi posti; non varrà i primi, ma dovrebbe stare molto più in alto. Il problema è tirarsi fuori da questa situazione il più in fretta possibile, sennò diventa difficile.

L’ultimo posto non è un problema in sé, il problema vero è far passare il terrore che stanno avendo i ragazzi in questo momento. Io prego la piazza di San Benedetto di fare quanto fatto fino adesso, e ai giocatori di darsi reciprocamente una mano quando siamo in campo.

Luciano Foschi

Siamo sempre stati consapevoli di fare buone prestazioni, anche quando abbiamo raccolto meno. Abbiamo insistito, ci abbiamo creduto e i risultati sono arrivati con queste tre vittorie consecutive. I complimenti vanno ai ragazzi, che oggi hanno fatto una grande prestazione anche se non era difficile.

Nelle ultime ore si sono fermati Eleuteri, Bresciani e Beccaccini, ha recuperato solo quest’ultimo che ha stretto i denti. Anche oggi chi è entrato dentro ha dimostrato di voler fare parte di questo gruppo, tutti i ragazzi danno il massimo e non fanno sentire l’assenza di chi sostituiscono.

Siamo stati bravi a concedere poco, a parte la prima occasione di Ilari (su un nostro errore) abbiamo rischiato pochissimo. Noi siamo una squadra “debole”, non dobbiamo pensare di avere già vinto. Io credo che ogni squadra debba avere la propria identità e il proprio credo, preoccuparsi poco degli altri e mettere in campo il meglio che possiamo. Il mio compito è di metterli nelle condizioni migliori per fare bene.

Stiamo conoscendo alcuni giovani che alla vigilia non sapevamo quanto potessero dare, e stanno mostrando una grande crescita. Noi come società ci abbiamo puntato molto, la nostra dimensione dipenderà da quanto questi ragazzi saranno capaci di crescere. Meglio andranno e meglio saranno le nostre prestazioni.

Manuel Nocciolini

Il rigore non l’ho rivisto, sinceramente, io so solo che mi sono sentito toccare. Sinceramente non ho neanche protestato più di tanto, sono rigori che si possono dare e non dare. Gli arbitri possono sbagliare, come i giocatori, ma la partita l’abbiamo meritata noi a prescindere da questo episodio.

Secondo me la Sambenedettese verrà fuori, anche se non sta passando un bel periodo; ci sono ottimi giocatori, riusciranno a cavarsela. Sul primo gol c’erano due avversari su Boccaccini che mi hanno lasciato libero, e me la sono trovata sul piede. Senza errori tutte le partite finirebbero uno a zero, inutile discutere di errori altrui.

Sinceramente non mi aspettavo una Samb così. Noi abbiamo preparato la partita sapendo il valore dei giocatori, e consci del loro periodo sapevamo anche che potevano reagire da un momento all’altro. Siamo stati bravi noi a farli giocare male, secondo me. Il nostro obiettivo è sempre lo stesso, quello di salvarci prima possibile.

Potevo essere della Samb, io non so benissimo cosa è successo… Un giorno prima ero pronto a firmare e il giorno dopo tutto chiuso. Io ero d’accordo su tutto, poi il procuratore ha detto che non si faceva più e sono andato a Pordenone. Ora sono molto felice di essere al Ravenna, che ha creduto tanto in me. Speriamo di continuare così.

San Benedetto si merita tanto, ricordo ancora quando venni a giocare lì col Parma, hanno una tifoseria stupenda. I momenti difficili ci stanno, ma sono certo che ne usciranno.

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