Contro il Monticelli, i Revenant rossoblu vogliono vendetta. L’analisi

La squadra di Palladini sfida gli ascolani con l’intento di allungare in classifica e riscattare lo smacco dell’andata

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dell’immaginario “derbistico“, la gara tra Samb e Monticelli ha tutto. Dopo la rocambolesca gara di andata, tra le due squadre si è scavato un solco profondo, capace di sovraccaricare una rivalità che – fino a pochi mesi fa – era vista con una sorta di snobismo. Per i rossoblu, quello col Monticelli resta un derby minore, quasi avvilente, ma è il migliore dei derby possibili.

Travolta dagli ascolani, all’andata, e “morta” coi matelicesi, la Samb (Revenant calcistica) è tornata in vita sotto la guida di Palladini, e ora guarda il Monticelli dalla testa della classifica. Pur non trascinandosi nel fiume come Fitzgerald, i biancazzurri sono alla deriva da un po’: dopo lo scontro diretto (alla 6^) le due squadre erano a pari merito, ora – a un girone di distanza – i rossoblu sono 26 punti avanti.

Partita meglio del previsto, la squadra di Stallone sembra essersi cristallizzata in se stessa, incapace di aggiungere nuova linfa ad un gioco ormai prevedibile. Classifica e risultati sono al livello delle aspettative, ma la squadra – nel corso dell’anno – non ha avuto alcun percorso di crescita.

Adagiatisi, i biancazzurri hanno finito per trasformare i propri punti di forza in debolezze latenti. Questa discrasia diventa evidente quando si parla della fase offensiva. Margarita, Galli, Petrucci sono uno dei migliori reparti del campionato (25 gol in tre), ma – nelle ultime giornate – la squadra ha stentato soprattutto in fase offensiva.

chart (12)La squadra di Stallone è letteralmente aggrappata al proprio tridente, al quale dà spazio e fiducia cieca; un punto di forza, in alcune partite, un’estrema debolezza quando bisognerebbe cercare un’alternativa di gioco. Esclusi i tre attaccanti, il Monticelli è andato in gol con appena 3 giocatori – Alijevic, Filiaggi, Rega (andato via) -, segnando solo 5 gol.

La fase offensiva dei biancazzurri è un grimaldello che ha solo due strumenti: i tagli da destra di Petrucci (bravissimo nell’uno contro uno) e gli scambi tra Margarita e Galli (bravi a rendere giocabili anche i palloni più difficili). Con la giusta serratura, qualsiasi difesa può mettere in sicurezza la porta (lo dimostrano i zero gol segnati nelle partite con Giulianova, Amiternina, Jesina e Recanatese).

La scarsa prolificità offensiva è compensata da una grande solidità. La difesa del Monticelli è anzitutto aggressiva, basata su un pressing sistematico. Quando i centrali avversari sono in possesso, i tre attaccanti isolano immediatamente il primo passaggio: Galli copre il mediano, Petrucci e Margarita vanno in marcatura sui terzini. In questo modo gli avversari sono costretti al lancio lungo (facilitando il recupero) o al passaggio indietro (permettendo di alzare la pressione).

Quando la palla viene recuperata, poi, la squadra ha immediatamente la possibilità di far male. Nel video, la gara con la Jesina: sul retropassaggio del terzino, Galli attacca gli avversari insieme alla mezzala destra, mentre esterni e terzini si alzano a mettere pressione. La palla verrà recuperata, e Galli avrà un’occasione da rete.

Molto della gara, per i rossoblu, avverrà nel modo in cui riusciranno a gestire questa situazione. Nella gara di andata la squadra di Beoni (schierato con una mediana a tre) ebbe molte difficoltà in costruzione, finendo per cercare spesso il lancio lungo; con Titone dietro Bonvissuto la squadra ebbe molti problemi ad alzare il baricentro, e finì per avanzare troppi giocatori sopra la linea del pallone (lasciando spazio ai tre di attacco, che segnarono 4 dei 5 gol). Nel secondo tempo, l’ingresso di Sorrentino (alle spalle di Bonvissuto) portò maggior peso sui lanci lunghi, e la Samb sfiorò la rimonta.

L’attuale centrocampo a tre dovrebbe garantire più linee di passaggio, mentre Sabatino – sulla mezzala – potrebbe alzarsi con più continuità, garantendo peso offensivo nel caso si decida di giocare sui lanci lunghi e le seconde palle. La fase difensiva si baserà su una corretta gestione del pallone e un’accorta gestione delle fasi di transizione e non possesso. Dopo gli errori dell’andata, difficile immaginare che questa Samb ricada nelle stesse sciocchezze.