Senza lepre il San Nicolò non corre più

Dopo il pareggio interno con la Jesina gli abruzzesi hanno perso il treno play-off 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nella mitologia del campionato, la storia del San Nicolò ricalca quasi esattamente quella di Orfeo ed Euridice. Per riavere l’amata dal mondo dei morti l’artista greco ebbe in dono la possibilità di scendere negli inferi e riportarla tra i vivi, a patto di non girarsi finché non fossero giunti entrambi a destinazione. Dopo aver percorso gran parte della strada, Orfeo cedette alla tentazione di guardare indietro, perdendo quanto fatto fino a quel momento.

chart (2)In questo finale di campionato i sannicolesi hanno fatto lo stesso errore: appena iniziato a guardarsi alle spalle, e deciso di mantenere la quarta posizione (utile per i play-off), la squadra di Epifani ha iniziato a rallentare sempre di più, finendo col perdere quanto era stato custodito fino a quel momento.

Nelle ultime dieci giornate la squadra – perso il contatto con le prime tre – ha gradualmente abbassato il proprio rendimento, crollando dopo il pareggio col Campobasso. Nelle dieci successive gli abruzzesi hanno messo insieme sei sconfitte, più di quante ne avevano subite nel resto del campionato (5 in 23 gare).

A parte le vittorie con Giulianova, Folgore e Amiternina (squadre in grande difficoltà), i biancazzurri sono sempre andati in difficoltà, pur mostrando un contesto tecnico tattico di assoluto livello.

Quella che è venuta a mancare è stata – essenzialmente – la fame, fondamentale per una squadra che fa dell’attenzione tattica e dell’aggressività senza palla uno dei suoi cavalli di battaglia. Pur cercando di tenere alta la guardia, Epifani si è trovato tra le mani una squadra stanca, frustrata dalla situazione di classifica e una dose eccessiva di sfortuna.

Nella gara con la Jesina (l’ultima chance per tallonare la Recanatese) gli abruzzesi hanno subito due reti su azioni completamente avulse dalla partita, e – sul 2-2 – si sono visti annullare due gol probabilmente regolari. Dopo questa mazzata la squadra ha perso mestamente in casa dell’Agnonese, lasciando la Recanatese a +6 e salutando definitivamente il sogno play-off.

A meno di cambi di modulo (come il 3-4-2-1 utilizzato contro la Jesina), i biancazzurri manterranno il canonico 4-2-3-1, con lo stesso tipo di atteggiamento utilizzato all’andata. Gli abruzzesi giocano con la squadra perennemente stretta e corta, un blocco compatto che si sposta in ogni zona di campo, costringendo la partita al loro contesto per poi aprirsi una recuperato il pallone.

I rossoblu dovranno essere bravi a mantenere il possesso sotto pressione, limitando al minimo le possibilità di farsi cogliere a difesa scoperta. In fase offensiva l’arma principale potrebbero essere le transizioni veloci da una parte all’altra del campo, alla ricerca di spazio sul lato debole. La presenza di Barone, in tal senso, potrebbe essere molto utile (rendendo accettabile, in termini di “spesa tattica” il ritorno al 4-3-3).

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