Zazzetta saluta la Samb: “Orgoglioso del mio percorso qui”

Della Sambenedettese Calcio è stato una giovane promessa del vivaio, un punto di riferimento in prima squadra e un allenatore del settore giovanile: Massimiliano Zazzetta lascia la guida della categoria Allievi Nazionali dopo un’ottima stagione.

Mister, dopo 4 anni giunge al termine la tua esperienza in rossoblu. Quali sono le tue sensazioni?

“Sono orgoglioso del percorso portato avanti in questi 4 anni insieme all’Associazione Noi Samb e a tutto lo staff tecnico e organizzativo. Dopo aver indossato la maglia rossoblu, ho avuto anche l’onore di allenare i Giovanissimi e gli Allievi della Sambenedettese. In questi anni ci siamo tolti molte soddisfazioni, come le 3 finali regionali, di cui 2 vinte, e il terzo posto nel campionato nazionale. Ma come dico sempre, nel settore giovanile non si fa solo calcio, si rappresenta un’intera comunità di famiglie. Si tratta di un lavoro di enorme responsabilità, che ho svolto sempre con la massima passione”.

Quali sono i motivi che hanno condotto alla separazione?

“Dopo 4 anni meravigliosi in rossoblu, ho deciso di non proseguire con la Samb a causa della divergenza di vedute  riguardo la progettazione futura del settore giovanile. Siamo partiti, dopo l’ultimo fallimento societario, con una base tecnica fortissima: Ottavio Palladini, Luigi Voltattorni, Mirko Cudini, Marco Ogliari e il professor Lattanzi come preparatore atletico. Con il ritorno nel professionismo, pensavo che la proprietà avrebbe voluto ulteriormente migliorare una struttura già ottima, ma questo non è avvenuto. Un ulteriore motivo di divergenze di vedute è la mancanza di un’idonea attività di scouting a livello provinciale e regionale, che ci permetterebbe di evitare di “scomodare” ragazzi provenienti da regioni lontane. Sono differenze di vedute assolutamente lecite e ci tengo comunque a ringraziare l’Associazione Noi Samb e la Sambenedettese Calcio per avermi dato la possibilità di iniziare e di allenare la squadra della mia città”.

Hai vissuto il settore giovanile nel suo passaggio dalla D ai Pro. Quali sono le difficoltà?

“A mio modo di vedere non cambia nulla se non la gestione delle trasferte, con viaggi estremamente lunghi, e la qualità media dei ragazzi, che va costantemente migliorata. Il campionato Allievi Nazionali è un campionato molto intenso, ma con poche idee a livello tecnico-tattico. Per questo con i miei ragazzi – che si allenano insieme ormai da tre anni consecutivi – insieme allo staff abbiamo deciso di intraprendere un percorso diverso, senza abbandonare l’aspetto fisico ma concentrandoci sulla qualità del gioco. Abbiamo concluso la stagione al terzo posto, senza riuscire a qualificarci per la fase finale per colpa degli scontri diretti. Sono molto soddisfatto della crescita dei ragazzi: è un gruppo che cresce insieme da tanti anni, sono giovani del territorio e rappresentano al meglio i colori rossoblu”.

Nelle ultime settimane in Lega Pro hanno fatto molto discutere le figure degli “abusivi”, figure che occupano ruoli dirigenziali senza le abilitazioni necessarie. Si tratta di un problema che affligge anche i settori giovanili?

“Nella struttura organizzativa di ogni settore giovanile, una delle figure principali è quella del responsabile tecnico. Si tratta di un ruolo fondamentale perché ha la responsabilità di tracciare un indirizzo tecnico che le squadre del vivaio sono tenute a seguire. Per poter esercitare la carica di responsabile occorre una preparazione importante, oltre all’abilitazione da direttore sportivo o di allenatore UEFA B. Purtroppo, molto spesso ruoli del genere vengono affidati in base a parametri diversi, senza valutare l’effettiva preparazione”.

Cosa c’è nel futuro di Massimiliano Zazzetta?

“Nella prossima stagione continuerò a lavorare in un settore giovanile professionistico – quello della Fermana – per continuare a crescere come allenatore. Non nascondo, però, che in futuro spero di iniziare un percorso in una prima squadra”.

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