Vernecchie rossoblu: 3^ puntata

La rubrica del tifo rossoblu, con Angelo A. Pisani e Michele Palmiero. Online tutti i lunedì sera

Dopo un primo periodo di pace apparente, la rubrica più amata dai sambenedettesi affronta il primo grande litigio tra Michele ed Angelo. Ideologie politiche, riflessioni sul tiqui taka, una contesa amorosa? Peggio: un cornetto alla nocciola. Angelo si avvicina col tovagliolino, Michele – più esperto – anticipa l’avversario con fare aggressivo: “L’ho visto prima io, non azzardarti a toccarlo”.

Michele: “Oggi sono molto felice di dedicarmi a queste vernecchie, per due motivi: il primo è che abbiamo vinto, e non era scontato; il secondo è che oggi ci sarà anche Edoardo, detto “Dodo”. Prima di arrivare al bar stavo parlando con la nostra special-guest delle maglie personalizzate. Voi che ne pensate?”

Dodo: “Ciao ragazzi, che bello poter riversare le chiacchiare quotidiane sul web. Comincio dicendo che questa innovazione non mi è piaciuta molto, per due motivi: nostalgia e tradizione. Io (purtroppo) non ho mai visto la serie B, e sono legato alle maglie ‘pulite’, coi numeri dall’1 all’11. Vedere terzini col 4 e centrali col 2 mi fa salire il nervoso”

Angelo A: “A me  non dispiacciono, nonostante la numerologia dei rossoblu sia molto strana. Vi siete impressionati per Di Pasquale centrale col 2, vi ricordo che c’è Radi col 3 pronto ad esordire. Con tutti e due in campo formiamo una coppia difensiva che neanche Guardiola coi falsi terzini”

Michele: “Io sono fermamente contrario. Con le maglie personalizzate orde di mezzi-giocatori si convinceranno di essere novelli campioni, quando in realtà appartengono al primo gradino del professionismo. Non capisco il senso di tornare all’antica denominazione di Serie C per poi stravolgere tradizioni come i numeri dell’1 al 23. Mi puzza molto di trovata pubblicitaria, anche banale”

Dodo: “Parliamo della partita, dai. Cosa mi dite? Vi anticipo che Lulli mi è piaciuto molto”

Michele: “Nel pre-campionato è stato quello che più mi è piaciuto di più. Corre, lotta e “moccica” a dovere. Detto questo, si è fatto espellere come nu cujò”

Angelo A: “Non ha giocato male. Sull’espulsione non posso neanche giudicare, dalla tribuna stampa (bassa, laterale, coi vetri sporchi) si è visto poco. Gli è andata bene che abbiamo resistito, perché quel giallo (comunque sia arrivato) era più che evitabile”

Dodo: “Su Tortolano siamo tutti d’accordo, no? Ieri ha avuto un impatto clamoroso. È arrivato nell’indifferenza generale, poi entra in campo con la 10 e alla prima azione sfiora il gol. Ha spaccato la partita, chi se lo aspettava?”

Michele: “Ti dico la verità: io – finché non ho visto i numeri di maglia – non sapevo neanche avesse firmato. Per me è uno degli esordi migliori mai visti con la Samb: gol con il piede debole, assist al bacio per il rigore preso da Fioretti e giocate di qualità. Vi ricordate quando da piccoli si giocava a calcio per strada? C’era sempre il ragazzino basso e mingherlino che nessuno voleva in squadra, salvo poi scoprire che palla al piede era il più forte di tutti. Ecco, Tortolano mi dà proprio quell’idea”

Angelo A: “Io non me l’aspettavo. A prima vista sembrava il tipico trequartista un po’ sbruffone e rococò, invece si è rivelato essenziale e pulito. Ha segnato il suo primo gol che era a San Benedetto da un giorno, e si è presentato in sala stampa come al primo giorno di scuola. Mi sembra un ragazzo umile, ma – ad ogni modo – mi aspetto un remake di Bocciofili, di Dargen (“Fai come Tortolano” potrebbe essere un coro fighissimo).

