Anche in Canada, Brasile, Venezuela, Irlanda e Inghilterra battono cuori rossoblu

Pietro Pelliccioni, Alessio Mascitti, Rossano Cocchieri, Lorenzo Sonaglioni, Mauro Patrizi, Lorenzo Chiappini hanno espresso le loro emozioni circa la promozione della Samb

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Mentre migliaia di tifosi rossoblù sventolavano le loro bandiere in giro per la città sotto uno splendido sole primaverile, dall’altra parte del mondo qualcun altro tentava di presenziare con il cuore grazie all’ausilio della tecnologia.

Rinunciare alla Sambenedettese è difficile. Dimenticarla è impossibile. Proprio per questo abbiamo ascoltato i commenti dei super sostenitori che, pur essendo all’estero, non hanno mai abbandonato la regina delle Marche.

PIETRO PELLICCIONI DAL CANADA: “Ho vissuto questo momento con molta trepidazione. Spero veramente di non vedere più la Samb in quella categoria. Ho seguito tutto attraverso la radio e attraverso internet. Ho visto le immagini dei gol, ascoltato la cronaca, tutto. Io ho indossato la maglia rossoblù nel 1989 con i giovanissimi per poi fare tutta la trafila fino alla prima squadra che in quegli anni era in serie C. Mi allenavo spesso con loro e partecipavo alle amichevoli. Ricordi fantastici di un giovane Ottavio Palladini che aiutava tantissimo noi più piccoli. Dopo un anno in prestito alla Santegidiese in serie D (1993-1994) tornai alla Samb e poco prima di partire per il ritiro il nostro destino era già segnato. Primo fallimento e contratto da professionista svanito.

Nei primi di settembre del 94 ricevetti una telefonata dal grande DS Paolo Beni che mi chiedeva di tornare alla Samb. Non ci pensai neanche un secondo. Nella prima gara in eccellenza provai emozioni uniche. Una squadra fantastica fatta di sambenedettesi puri. Nomino solo i più anziani ovvero D’Angelo, Voltattorni, Consorti, Rosati e poi arrivò Colantuono che diede il suo grande contributo alla vittoria del campionato con il grande mister Francesco Chimenti aiutato da mister Gasparrini che era stato il mio primo allenatore nei pulcini del Centobuchi.

Pietro Pelliccioni

L’ultima volta che sono entrato al Riviera delle Palme risale al 6 gennaio scorso in occasione di Samb – Fermana. Ho portato anche i miei due figli Luca e Stefano che hanno già imparato tutte le canzoni. E’ stato bellissimo andare in Curva. Per quanto riguarda la promozione non posso che fare i miei complimenti.

Vincere un campionato non è mai facile e nel modo in cui lo hanno fatto è stato davvero stratosferico. Questi giocatori devono sentirsi onorati di aver indossato la maglia rossoblù. A Ottavio voglio dire grazie. E’ una grande persona e anche quest’anno ha dimostrato di essere un grande allenatore. Spero rimanga a lungo al timone perché abbiamo bisogno dei sambenedettesi in squadra. Spendo anche due parole per Gigi Voltattorni che pur stando dietro alle quinte ha svolto un grande lavoro. Grazie alla famiglia Fedeli – anche se ho sentito il Presidente un po’ troppo critico al termine delle partite – e un saluto alla tifoseria. Sono orgoglioso di essere uno di voi. Forza Samb”

ALESSIO MASCITTI DALL’IRLANDA: “Vivo in Irlanda da 2 anni e mezzo e seguo la Sambenedettese solo via streaming e, per chi è stato per tanti anni abbonato, è qualcosa di difficilissimo. Fortunatamente la domenica non lavoro e ho avuto modo di partecipare grazie a internet dopo una colazione all’irlandese. Al fischio finale ho pianto per l’emozione. Appena è terminata la gara ho incontrato alcuni amici del posto ai quali ho mostrato i tanti video. Mi hanno riempito di complimenti per la nostra grande tifoseria.

Alessia Mascitti

Palladini ha dato a questa squadra una mentalità diversa. Questi giocatori, essendo quasi tutti dilettanti, non si rendevano conto di cosa significasse giocare in una piazza storica e grande. Il mio giocatore preferito? Anche se è entrato poco in campo resta sempre Forgione. Per l’anno prossimo penso ne rimangano circa 3 o massimo 4 e, ahimè, seppur Ottavio Palladini sia a mio avviso il re di San Benedetto e un secondo padre non credo lo terrei come allenatore. Magari inventerei per lui un nuovo ruolo di “addetto alla sambenedettesità”, come per esempio lo è Nedved alla Juve”

ROSSANO COCCHIERI DAL BRASILE: “Vivo a Manaus da Ottobre 2012 e da qui ho vissuto l’ultima, inutile promozione di quella stagione. Quest’anno sentivo che avremmo vinto il campionato, infatti i miei amici mi hanno regalato la maglia che indosso nella foto, autografata da tutti i calciatori.

