Il gioco della Maceratese

Analisi tattica della Maceratese, prossima avversaria dei rossoblu


Dopo il terzo posto dello scorso anno la Maceratese ha dovuto far fronte a una vera e propria rivoluzione, che ha portato molti volti nuovi e un allenatore digiuno al professionismo. Questa estate Federico Giunti ha preso una squadra con buone potenzialità, e non ha deluso: dopo un inizio a rilento (4 punti nelle prime cinque) i biancorossi hanno iniziato a risalire la china, arricchendo la solita – buona – fase difensiva con una manovra sempre più oliata e funzionale.

Speculare

In un contesto – quello della bassa classifica – ultra specializzato, i maceratesi hanno puntato sulla maggiore flessibilità possibile: in questo girone i biancorossi hanno alternato vari moduli, dal 4-4-2 classico alla difesa a tre, virando spesso ad un assetto con uno o due trequartisti.

La scelta della formazione è anche influenzata dagli avversari; contro Bassano, SudTirol e Parma (squadre che sfruttano l’ampiezza e i cross in mezzo) i biancorossi hanno preferito la difesa a tre, in altre occasioni (come a Reggio e a Salò) hanno scelto di giocare a specchio, schierandosi – rispettivamente – con 4-4-2 e 4-3-3.

A prescindere dal modulo, la fase difensiva è sempre molto accorta, basata su una grande compattezza intorno al pallone e intelligenti coperture preventive. I maceratesi cercano sempre di mantenere la squadra compatta, ma hanno la lucidità giusta per adattarsi e prevenire eventuali mismatch ai lati o al centro del campo.

Qui sotto, contro la Reggiana, i biancorossi giocano col 4-4-2, ma una volta che la palla è sulla fascia la squadra si riassetta: Malaccari (centrale di centrocampo) segue l’inserimento di Sbaffo, Franchini (ala destra) resta largo per coprire il cambio di gioco verso Angiulli, Broli si allarga lasciando gli altri tre difensori stretti al limite dell’area.

La pressione intorno al pallone aiuta la squadra a recuperare rapidamente, le coperture preventive (soprattutto sul lato debole) aiutano a non subire troppo gli eventuali cambi di gioco. Nonostante qualche (inevitabile) spazio lasciato tra le linee, il gioco funziona: i biancorossi hanno subito solo 20 gol, e sono la quinta miglior difesa del campionato.

Pungere

La buona fase difensiva è anche un modo per offendere: recuperata la sfera, la Maceratese è molto brava ad attaccare gli spazi, e – a prescindere dal modulo – ha una grande capacità di sfruttare le catene esterne, in modo da allargare il campo e colpire le avversarie ai loro fianchi.

Il gol segnato al Venezia: i tre giocatori offensivi partono molto stretti, poi si allargano, aggirano la difesa dei lagunari e vanno in rete

In questo è fondamentale l’utilizzo dei giocatori sull’esterno: nel 3-5-2 i giocatori sulle fasce sono Ventola e Petrilli, entrambi rapidi e dinamici, con la difesa a quattro il compito viene affidato ai tre giocatori offensivi (Turchetta, e due tra Colombi, Allegretti e Petrilli).

Sin dalla fase di costruzione la squadra cerca di creare i presupposti per avanzare sull’esterno, sia con le mezzali (che spesso si allargano) sia con i giocatori offensivi, che spesso stravolgono la loro posizione per dare un riferimento molto ampio nel campo.

La costruzione della Maceratese: la palla va rapidamente sull’esterno, dove si creano i presupposti per l’uno contro uno e la sovrapposizione

Le frecce 

In questo contesto l’apporto di Turchetta e Petrilli diventa fondamentale: grazie alla loro rapidità i due sono il principale strumento per allargare e allungare le difese avversarie, aprendo spazi per sé e per gli altri.

Esplosivi a campo aperto, i due sono capaci di essere incisivi anche nelle situazioni più bloccate: con, rispettivamente, 10.9 e 10.6 dribbling a partita, Turchetta e Petrilli riescono a creare superiorità numerica anche nelle situazioni più complesse, dando alla squadra tempi e soluzioni per creare situazioni vantaggiose.

Come spezzare le linee

Per i rossoblu non sarà una partita semplice, sia dal punto di vista tattico che emozionale; la squadra di Giunti viene da una serie positiva di cinque partite, e può permettersi di giocare con una tranquillità che i rossoblu – in piena turbolenza ambientale – non hanno.

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