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Michele: “Di Massimo è rimasto in panchina, invece. Che ne pensi?”

Angelo A: “Di Massimo ha passato metà dell’estate a sfogliare la margherita, Tortolano ha fatto una preparazione vera e propria. Finché l’abruzzese non tornerà in forma Palladini non lo rischierà. Già sabato, alla fine della partita, hanno fatto una domanda un po’ tendenziosa al presidente; fortunatamente il mister ha le spalle larghe”

Dodo: “E ha vinto anche la prima da professionista, chiudendo la bocca a un po’ di persone. Secondo me c’è troppa diffidenza verso Ottavio: nella storia recente è l’unico sambenedettese arrivato ad alti livelli, e da allenatore ha già vinto un campionato di Eccellenza e due di D”

Michele: “Ovunque si giudica uno sportivo in base alle sue statistiche, ovunque; a San Benedetto riusciamo a criticare un allenatore che ha vinto 3 campionati su 5, due volte con il miglior attacco. Di un calciatore si vanno a vedere i gol fatti, di un allenatore si elencano i trofei, di Ottavio Palladini a San Benedetto niente di tutto ciò”

Angelo A: “Spesso si leggono (e sentono) critiche assurde, basate più che altro su pregiudizi. Dire “Squadra senza gioco” non ha senso. Sotto Palladini i rossoblu hanno sempre avuto una precisa identità, una preparazione che è andata al di là di giocate estemporanee. Ci sono tanti modi di giocare, qui o ne segni tre a partita o tutto diventa catenaccio e non-gioco”

Dodo: “Il problema di San Benedetto è che c’è questa sede distaccata di Coverciano (che ancora non so dove sia) dove tutti i tifosi imparano a dare giudizi. A Palladini non perdonano gli anni a Pescara, ma chi ha occhi per vedere sa quanto ha dato. Io – che gli sono stato vicino, collaborando con l’Associazione – ho visto tutto l’impegno che mette per questi colori. Criticarlo è assurdo”

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Michele: “Si è detto tanto anche della partita di ieri. Si passa dal “Siamo scarsi” ai proclama di zona play-off. Certo che partire con sei punti in una partita non è affatto male”

Angelo A: “Sabato è stata strana. La mia impressione è che tutti e due gli allenatori abbiano pensato di giocare in base all’avversario (Giunti con il 3-5-2 a specchio, Palladini con la difesa a 4 e Sabatino su Quadri), finendo spiazzati. Nel primo tempo abbiamo sofferto molto, sia in fase difensiva che in costruzione; nella ripresa Palladini ha aggiustato il tiro, e siamo usciti veramente bene.

Si è vista la diversità del campionato di Lega Pro. In Serie D la maggior parte delle squadre giocavano solo in ottica reattiva, specie contro la Samb. Quasi tutti gli allenatori cercavano di limitare i nostri punti di forza, e il lavoro del mister era (quasi sempre) quello di trovare vie alternative per la vittoria. Adesso le squadre saranno più preparate, e molte cercheranno di colpire la Samb nei suoi difetti. A Gubbio e Macerata abbiamo visto due squadre organizzate che hanno pressato molto la Samb, e abbiamo sofferto. Aspettiamoci tante partite così.

Ora però torniamo all’argomento più abusato dell’estate. Voglio conoscere le vostre risposte a queste tre domande di mercato: l’acquisto migliore, il rimpianto, e colui che temete sia un flop”.

Dodo: “Il migliore secondo me è stato Berardocco, il potenziale flop (spero di sbagliare) Fioretti”

Michele: “Ma cosa dici?! Fioretti ha scelto la 23 perché è il numero di gol che segnerà da qui a maggio!”

