Noi Samb incontra i candidati sindaco: parola a Massimiliano Castagna

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Massimiliano Castagna

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Paolo Perazzoli, Pasqualino Piunti, Giorgio De Vecchis, Massimiliano Castagna, Luca Spadoni. Sono questi i candidati alla carica di sindaco di San Benedetto del Tronto che, domenica 5 giugno, verranno eletti dai cittadini. Per l’occasione l’Associazione Noi Samb ha sottoposto ognuno di essi ad una serie di domande riguardanti progetti, intenzioni e punti di vista legati al mondo rossoblù.

Il quarto è Massimiliano Castagna.

Conosce la società Fedeli? Se si, che idea si è fatto?

“La conosco dai giornali. Penso sia una società seria che abbia un vero interesse per il calcio e per la Sambenedettese”

San Benedetto del Tronto e Sambenedettese dovrebbero essere due facce della stessa medaglia o due medaglie separate?

“La faccia della stessa medaglia. Una medaglia diversa ma che comunque può portare dei vantaggi alla città”

In generale. Che tipo di relazione dovrebbe intercorrere tra chi amministra una città e la squadra di calcio che la rappresenta?

“L’amministrazione comunale deve mettere a disposizione gli impianti. Impianti a norma ma soprattutto efficienti perché lo sport non è fatto solo dalla prima squadra. Poi ci sono anche i settori giovanili che devono essere valorizzati”

Nello specifico. Qualora fosse lei a capo della prossima amministrazione, in che modo vorrebbe rapportarsi con la società rossoblù?

“Un rapporto di collaborazione assoluta”

Riviera delle Palme. Croce o delizia?

“Fino ad ora croce, speriamo sia delizia in futuro”

L’impianto sportivo di Viale dello Sport è vicino alla messa a norma. In questi anni si sarebbe potuto agire diversamente per ottimizzare i tempi? Se si, come? Ci spieghi la sua posizione.

“Si perché quando si fanno bandi, concessioni eccetera occorre trasparenza ma anche capire chi c’è dietro a queste operazioni. Si poteva fare prima cercando di prevenire alcune relazioni”

Convenzione. La società ha intenzione di chiedere una convenzione pluriennale con un contributo volto ad abbattere i costi dello stadio. A tal proposito che cosa avrebbe intenzione di fare?

“Sono d’accordo con la Sambenedettese. La convenzione deve essere pluriennale. Per il contributo ovviamente è da ragionarci in termini finanziari”

Lei sa che uno dei problemi più grandi che investono la Sambenedettese è legato all’assenza dei campi da allenamento? Nella scala delle priorità tra le questioni da trattare che posizione ricopre tale faccenda?

“Lo so, certo. Prima di tutto c’è da recuperare il Ballarin. Con questo si creerebbero strutture per gare e allenamenti di prima squadra e settore giovanile”

Cosa si può fare affinché il club non sia costretto ad elemosinare uno spazio alle società locali o comunque limitrofe? Cosa suggerisce?

“Migliorare la gestione degli impianti. Recuperare il Ballarin e razionalizzare l’utilizzo del campo. Ovviamente il tempo in questo caso è tiranno e bisognerà soffrire qualche anno. E’ difficile trovare campi idonei per gli allenamenti vicino ma questo bisognerà concordarlo con tutto l’ambiente sportivo”

Qualcuno, in passato, ipotizzò la realizzazione di una “cittadella dello sport”. E’ una strada percorribile?

“Bisogna capire bene il progetto. Se a latere della cittadella dello sport vengono a crescere centri commerciali e speculazioni varie allora sono molto critico. Se invece significa solo creare una struttura sportiva e bisogna anche capire chi la paga allora possiamo ragionare. Io sono per il migliorare le strutture esistenti come, e torno a ripeterlo, il Ballarin che è un’opera che tutti vogliono”

Sambenedettese e turismo. Ha pensato a questo binomio?

“Assolutamente si. In Italia San Benedetto è conosciuta grazie alla Sambenedettese. La Samb non potrà risolvere tutta la problematica legata al turismo ma può essere un buon viatico per rilanciare la sfera turistica”

Tra gli ultras rossoblu e quelli del Bayern Monaco, ad esempio, intercorre un’amicizia molto profonda. Parliamo della realtà calcistica più titolata della Germania che, nel suo palmares, vanta la vittoria di 26 campionati, 18 coppe nazionali, 2 coppe intercontinentali, 5 coppe dei campioni, una coppa UEFA e altro ancora. Basti pensare che il suo stadio contiene poco più di 75 mila posti. Perché non partire da qui?

 “Si assolutamente. Si può cercare di creare degli eventi col Bayern e anche qualche società italiana che ovviamente parteciperà alla futura coppa dei campioni. Questi sono eventi attraverso i quali poter avere maggior risonanza a livello mediatico”

Ballarin. Che tipo di progetto vorrebbe abbracciare per fare in modo che l’impianto venga riqualificato?

“Le persone hanno partecipato ad una consultazione popolare. Io ho sposato subito questo progetto ho anche detto che c’è da verificare le forme di finanziamento ma non mi preoccupano perché quel progetto va comunque realizzato sia per togliere un manufatto che è storico ma che oggi può essere pericolante ma soprattutto per ridare uno spazio sportivo a San Benedetto e alla Sambenedettese”

Vuole aggiungere qualcosa che non sia stato detto in questa sede?

“Voglio riprendere il discorso relativo al contributo. Il contributo che si da ad una società sportiva è in funzione dell’attività sportiva che si esercita nei confronti del settore giovanile. E’ importante portare i figli fuori dalle strade. Cercare di far capire alle famiglie che sport è anche educazione. Chi meglio di società sportive che educano allo sport? Le società sportive vanno premiate per il servizio sociale che svolgono all’interno della comunità. E’ questo il valore che io do al contributo”