Staccare la spina

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I rossoblu resistono, vanno avanti, e infine crollano. L’analisi di Modena-Samb

Nonostante lo sviluppo della gara, e la distanza in classifica, la sconfitta col Modena non lascia nemmeno il sapore della brutta sorpresa. La gara con gli emiliani si innesta in continuità ad una serie di partite, che – pur in maniera diversa – ha evidenziato sempre gli stessi problemi. Teramo, Lumezzane, Albinoleffe e Modena: contro quattro avversarie sotto in classifica, in quattro partite da vincere, la squadra di Sanderra è stata sempre soffocata, e incapace di mostrare qualcosa di decisivo.

Il Modena è riuscito ad affrontare i rossoblu con un piano tutto sommato semplice: limitare la Samb nel possesso, e superarla cercando di accumulare i duelli offensivi nelle zone nevralgiche di campo. I gol di Diop e Loi (due duelli aerei) sono in continuità con le reti di Speranza e Leonetti, dando la misura di una fase difensiva funzionante, ma comunque non solida.

Equilibrio

Nonostante le tante emozioni dell’ultima mezz’ora, la partita è stata a lungo bloccata. Pure in modi speculari, Sanderra e Capuano hanno impostato partite simili, costringendo gli avversari – e costringendosi – a giocare la partita su una lunga serie di duelli individuali in ogni zona di campo.

Pressione da una parte, pressione dall’altra; le due squadre non riescono a creare occasioni

Complice la costante densità in zona palla, la partita si gioca su un campo molto ristretto, rendendo molto difficoltoso trovare spazi; per caratteristiche e necessità, le due squadre attuano atteggiamenti diversi: la Samb alza il pallone appena possibile, provando a sfruttare gli spazi ai lati della difesa a tre avversaria; il Modena si appoggia alla qualità di Giorico e al controllo del campo in ampiezza. La superiorità spaziale dei modenesi, nel primo tempo, si appoggia tutta sul regista gialloblu, l’unico capace di indirizzare il possesso a suo piacimento.

Giorico prende palla e lancia sulla destra; la Samb respinge, e il centrocampista gira sul lato opposto: occasione per Popescu

Entrambi i piani vanno a vuoto, e la partita finisce per giocarsi sui (tanti) calci piazzati guadagnati da Nolè e Diop, gli unici capaci di creare superiorità in mezzo al campo. Nonostante i tanti traversoni piovuti in area, i rossoblu rispondono sempre presente, chiudendo il primo tempo con un noioso (ma rassicurante) o-o.

Rottura

La ripresa parte con uno spavento (occasione di Remedi, su calcio piazzato), ma nei minuti successivi i rossoblu – complice l’ingresso di Bacinovic – riescono ad acquisire fiducia, gestendo meglio il possesso e riuscendo a verticalizzare con maggiore rapidità. Il vantaggio dei rossoblu arriva su una grande conclusione di Sorrentino, ma il gol parte dalla super giocata dello sloveno – che raccoglie palla, salta due avversari e allunga verso i compagni.

La Samb trova la superiorità a lungo cercata, riesce a verticalizzare e trova il gol

Reazione

Il gol è un lampo improvviso, ma – paradossalmente – prende di sorpresa soprattutto i rossoblu. La squadra di Sanderra sembra appoggiarsi al risultato, abbassando il baricentro e rinunciando all’aggressione sull’uomo vista nella prima ora di gioco; dall’altra parte i modenesi aumentano il peso offensivo, formando un 4-3-3 molto aggressivo, con i due esterni (Nolè e il nuovo entrato Loi) molto vicini a Diop, e i terzini molto aggressivi sulle due fasce.

I rossoblu perdono i riferimenti, e si trovano improvvisamente con una doppia inferiorità numerica: sugli esterni – dove, ai terzini, si aggiungevano gli allargamenti delle mezzali – e in mezzo, dove Mattia e Di Pasquale (orfani di Damonte) si sono trovati spesso in difficoltà sui movimenti dei tre attaccanti.

Su questi due aspetti si consuma la rimonta dei modenesi. Al 69esimo uno scambio sulla sinistra tra Basso e Popescu porta all’angolo dell’uno a zero, rifinito da Giorico e concluso da Diop; pochi minuti dopo Nolè e Diop giocano a nascondino con Di Pasquale e Mattia, sovrastando il primo nella sponda per Calapai, e portando fuori posizione il secondo sulla testata vincente di Loi.

Nonostante i tentativi di rianimazione dei rossoblu, il raddoppio chiude di fatto la partita. Sanderra mischia le carte, cambia modulo e inserisce due attaccanti (Di Massimo e Latorre), ma il Modena non ne risulta mai scalfito, difendendo con organizzazione e ordine. I 15′ finali sono un enorme “vorrei, ma non posso”, con Mancuso e compagni che ci provano in tutti i modi, rimbalzando sempre sugli spazi otturati dalla squadra di Capuano.

Ribaltare l’inerzia

Dopo l’esaltazione di Ognissanti (quando la Samb era nei primi posti), e il brutto Natale (con la crisi di Palladini), la sconfitta col Modena regala una Pasqua di riflessione. Esaurite le buone promesse con la Reggiana i rossoblu hanno dovuto scontrarsi con la propria limitatezza, uscendone stravolti; più che nelle prestazioni, nella percezione che la squadra ha restituito di sé.

La squadra di Sanderra ha pregi e difetti ben visibili, ma – senza la piena forza dei primi – ha iniziato a naufragare sotto il peso dei secondi. Qualsiasi reazione passa per una rottura netta, ma a tre gare dal termine il rischio peggiore è lasciar scorrere tutto, in attesa di staccare la spina.