Tiziano Cortellesi: “Basta una partita per innamorarsi di questi colori”

Ricordi ed emozioni di Tiziano Cortellesi

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Con la fine dell’estate torna la rubrica “Di padre in figlio: storie di Samb” con Tiziano Cortellesi. Dopo aver intervistato suo figlio, ora è il turno del padre. Di generazione in generazione…

Tiziano, qual è stata la tua prima partita della Samb?
“Ho visto la prima partita della Samb all’età di nove anni. Una domenica mio padre mi chiamò e mi disse di prepararmi perchè andavamo a vedere la partita allo stadio. Era la prima volta in assoluto che entravo in uno campo di calcio, andammo in tribuna e non ti so descrivere la mia gioia. Ora non ricordo nè contro chi giocava la Samb nè quale fu il punteggio finale. Quello che non dimenticherò di quel giorno, però, sono le rimesse laterali di Pasquali e le curve in tubi innocenti”.

Un'immagine della Curva Sud del Ballarin nella stagione 1983-4

Un’immagine della Curva Sud del Ballarin nella stagione 1983-4

Al Ballarin in che settore vedevi le partite?
“Da ragazzino andavo di solito nei distinti, fino a quando un mio amico, Gianni, comincio’ a farmi andare con lui in
Curva Sud. La mia prima partita in curva fu Samb-Pistoiese: che emozione…”

Cosa è cambiato dal Ballarin al Riviera?
“E’ cambiato quasi tutto. Oggi ci sono leggi molto restrittive che non ti permettono di portare praticamente più nulla allo stadio, ma una volta non era così. Qualsiasi oggetto poteva rivelarsi utile per fare tifo o per creare dal nulla una coreografia. Ora è tutto diverso, ma il calore del tifoso sambenedettese è rimasto lo stesso!”.

Qual è la più bella tifoseria avversaria vista al Ballarin? E quale invece al Riviera?
“Una tifoseria sempre molto numerosa è quella pescarese. Al Ballarin come al Riviera erano sempre tantissimi. Al Riviera ricordo anche avellinesi, laziali e ovviamente i napoletani nell’anno dei playoff con Ballardini”.

Una delle immagini "must" quando si parla di Samb-Pescara al Ballarin

Una delle immagini “must” quando si parla di Samb-Pescara al Ballarin

La tua trasferta più bella?
“Mi chiedi quale sia stata la piu’ bella trasferta ed io ti rispondo: tutte. Da Grottammare a Castel di lama, da Napoli a Genova ogni volta che si percorrono chilometri per seguire il nostro amore è un’emozione unica”.

Quali sono, secondo te, le caratteristiche più importanti del nostro modo di tifare?
“Non è facile spiegarlo a parole, ma ti posso dire che nell’ultima partita della poule scudetto contro il Gubbio ho portato con me un signore di Napoli. Lui è rimasto colpito del nostro modo di tifare perchè non abbiamo mai smesso di incitare la squadra. Forse questa è una delle caratteristiche più importanti: si tifa per tutti i 90 minuti e anche di più”.

Samb Gubbio
Di padre in figlio: come gli hai tramandato il tuo amore per la Samb?
“La prima volta che ho portato mio figlio allo stadio è stato il 19 maggio 2002: play off di C2 tra Samb e Rimini. Aveva 5 anni, ed è bastata una partita per farlo innamorare di questi colori magici. Oggi ha i suoi amici e nell’ultimo anno è stato uno dei tamburellisti. Sono orgoglioso di essere riuscito a tramandare questo amore!”.

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