Rinunciatari per scelta

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Senza Mori, Bacinovic e Mancuso i rossoblu giocano a non perdere, portando a casa un punto pesante

Tra il deludente pareggio col Lumezzane e la gara di Bergamo ci sono stati 5 giorni molto complicati, per i rossoblu: alle difficoltà della squadra – reduce da due prestazioni non esaltanti – si sono aggiunte noie societarie (coi tre deferimenti) e problemi ambientali, dal fuoco incrociato tra Federico e la società al caos pecoraro in cui sono state tirate in mezzo città e tifoseria. Dall’altra parte l’Albinoleffe ha potuto approcciare la gara in modo molto più tranquillo, ovattata da un contesto positivo e soddisfatta sia a livello di prestazioni che di classifica.

La gara ha seguito il flusso di queste premesse: i seriani – calmi, sicuri, avvolgenti – hanno tenuto in mano gran parte della partita, lasciando solo qualche spazio ad una Samb che, dal canto suo, si articolava tra lunghi momenti di attesa e improvvise burrasche. Nonostante assenze pesanti, da una parte (Mori, Bacinovic e Mancuso) e dall’altra (Loviso, Agnello e Virdis) le due squadre non hanno rinunciato a mantenere i meccanismi del proprio gioco, con alterne fortune: i rossoblu hanno perso di qualità e profondità, finendo per soffrire; i seriani sono riusciti a mantenere il controllo, ma senza incidere.

Verticalità vs orizzontalità

Fin dai primi minuti la gara è stata un chiaro gioco di opposti: ampiezza contro verticalità, controllo contro reazione: Albinoleffe e Samb si sono combattute con armi molto diverse, restituendo impressioni opposte. La squadra di Alvini (schierata con una variante del 3-5-2, con Giorgione avanzato) ha cercato subito di alzare il baricentro, affidando la costruzione ai tre centrali per tenere alti i due esterni. Con Gonzi e Cortellini sulla trequarti offensiva la squadra aveva sempre a disposizione due riferimenti laterali, aiutati – secondo la situazione – dai movimenti in verticale del trequartista o delle due punte.

La punta Montella si allarga sulla verticale dell’esterno, Cortellini attacca il lato debole, Giorgione si inserisce: i seriani costruiscono una linea offensiva di quattro giocatori, e sfiorano il gol

Proprio su questa situazione arriva il primo squillo della partita, col bel cross di Gonzi per Cortellini, anticipato in extremis da un grande recupero di Sabatino. Sarà l’inizio di un lungo dominio, cercato dai seriani e concesso dai rossoblu, che rispetto alle ultime due gare tornano a difendersi bassi, così da non concedere spazi alle loro spalle. La fase difensiva regge, ma in proposta gli ospiti mostrano molte lacune.

Le difficoltà della Samb

Tra le due squadre, quella a sentire di più le assenze è stata la Samb: senza Mancuso e Bacinovic la squadra di Sanderra ha perso due importanti cardini di gioco, impoverendo la manovra sia in costruzione che in ripartenza. La necessità di spostare Damonte davanti alla difesa ha ampliato il problema: il centrocampista si è trovato spesso a disagio in uscita della manovra, e la sua assenza sulla trequarti ha tolto ai rossoblu la soluzione del gioco lungo.

I rossoblu provano a compensare questa assenza con un maggior coinvolgimento offensivo di Sabatino, che – oltre ad aiutare l’uscita del pallone, a turno con Lulli – assume i compiti di Damonte, scambiando posizione con Sorrentino e proponendosi in supporto agli esterni.  Proprio Sabatino e Damonte saranno i principali referenti delle azioni rossoblu, coi due esterni che alternano movimenti in ampiezza e a tagliare dentro.

I movimenti di Sorrentino e Sabatino provano a liberare il passaggio in verticale. L’esterno sul lato forte resta largo

La buona pressione dei seriani, unita alle scarse qualità dei rossoblu negli spazi stretti, costringe la squadra a passare sempre per gli esterni, con poca pericolosità. Il primo tiro in porta arriverà solo al 33esimo, con Lulli, il secondo pochi secondi dopo sulla percussione di Sabatino.

Dall’altra parte i rossoblu rischiano grosso su un possesso mal gestito da Damonte, ma col passare dei minuti la presenza del mediano aiuta la squadra a respingere tutti i tentativi dei padroni di casa, che – nonostante un controllo quasi totale sulla partita – non riescono a minacciare Aridità.

Le soluzioni dell’Albinoleffe

Nella ripresa la partita sembra continuare sulle buone premesse del finale di primo tempo, ma dopo la bella conclusione di Lulli i rossoblu riescono a creare solo pericoli su calcio piazzato, mentre l’Albinoleffe – riconquistato il controllo – continua a spingere. La Samb difende con ordine, ma ai lati della difesa il controllo resta comunque difficile: l’Albinoleffe riesce spesso a liberare il giocatore sull’esterno, e – quando viene chiusa – ha agio a girare sul lato opposto, mantenendo le radici in posizione avanzata.

Campo chiuso, palla dall’altro lato: al cross arriva addirittura Zaffagnini, centrale destro. Occasione

Per tutto il secondo tempo la partita resta in mano ai seriani, che – pur senza trovare conclusioni pulite – minacciano la porta di Aridità a più riprese (compreso un gol annullato per fuorigioco). I rossoblu tengono botta, ma riescono a trovare occasioni solo su due calci piazzati (un angolo solo sfiorato da Sabatino, l’auto traversa di Nichetti). Nel finale i seriani mancano il gol a un soffio dalla porta (cross di Anastasio: Minelli, Mastroianni e Gonzi non arrivano), dando ragione al piano di Sanderra.

Il peso delle aspettative

La prestazione dei rossoblu ha scatenato molte critiche, poco stemperate dal mutismo voluto dalla società, che ha approfittato di alcune circostanze (la squalifica di Sanderra, il lungo viaggio di ritorno, l’assenza del presidente) per far parlare il solo Gianni. In una situazione sempre più aspra, la dolcezza del punto portato via da Bergamo non è bastata a nessuno: eppure era difficile chiedere di più.

Quello che ha deluso di questa squadra non è tanto il risultato (comunque discreto), né la prestazione in sé (limitata dalle assenze); la vera sconfitta è stata nelle intenzioni di una squadra percepita come più forte, certamente più ambiziosa, e comunque rinunciataria. La vera delusione, forse, è proprio questa: la conferma dei propri limiti.