Come gioca l’Albinoleffe

Share on WhatsApp Share

Analisi tattica dei bergamaschi, prossimi avversari dei rossoblu

Nel girone più combattuto (e imprevedibile) della Lega Pro, l’Albinoleffe di Alvini rappresenta il giusto mezzo: nonostante un ripescaggio tardivo e una squadra costruita in extremis, quella bergamasca si sta rivelando una delle squadre più solide del campionato.

Fiducia

Imbattuti fino alla quinta giornata (una vittoria e tre pareggi), i bergamaschi hanno poi perso tre gare di fila (con Parma, Gubbio e Ancona), arrivando al recupero con la Maceratese con appena 5 punti in otto gare. Nonostante i problemi di classifica la squadra di Alvini è rimasta fedele a sé stessa, ed è stata ripagata: nelle gare successive i seriani hanno messo in fila altre 4 vittorie e 2 pareggi, una striscia positiva interrotta solo dalla Reggiana, lo scorso turno.

Costanza

A parte l’infrasettimanale con la Maceratese (iniziato col 4-4-2) i seriani hanno mantenuto sempre lo stesso modulo, un 3-5-2 molto fluido e propositivo. La squadra cerca di giocare palla a terra sin dalla difesa, con Loviso (il mediano) che viene incontro ai tre centrali per pulire l’uscita del pallone, e il resto del centrocampo che alterna movimenti in profondità e a venire incontro.

A prescindere dagli avversari, la squadra cerca sempre di giocare palla a terra: se gli avversari pressano, per aprire spazi alle loro spalle; se gli avversari aspettano, per cercare di spostarli dalle loro posizioni, allo scopo di liberare l’uno contro uno sulla fascia.

La Reggiana pressa alto, ma l’Albinoleffe non rinuncia a giocare: nasce un’azione promettente

Libertà

La costruzione passa attraverso un movimento continuo di tutti gli undici giocatori, costantemente impegnati nella manovra. Per garantire un possesso ben costruito i seriani cercano sempre di mantenere superiorità numerica intorno al pallone, con le due mezzali che spesso si accavallano sullo stesso lato, le punte che vengono incontro, o gli esterni che tagliano dentro al campo.

La squadra cerca sempre di mantenere due riferimenti molto ampi sul campo, in modo da avere un appoggio sicuro nei momenti di pressione, e garantirsi la possibilità di un uno contro uno sulla fascia. Se Gonzi – sulla destra – è un riferimento quasi costante (ed efficace: vince 6 uno contro uno a partita), Cortellini, sulla fascia opposta, taglia spesso al centro, con Giorgione che compensa il movimento allargandosi.

La ricerca del gioco palla a terra è rischiosa, ma funziona: se gli avversari pressano alto, per liberare spazio alle loro spalle; se aspettano bassi, per costringerli ad aprire spazi.

Le due mezzali sono molto vicine: Agnello parte in verticale, aprendo allo spazio per Giorgione tra le linee

Grazie a questi movimenti la squadra riesce a consolidare il possesso in posizioni molto avanzate, per poi cercare l’imbeccata centrale o il cross dalla fascia, con l’area che viene occupata dalle due punte, l’esterno opposto e – spesso – le mezzali.

La gravitazione di tutta la squadra intorno al pallone è anche uno strumento difensivo: appena persa palla i bergamaschi accorciano in avanti, così da sfruttare la presenza in zona e (soprattutto) compensare lo spazio creato alle loro spalle.

Fragilità

Se le uscite sono con i tempi giusti, la squadra riesce a mantenere un controllo quasi totale sul campo e sul possesso, ma al primo errore si espone (in modo spesso irreparabile) al contropiede avversario. Nella sconfitta di settimana scorsa entrambi i gol della Reggiana sono arrivati in contropiede, e situazioni simili sono successe con la Feralpisalò (2-2), il Teramo (3-1) e l’Ancona (0-1).

Ai problemi in transizione si aggiungono quelli sui piazzati (dove la squadra è spesso molle) e nella copertura del lato debole, dove i bergamaschi pagano il coinvolgimento offensivo dei due esterni.

2016-11-23-1

Il Teramo parte in contropiede e c’è una voragine a sinistra

Come nei momenti più difficili, l’Albinoleffe (ora in zona playoff) cercherà di imporre il proprio gioco, senza fare calcoli. Per i rossoblu sarà una prova importante, e l’impressione è che – più che limitare gli avversari – i sambenedettesi dovranno essere bravi a sfruttarne i difetti.


Formazione tipo (3-5-2): Nordi; Zaffagnini, Gavazzi, Scrosta; Gonzi, Agnello, Loviso, Giorgione, Cortellini; Virdis, Mastroianni. Allenatore: Massimiliano Alvini

Share on WhatsApp Share
About Angelo A. Pisani 227 Articles
Giornalista per www.NoiSamb.it e collaboratore de L'Ultimo Uomo

Leave a Reply