Palladini rompe le righe: “Sono cresciuto. I giocatori che arriveranno dovranno capire dove sono”

Ottavio Palladini

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sole, mare, sabbia. E’ proprio lì, nei pressi della Beach Arena, che Ottavio Palladini ha voluto svolgere l’ultimo allenamento di questa stagione.

In sala stampa non ha indossato la classica divisa ufficiale ma una semplice t-shirt blu che in questo periodo, insieme a quella rossa, ha unito un’intera città. Chi ha deciso di appoggiare sul proprio petto la dichiarazione di “esserci stato” ha di conseguenza pronunciato una promessa d’amore nei riguardi di questi colori e Palladini, lo sappiamo, non poteva fare altrimenti. Il suo legame con la Sambenedettese, a prescindere dalla trame che il futuro deciderà di tessere, è stato, è, e resterà indissolubile.

Dopo un’esperienza durata due anni all’interno del settore giovanile il tecnico è tornato sulla panchina più calda delle Marche. Una chiamata inaspettata per lui al quale non ha saputo dire di no nonostante la presenza di una squadra da lui non allestita: “Non ho messo bocca su questo perché, essendo subentrato dopo, il gruppo era già stato costruito – ha commentato – Per me è stato un modo per misurarmi, una sfida nuova con tanta responsabilità. La mia fortuna è stata quella di avere avuto una società forte alle spalle. Ci sono state persone, inoltre, che mi hanno aiutato a conoscere meglio i giocatori”.

Tra l’ultima promozione conquistata e quella attuale le differenze sono piuttosto nette: “Sono situazioni sicuramente diverse – ha spiegato Palladini – Quella di tre anni fa è stata un’annata particolare. In questi mesi invece non si è mai perso di vista l’obiettivo. Siamo stati bravi perché abbiamo totalizzato 41 punti nel girone di andata e 40 in quello di ritorno. Con la vittoria strappata prima al Fano e poi al Matelica abbiamo davvero dato la mazzata finale”.

L’avventura non finisce qui per il tecnico poiché il prossimo anno guiderà la Sambenedettese in Lega Pro: “E’ una categoria che in qualità di allenatore non conosco – ha precisato – Ho iniziato da pochi giorni a vedere qualche partita. La gavetta l’ho fatta e adesso è arrivata l’ora di confrontarmi con una realtà completamente nuova. Non so nulla dei giocatori ma certamente so quali sono le caratteristiche che dovrebbero avere per affrontare quel tipo di campionato. Innanzitutto occorre intensità perché mancando quella non ci sarebbe neanche la giusta cattiveria agonistica. In questo senso Parma e Gubbio hanno dimostrato che il livello è più alto. Nonostante questo mi preme dire che se domenica avessimo vinto di certo non avremmo rubato nulla“.

Sul mercato, ma questa non è una novità, Ottavio Palladini non si esprime ma sottolinea la sua assoluta convinzione in base alla quale la società, con l’aiuto del direttore sportivo e del direttore generale, allestirà una squadra all’altezza della situazione. A tal  riguardo, nel corso dei festeggiamenti di domenica, Andrea Fedeli ha dichiarato di volersi posizionare entro le prime sette posizioni: “Io sono ambizioso – ha detto il tecnico rossoblu – Tutto questo dipenderà da quanto e come faremo gruppo. Sarà molto importante far capire ai giocatori che arriveranno dove sono venuti. Un conto è guardare la piazza da fuori e un altro è starci. Ci vuole tanta personalità”.

Una cosa comunque è certa. Palladini è cambiato, in meglio, e lui stesso con un pizzico di ironia lo riconosce: “Mi sento cresciuto – ha dichiarato – Quest’anno ad esempio non sono stato espulso neanche una volta. A parte tutto l’esperienza che ho vissuto all’interno del settore giovanile mi ha aiutato molto a calmarmi. Prima ero sicuramente più nervoso ma questo anche a causa delle problematiche che investivano il club”.

Domani Palladini, accompagnato dal suo vice Gigi Voltattorni, andrà a vedere la semifinale tra la primavera della Juventus e del Torino.

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