Come gioca il Mantova

L’analisi tattica dei virgiliani, prossimi avversari della Samb

“Nimium ne crede colori”, non affidarti troppo ai colori (Virgilio, Bucoliche, Egl. II)

Il Mantova ha gli stessi colori sociali della Maceratese (bianco e rosso), gli stessi obiettivi, una simile linea societaria, ma i rossoblu – se vogliono replicare lo stesso risultato di sabato – faranno bene ad aspettarsi una partita molto diversa.

Come mostrato nelle prime quattro gare della stagione (Coppa Italia compresa), la squadra di Luca Prina è un collettivo solido e difficile da battere (tre pareggi e una sola sconfitta, 1 a 0), che fa della compattezza centrale la sua arma migliore.

Nonostante la doppia presenza di esterni è nel blocco centrale (i tre difensori e i due centrocampisti) che il 3-4-3 ha i suo vero motore: in fase difensiva i tre centrali restano sempre molto compatti e stretti, garantendo la superiorità numerica; in fase offensiva le due ali si stringono alle spalle della mediana avversaria, garantendo più linee di passaggio e spazio per i compagni di fascia.

In fase di non possesso i mantovani hanno un baricentro molto basso, coi tre centrali al limite dell’area di rigore e i due esterni che prendono in consegna gli esterni offensivi; questo atteggiamento si è rivelato utile: nelle gare giocate hanno concesso pochissime occasioni pulite, subendo solo due gol in quattro gare (entrambi su calcio piazzato).

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L’Ancona attacca con quattro uomini, ma il Mantova (coi tre centrali e i due esterni) mantiene la superiorità numerica

Nella fase offensiva la squadra sembra ancora indietro: a parte il rilievo statistico (un solo gol in quattro gare), la squadra di Prina ha mostrato diverse difficoltà nel costruire azioni pericolose, specie partendo da dietro. Il tentativo di attaccare con cinque uomini (i tre attaccanti più i due esterni di centrocampo) non è ancora attuato con i giusti automatismi, e spesso la squadra finisce per permettere agli avversari di riposizionarsi.

Non a caso, la squadra è arrivata alla conclusione solo da fuori area, o sfruttando i cross dalle fasce. Queste due situazioni di gioco non sono tuttavia improvvisate: con i due esterni di centrocampo in posizione offensiva, le due ali hanno l’opportunità di ricevere sull’esterno (approfittando della superiorità numerica) o di tagliare alle spalle della mediana avversaria. La palla finisce molto spesso sulla fascia, dove la coppia di ala ed esterno si scambiano per liberare il cross o la conclusione diretta.

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Caridi taglia verso l’esterno, aprendo lo spazio a Baldini (che tira in porta)

Per i rossoblu sarà una partita probante, contro una squadra che – per la prima volta, tra quelle affrontate finora – giocherà con l’idea di raggiungere due risultati su tre.

Per la squadra di Palladini sarà importante la fase di transizione, sia in difesa che in attacco. Con la giusta copertura il gioco dei mantovani potrebbe ridursi a cross e tiri da fuori, situazioni in cui la forza fisica dei rossoblu si farà sentire. In attacco le maggiori possibilità arriveranno su campo aperto, quando Fioretti e compagni di reparto riusciranno a creare un uno contro uno coi centrali ospiti.

(foto da www.ancona1905.it)

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