Dodo: “Esagerato. Io lo dico per scaramanzia, ma spero che mi smentisca. Ho grande fiducia nell’uomo che ha fatto arrabbiare la Tardella. L’unico, grande rimpianto è Granoche – sempre che ci sia stata la trattativa. Per Curiale non mi dispiace eccessivamente, sono contro i cavalli di ritorno”

Michele: “Come potenziale flop ho un grosso timore: Di Massimo. Ha fatto solo sei mesi con l’Avezzano in D, poi è andato alla primavera della Juve (e non è stato titolare fisso). Al momento non sappiamo niente della tenuta mentale e fisica. Il mio più grande rimpianto resta Dettori, un gran centrocampista che ora è al Padova. Come miglior acquisto dico anch’io Berardocco, anche perché è l’unico giocatore che si muove meno di quanto faccia Angelo a calcetto”.

Angelo A: “Con la stessa sapienza calcistica, però. Il mio amore per Berardocco è già stato cantato ai quattro venti, ma – dato che avete fatto il suo nome in due – io vorrei segnalare Frison, uno che ha già dimostrato di poter giocare in serie A. A me è dispiaciuto molto per il mancato arrivo di Ridolfi: ha giocato quasi sempre in serie D, ma ha mancato il salto solo per problemi extra-campo. Oltre alle grandi qualità tecniche, a livello mentale aveva una marcia in più: è titolare e leader della Vis da quando aveva 18 anni, e secondo me questo vale più che la maglia di una grande in primavera. Ci avrebbe fatto molto comodo. Se intendiamo “flop” come la distanza tra aspettative e risultati, penso a N’Tow: è un giocatore utilissimo, specie per l’impatto fisico, ma deve crescere ancora molto”

Michele: “N’Tow è un’arma a doppio taglio; è talmente sgraziato che funziona, però. Non sai mai cosa aspettarti: può prendere un calcio d’angolo partendo dalla propria area o sbagliare un cross banale. Secondo me sarà il diversivo di Palladini, l’arma da usare nei momenti di estremo pericolo. Ma, allora, vi è piaciuto questo mercato?”

Dodo: “L’anno scorso una squadra così sarebbe stata da play-off, quest’anno credo dovremmo puntare alla salvezza. C’è una grave mancanza, quella di arrivare alla fine del mercato senza un bomber. Sono un po’ deluso, ma mi fido dei calcoli fatti dalla società: avere la sicurezza di una squadra che rispetta il budget e non fa debiti non è poco. La cosa più importante è che abbiamo riallacciato i rapporti di mercato con le grandi squadre. Alla fine tutti i grandi giocatori recenti sono arrivati in prestito: Cigarini, Consigli, Loviso…”

Michele: “Quando parlo di mercato, dalla A alla D, io ho una certezza incrollabile: chi ha l’ansia l’ultimo giorno di mercato non ha la coscienza pulita. Se costruisci una rosa con idee precise,  l’ultimo giorno è dedicato esclusivamente alle occasioni imperdibili. Da noi non è andata così, ma non ne faccio un dramma. Ci sono tanti aspetti da considerare: lo status di neopromossa, i rinnovi “pesanti” tirati per le lunghe, il ritardo dell’ufficializzazione del direttore sportivo. Tutto questo servirà sicuramente per fare meglio nella prossima occasione”

Angelo A: “Il problema di questo mercato sono stati i giocatori dati per fatti e non presi (Conson, Titone, Dettori, Gyasi, Alhassan) e i tanti nomi mai cercati e non smentiti. La squadra non mi sembra male, anche se molto dipenderà dal rendimento degli attaccanti. Fioretti, Pezzotti e Mancuso sono giocatori di sicuro affidamento.Se Tortolano è quel che sembra e Di Massimo si conferma quello visto lo scorso anno, avremo una marcia in più”.

Michele: “Ragazzi, siamo partiti con un caffè ed è quasi ora di un campari. Direi che forse possiamo finirla qui. Ciao Dodo, torna a svernecchiare con noi ogni tanto”

Dodo: “Quando volete, è stato un piacere!”

Angelo A: “Prenoto il cornetto”

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