Andrea Fedeli: “Ho incontrato Federico, ma di calciatori parleremo solo a fine poule scudetto”

Il punto sulla situazione dei rossoblu con il vice-presidente Andrea Fedeli

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il prossimo direttore sportivo della Sambenedettese sarà – quasi sicuramente – Sandro Federico, attualmente alla Carrarese. A confermarlo è lo stesso Andrea Fedeli: “Per ora non c’è nulla di ufficiale perché è ancora sotto contratto; tuttavia siamo molto fiduciosi”

Ultimamente sono usciti molti nomi, alcuni dei quali proprio dalla Carrarese. Federico ha già espresso qualche preferenza?

“Di calciatori finora ha parlato solo col mister, ma – se negli ultimi mesi ho imparato a conoscere Ottavio – credo di sapere che tipo di profili cerca. Prime punte di grande movimento e sacrificio, esterni veloci e bravi sia in fase di costruzione che realizzativa, un centrocampo aggressivo e veloce nelle ripartenze, una difesa solida che deve prendere meno gol possibili. Io e Federico non abbiamo parlato di mercato; ci siamo confrontati un po’ sulle nostre idee di calcio, invece. Di obiettivi e calciatori ne parliamo una volta finita la poule scudetto, chiusa ogni attività agonistica”

Benassi, Berardocco, Dettori, Virdis, Ferri Marini… C’è qualcosa di vero?

“Di vero c’è che corrispondono a giocatori di talento, e sono quelli che stiamo cercando. I nomi li lascio fare a chi di dovere”

Berardocco è già dato per fatto, e nelle ultime ore è uscito il nome di Erpen.

“Su Berardocco sono solo speculazioni, voci che non hanno nulla di fondato. Erpen… Beh, è la prima volta che sento questo nome accostato alla Samb”

Palladini ha detto che vuole giocatori che abbiano fame.

“Si può aver fame anche a 35 anni. Se sei un vincente lo sei a qualsiasi età. Ed è l’intelligenza del vincente a convincere un giocatore a lasciare prima di mollare. Nei giocatori cerchiamo questo, fame e ambizione, le principali caratteristiche che ci differenziano dal mediocre”

Crede ci possano essere problemi tra gli obiettivi del (probabile) DS e quelli del presidente? Ridolfi e Di Massimo, ad esempio.

“Rispetto al presidente tutti – compreso il sottoscritto – sono dipendenti. Se domani ci dice di prendere un sacco della spazzatura e dargli la numero 9 della Samb, noi dobbiamo farlo”

Renderà il vostro lavoro più difficile?

“Lo renderà più stimolante”

Tra i confermati ci sono già Pezzotti, Casavecchia, Pegorin, Candellori. Ce ne sono altri che confermerete. In questi casi è più la voglia di confermare il blocco o prendere giocatori di categoria?

“Abbiamo già deciso di mantenere uno zoccolo duro, trattenendo giocatori come Sabatino, Titone, Conson, Sorrentino e… altri. Quella di quest’anno è più una vittoria di gruppo, che di singoli; non ho visto giocatori fare cose eccezionali. La Samb è stata molto più dei 19 gol di Titone, dei lanci di Barone, o delle parate di Pegorin; è stata anzitutto squadra. E separarla sarebbe un peccato”

Avete paura di rovinarla inserendo giocatori dall’atteggiamento sbagliato?

“Staremo molto attenti, su questo aspetto; con noi le prime donne non dureranno molto”

Le prossime gare e il mercato potrebbero influenzare le vostre ambizioni per il prossimo campionato? 

“Credo che non accadrà in nessun modo. Qualasiasi sarà il risultato della Poule le ambizioni resteranno le stesse. Per vincere il campionato di Lega Pro ci sarà bisogno di bravura e fortuna, non dipende solo da noi. Di certo non potremo essere una schiacciasassi, perché la Lega Pro non si presta a queste squadre”

Sono già stati venduti 800 tagliandi per domenica. È questo il tipo di tifoseria che si aspetta l’anno prossimo?

“Mi aspetto solo che non lascino mai sola la squadra, che si comportino come cantano e come hanno sempre dimostrato di fare”

Un campionato difficile potrebbe complicare le cose?

“Io mi baso sempre sulla Curva. Finché si tratta di Samb i tifosi veri daranno sempre il tutto per tutto, e resteranno sempre vicini alla squadra. Il palato fine della tribuna è umorale, andrà a momenti. Ma dai tifosi mi aspetto sempre lo stesso sostegno, come – se serviranno – le critiche”

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