La Jesina prova a fare da guastafeste. L’analisi dei biancorossi

La squadra di Bugari soffre le trasferte, ma proverà a portare a casa punti utili per i playoff

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel corso di questo campionato la Jesina ha mantenuto un livello sopra le aspettative di inizio stagione, ma – al momento – ha fallito nel maturare quelle cresciute durante l’annata. Dopo un inizio difficile la squadra di Bugari ha iniziato a correre, e ora si trova in piena zona playoff (distante due punti), ma per molti aspetti sono più le occasioni perse che quelle pienamente realizzate.

Sin da inizio stagione la Jesina si è mostrata come una delle squadre più interessanti del campionato; in questi ultimi mesi i biancorossi hanno mantenuto e affinato i propri pregi, ma sono mancati – forse irrimediabilmente – nel colmare i propri difetti.

Ad un livello di analisi più immediato, il problema principale è il rendimento fuori casa: lontano dalle mura amiche la squadra di Bugari ha fatto 20 punti in meno che in casa (11-31), segnando meno (14 vs. 17 gol fatti) e subendo molto di più (26 vs. 9 subiti). In casa i biancorossi sono la terza miglior squadra del campionato (dietro Fano e Sambenedettese), fuori sono i dodicesimi.

Con 31 gol fatti (16 dei quali segnati dalla coppia Trudo-Ragatzu) i leoncelli sono il quarto peggiore attacco, con un rendimento in linea – se non inferiore – alle squadre che lottano per non retrocedere.

Più che un’impossibilità, quella dei biancorossi sembra una scelta: concentrare gran parte delle proprie energie nella fase difensiva si è rivelata una scelta vincente, in casa, controproducente in trasferta – dove i leoncelli non hanno mostrato la maturità giusta per essere solidi, e dare efficacia all’attacco poco prolifico.

2016-04-07 (5)In fase di non possesso la squadra (schierata col 4-3-3) è sempre molto compatta in zona centrale, con i tre centrocampisti che si stringono davanti alla difesa, e l’esterno sul lato del pallone che va addosso al portatore.

Tuttavia, quando le transizioni difensive sono troppo in ritardo la squadra si scopre facilmente, aprendo praterie per i movimenti verso l’esterno degli attaccanti.

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Nella foto, la gara con la Folgore Veregra. La difesa è molto compatta, ma i tre centrocampisti, senza l’aiuto degli attaccanti, sono costretti ad aprirsi per andare alla caccia del pallone. La mezzala destra è in marcatura sull’esterno ospite, il mediano è all’altezza del centrocampo, e la mezzala sinistra in ritardo sul portatore. Traini (in possesso del pallone) ha tutto il tempo di servire Padovani, che passa alle spalle del terzino e infila in rete.

Questi errori si sono reiterati soprattutto in trasferta, dove i delicati equilibri degli uomini di Bugari vengono acuiti dalla maggiore aggressività dei padroni di casa, e la poca esperienza.

Nonostante queste debolezze, i leoncelli hanno una buonissima intelaiatura di gioco, e un’ottima qualità nel possesso. Il piano offensivo dei biancorossi passa attraverso due estremi. La squadra alterna indifferentemente il gioco di contropiede (utilizzando la forza fisica dei suoi attaccanti) e il possesso prolungato.

Quando ha la possibilità di amministrare, la Jesina non lesina il gioco palla a terra, finalizzato – spesso – all’intasamento della una zona di possesso, nel duplice scopo di cercare la superiorità numerica o – in caso di copertura – liberare spazi sugli esterni per Trudo e Ragatzu (sempre pronti ad allargarsi).

2016-04-07 (2)Prima situazione: la squadra accorcia sui biancorossi [Jesina-Folgore Veregra]
Qui Ragatzu, in possesso, è circondato da quattro compagni (l’esterno destro, il terzino e due centrocampisti). Questo ha portato 8 giocatori della Folgore in zona, liberando spazio per Alessandroni (a sinistra).

L’esterno sarà ignorato dal compagno, che tenterà il tiro da fuori senza successo.

Seconda situazione: la squadra resta in posizione [Isernia-Jesina]
L’Isernia tiene la difesa schierata molto stretta, accettando il tre contro quattro al limite dell’area: Ragatzu anticipa il marcatore diretto e serve in verticale per Trudo, che brucia il difensore e infila sul secondo palo.

Questo doppio binario ha aumentato le opzioni offensive della squadra, ma non hanno ancora risolto definitivamente i problemi in fase realizzativa, dato che la squadra continua ad avere difficoltà nello scardinare difese ben schierate (se non in contropiede).

Aspettare i leoncelli potrebbe essere controproducente. I rossoblu dovranno – invece – essere aggressivi fin dai primi minuti, nel tentativo di non permettere agli ospiti di gestire il possesso. Costringendoli a mantenere il baricentro basso i rossoblu potranno gestire la partita difensiva solo sulle transizioni, dove Salvatori e Conson – sia nel gioco aereo che in progressione – hanno mostrato grandissima solidità.

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