La partita col Modena ha dato la sveglia

Montero e Improta

Il de profundis del Braglia evidenzia, in modo definitivo, gli errori della società e i limiti della squadra rossoblu. L’analisi tattica di Modena-Samb


A questo mondo vi sono solo due tragedie: una è non ottenere ciò che si vuole, l’altra è ottenerlo. Questa seconda è la peggiore, la vera tragedia. (Oscar Wilde)

Per diverse settimane, mentre la Sambenedettese sprofondava, le voci intorno alla squadra si rivolgevano sempre altrove: verso i giocatori, accusati per questo o quel risultato; verso il tecnico, giudicato inadatto; verso i dirigenti allontanati, identificati nella causa di tutti i mali visibili e invisibili. Per diverse settimane, mentre la Sambenedettese sprofondava, queste stesse voci parlavano di mirabolanti soluzioni tattiche da adottare, ottimi giocatori da mettere in campo, nemici pubblici da relegare in panchina. Per diverse settimane, mentre la Sambenedettese sprofondava, in tanti hanno preferito fare finta di niente, ignorando le evidenze che pure si accumulavano di partita in partita. Per diverse settimane, mentre la Sambenedettese sprofondava, certa stampa si è accontentata delle veline della società, senza chiedere conto di certe azioni, e quasi vantandosi della sua avvilente cortigianeria.

Per diverse settimane la Sambenedettese ha perso pezzi, prima in società e poi in squadra, e nel mese più importante del campionato si è ritrovata senza l’allenatore che l’ha portata fin qui. Le dimissioni di Zironelli erano state una spia importante, perché avevano rivelato una volta per tutte le incongruenze alla base del lavoro della società, che nonostante le dichiarazioni di facciata stava operando all’oscuro dal suo allenatore. L’arrivo di Montero ha semplicemente accelerato un processo già in atto, dimostrando le difficoltà di questa squadra senza i punti fermi costruiti con il precedente progetto tecnico. Gli stessi che nelle ultime settimane si rivolgevano contro Zironelli hanno iniziato la loro campagna contro Montero, indicato come responsabile di una situazione della quale sembra più che altro essere vittima. Dopo lo sconcertante esordio contro il Mantova e la sfortunata sconfitta interna con l’Imolese il tecnico rossoblu era atteso davanti alla squadra che quattro mesi fa aveva segnato il suo esonero, il Modena. Una squadra molto più in forma e molto più solida dei rossoblu, che nonostante tutto erano riusciti a giocare un primo tempo alla pari, sfiorando il gol che avrebbe permesso di pareggiare le rete subita da Spagnoli a inizio partita.

La Sambenedettese era scesa in campo con un unidici fino a quel momento inedito, nel modulo e negli uomini: Laborda in porta; Fazzi, Biondi, D’Ambrosio ed Enrici in difesa; D’Angelo, Angiulli e Rossi a centrocampo; Botta, Lescano e Trillò attacco. Un 4-3-3 inedito, scelto con l’idea di mettere i giocatori “a loro agio”, come rivelato in conferenza stampa. Da qui la scelta di mettere Botta sull’ala destra, nella posizione dove l’argentino preferisce ricevere palla, ma anche quella di tenere Fazzi sul suo piede forte, con la conferma di Enrici a sinistra. In fase di possesso la squadra ruotava molto le posizioni, sia a centrocampo – dove Angiulli e Rossi si alternavano in ricezione, con D’Angelo più avanzato – che sulle fasce, con Fazzi che si alzava sulla destra per compensare i movimenti a venire incontro di Botta, mentre Enrici restava più bloccato sulla sinistra. Sulla carta la formazione iniziale poteva sembrare un 3-5-2, e probabilmente l’impressione ha influenzato lo stesso Mignani, che all’ultimo ha deciso di mettere la sua squadra a specchio, inserendo un terzo centrale (Ingegneri) al posto di Tulissi. Il cambio modulo improvviso non ha impedito ai modenesi di andare subito in vantaggio, anche se poi la squadra ha avuto qualche difficoltà a reggere l’asse Botta-Fazzi sull’out di sinistra.

All’intervallo il tecnico modenese ha inserito Prezioso e Monachello, tornando alla difesa a quattro col rombo. L’aggiunta di un giocatore in mediana ha permesso ai padroni di casa di gestire meglio il possesso, così da portare più giocatori sulla linea offensiva. Su una di queste situazioni Zaro ha cambiato il gioco in direzione di Muroni, liberato dal movimento in profondità di Prezioso, Monachello, Spagnoli e Castiglia. Il centrocampista ha concluso con un grande destro da fuori, che si è infilato all’incrocio dei pali: dopo quella rete è finita la partita.

Quello che è successo negli altri quaranta minuti non è altro che la conseguenza del mese appena passato, della azioni della società e delle voci che ne sono seguite. Gli errori di Laborda, messo in campo a furor di popolo dopo le prime indecisioni di Nobile (a cui si continuano a rinfacciare più errori di quelli che ha fatto, e non se ne ricordano le grandi prestazioni); le difficoltà di difesa e centrocampo, dove invece che rinforzi sono arrivati sostituti; l’impoverimento dell’attacco, che ha sostituito un titolare con una riserva, e invece di Maxi Lopez, ridotto ormai a livello ectoplasmatico, si trova a dover cambiare le partite con Chacon e Serafino. Giocatori e cambi a lungo invocati dalla piazza, scelte agognate e ora rinfacciate all’allenatore. di turno.

Nella foga contro Montero quasi ci si dimentica di tutto quello che ha portato a questa situazione, a questa squadra, a questa classifica. Tutti relitti di un progetto che invece di costruire ha smontato e rimontato, in un modo che sembra lontano dall’essere il migliore possibile. Ora che la stagione sembra definitivamente compromessa – ma lo era già alcune settimane fa, quando si è capito in che direzione sarebbe andato il mercato – non resta che riflettere sul modo in cui è stata condotta questa stagione, sulle scelte che hanno portato a questa situazione che ora sembra invivibile. Montero passerà, passeranno anche i giocatori, ma i problemi al fondo di questa stagione resteranno anche in futuro. Se non ci sarà una presa di coscienza, se ci si continuerà a nascondersi dietro la solita stampa supina – che confonde il tifo della squadra per il tifo del presidente, ignorando che il suo ruolo sarebbe un altro – questi problemi torneranno ancora, e non è detto che non saranno ancora peggiori di prima.

2 Comments

2 Comments

  1. Pippo says:

    Non riesco proprio a capirti…..
    Hai il coraggio di difendere nobile…… Incredibile.
    Secondo me critichi troppo la società e la programmazione e ancora parli di quell’allenatore tanto bravo da dimettersi a giochi fatti ( fine mercato)

  2. PACO 11 says:

    Se non si è in grado di capire tutto l’articolo, consiglio di leggere solo le ultime 5-6 righe.
    Capire anche solo quelle, sarebbe un primo importantissimo passo.

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