Rossano Cocchieri

Seguo le gare tramite radio e commento spesso in diretta su Facebook con Alessio dall’ Irlanda e altri amici presenti allo stadio. I gol li vedo rigorosamente due minuti dopo la loro realizzazione sul sito della Sambenedettese. Penso che la squadra sia di buon livello e Ottavio Palladini ha avuto il merito di far capire ai calciatori cosa vuol dire realmente indossare la maglia della Samb. Ritengo anche che si siano azzeccati gli under. Avere un portiere e una punta under del calibro di Pegorin e Sorrentino ci ha agevolato.

Per la prossima stagione terrei un pilastro per reparto: Pegorin, Conson, Sabatino e Titone. Riguardo gli altri, penso che la società valuterà al meglio chi tenere e chi no. Se dovessero chiedermi qual è il giocatore che più mi è piaciuto risponderei che sarebbe facile dire Titone ma si sapeva che sarebbe stato un crack, come dicono in Brasile, vista la splendida stagione a Siena. Io dico invece Conson perché è stato sempre perfetto in difesa e ci ha salvato in parecchie situazioni, molte vittorie per 1 a 0 sono merito suo. Ho festeggiato in casa indossando tutto quello che avevo.

Rossano dal Brasile

Ho trascorso la giornata seguendo le pagine dell’Associazione Noi Samb e della Sambenedettese. La manifestazione me l’aspettavo esattamente così. Siamo unici. Il Torrione acceso? Una vera sorpresa. Mi avete fatto piangere molto. Qui mi hanno preso un po’ in giro vedendomi con gli occhi lucidi. Non si sa quante volte ho cantato “capire tu non puoi se non sei uno di noi”.

LORENZO CHIAPPINI DA LONDRA: “Sono trascorsi 15 mesi dal giorno in cui ho iniziato la mia avventura a Londra. Prima di trasferirmi seguivo la mia Samb in Curva Nord sia in casa che in trasferta ogni domenica incondizionatamente. Sono stato sempre presente a qualsiasi tipo di partita. Purtroppo non sono riuscito a scendere per i festeggiamenti. Ci sono stato comunque con il cuore e con la mente anche grazie alla radiocronaca di Luca Bassotti. Viverla da chilometri e chilometri di distanza equivale a perdere dieci anni di vita. Finalmente abbiamo chiuso i giochi e ci siamo ripresi la Lega Pro strappataci dalle mani indegnamente tre anni fa.

Lorenzo da Londra

Ho un ricordo indelebile di quella trasferta a Recanati. L’attesa infinita sotto la pioggia battente fuori dallo stadio, il fischio d’inizio, la gioia a fine gara e la festa al porto. Tutto questo venne cancellato a causa del fallimento societario. Quest’anno, grazie al lavoro svolto dalla dirigenza e dai ragazzi abbiamo vinto un campionato dominato dall’inizio. Un grazie particolare al presidente Fedeli che ha saputo conquistare sin da subito il rispetto e la vicinanza del popolo rossoblù. Il man of the match? Sabatino senza ombra di dubbio. Pensando al futuro credo che la società riconfermerà buona parte della rosa attuale. In quanto a mister Palladini invece spero di vederlo seduto nuovamente su quella panchina ma non credo che da parte di Fedeli ci sia questa volontà. Avrei tanto voluto essere lì con voi a festeggiare sotto il Torrione infuocato”

Da Londra

MAURO PATRIZI DAL CANADA: “Vivo a Vancouver e qui siamo 9 ore indietro rispetto all’Italia quindi quando gioca la Samb siamo nel pieno del sonno. Questa stagione purtroppo non sono riuscito a seguire tutte le gare in diretta come facevo lo scorso anno. Ogni domenica mattina però la prima cosa che ho fatto è stata quella di collegarmi in internet e controllare i risultati. Quanti bei risvegli mi ha regalato questa stagione! Prima di trasferirmi in Canada ero a Bruxelles e seguivo ogni cosa insieme al mio coinquilino Edoardo, anche lui di San Benedetto. E’ stato bellissimo sostenere la squadra all’estero in compagnia di una persona che ha la mia stessa passione. Dopo l’ultimo fallimento finalmente è arrivata la stagione che ha ripagato i tifosi. Un grazie grande da Vancouver alla città e alla famiglia Fedeli”

LORENZO SONAGLIONI DAL VENEZUELA: “Ho ascoltato la radiocronaca fino a 10 minuti dalla fine della partita. A quel punto il presidente Madauro ha deciso di staccare luce e acqua in tutte le case per il razionamento e così ho perso l’accesso a internet. Mentre scrivo questo messaggio sono le 4 di notte ma visto che è per la Samb per me è un vero piacere. Sono convinto che torneremo grandi”

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