Ad un passo dalla vittoria

Gli azzurrini mostrano buone idee, ma poca concretezza. L’Albania esce con un bel pari

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nella sera delle stelle cadenti, il Riviera delle Palme ha potuto ospitare gli astri nascenti del calcio italiano e albanese. Nonostante lo 0-0, la partita è stata piacevole: le due squadre non si sono risparmiate, dando atto ad una partita vera – sia dal punto di vista tattico che da quello agonistico.

Per la prima uscita della nuova stagione Di Biagio imposta un 4-4-2 atipico, con i due esterni sul piede invertito: in porta c’è Donnarumma; dietro, la linea a quattro è formata da Conti, Biraschi, Caldara e Murru; in mediana agiscono Cataldi e Verre, con Berardi a destra e Garritano a sinistra; davanti, la coppia Rosseti e Cerri.

Sin dalle prime battute si capisce il piano tattico degli azzurrini: i due esterni sono sempre altissimi, cercando di impegnare la difesa albanese in un 4 contro 4 e liberare spazio sull’esterno per i due terzini – molto propositivi.

Per costruire questa situazione gli azzurri tentano diverse strade, con la costante del gioco palla a terra. Per un’uscita pulita del pallone gli azzurri cercavano la superiorità numerica in zona palla: se gli albanesi (schierati col 4-3-3) pressavano con tutte e tre le punte i due centrali erano supportati da un mediano (spesso Verre) e uno dei due terzini, se il pressing era ritardato – o con meno uomini – Biraschi e Caldara facevano partire l’azione anche da soli.

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Una volta che la palla arrivava su uno dei due terzini, le possibilità erano molteplici: se Murru e Conti non avevano spazio per il cross, i due esterni (tornando sul piede forte) potevano tentare sia il taglio verso la porta che il cambio di gioco sul lato opposto.

Le combinazioni tra esterno e terzino degli azzurri

Le prime occasioni arrivano tutte su questo tipo di situazioni: al 17′ Garritano sfrutta un appoggio di Murru e impegna Strakosha, pochi minuti dopo Cerri, dopo uno scambio con Rosseti (favorito dal 5 contro 4 con la linea difensiva albanese) sfiora il palo.

L’Albania – schierata col 4-3-3 – fa un gioco molto più verticale, incentivato dal pressing di Cerri e Rosseti. Per evitare di perdere palloni in zona pericolosa i due centrali (Lulaj e Shkalla) tentano spesso la lunga gittata per Fili. Il numero 7 è il principale destinatario delle verticalizzazioni, mentre Manaj e Latifi – per liberarlo – cercano di spostare la difesa sul lato opposto.

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Manaj e Latifi si spostano sulla sinistra, costringendo Murru a distanziarsi da Fili. Shkalla lancia per lui

Una volta arrivata palla a Fili tutta la squadra avanza, cercando di rifinire a destra per concludere con Manaj sul lato opposto. Sui piedi dell’esterno gli ospiti rifiniscono le maggiori azioni del primo tempo, compresa l’occasione di Manaj, a metà secondo tempo.

Nella ripresa gli azzurri continuano a spingere, ma alla maggiore aggressività risponde un’Albania più coperta e volitiva, intenzionata a uscire dal Riviera senza essere sconfitta. Dopo la bella punizione di Latifi (ottima risposta di Cragno), gli azzurri sfiorano il gol in due occasioni, con Berardi (dopo il tentativo di Murru) e Conti.

I problemi del primo tempo si fanno sentire con più forza nella ripresa: gli azzurri sono troppo lenti nella manovra, e – nonostante il buon attacco posizionale – permettono agli avversari di dare copertura senza sfruttare a pieno i due esterni (Garritano concluderà solo in tre occasioni, Berardi solo una volta – su respinta).

Nel finale gli azzurrini chiudono col 4-3-3, con Capezzi e Grassi ai lati di Gagliardini a centrocampo, e il trio Ricci-Monachello-Parigini in attacco. L’approccio offensivo resta lo stesso: quando la squadra è in possesso i due terzini cercano di aumentare l’ampiezza offensiva, con una delle due mezzali (o entrambe) che si inseriscono dando manforte a Monachello.

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Ricci taglia dentro, con Capezzi che si inserisce. Con la discesa di Conti sulla destra, gli azzurri provano a creare il 5 contro 4

La buona e grintosa fase difensiva degli albanesi – unita all’ottima prova di Strakosha – basta a soffocare le velleità degli azzurrini, costretti ad accontentarsi del pareggio a reti bianche.

In vista della gara con la Serbia, Di Biagio ha avuto buone notizie (l’assorbimento dei dettami tattici) e spunti per migliorare ulteriormente (soprattutto nella fluidità di manovra). Il possibile utilizzo di Romagnoli e Rugani aiuterebbe molto, in tal senso; i difensori di Juve e Milan (più sicuri, palla al piede) potrebbero migliorare la fase di uscita del pallone, permettendo di velocizzare la manovra offensiva.

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