Vernecchie rossoblu: 6^ puntata

La rubrica in cui la tunica del giornalista scopre la pelle del tifoso. Con Angelo A. Pisani e Michele Palmiero

“Quanto verde tutto intorno e ancor più in là,
Sembra quasi un mare l’erba,
E leggero il mio pensiero vola e va
Ho quasi paura che si perda…”

Nella scorsa puntata abbiamo citato la serie tv più premiata della storia e due pilastri della nostra letteratura, oggi è tempo di musica. Nel 1971 usciva il primo singolo della Premiata Forneria Marconi, “Impressioni di settembre”. La sesta puntata sarà all’insegna delle nostre impressioni di settembre. In che posizione arriverà la Samb? Di Massimo diventerà un grande giocatore? E Sorrentino è pronto per scalzare Fioretti? Non esistono certezze, ma fortunatamente esistono le vernecchie, e noi ne abusiamo volentieri.

Angelo A. Pisani: “Posto che io preferisco Guccini, e oggi ci stava benissimo Eskimo. Ma alla fine l’hai vista la partita?”

Michele Palmiero: “Ciao Angelo, polemico come al solito, eh? Sabato l’ho vista su Sportube perché ero alla riunione nazionale delle associazioni di tifosi che si è tenuta a Verona. Per la prima volta ho trascorso un weekend di campionato insieme ai tifosi delle squadre avversarie. C’erano, tra gli altri, tifosi di Rimini, Modena, Taranto, Roma, Prato e L’Aquila. Sai qual è la cosa curiosa? L’unica squadra a vincere è stata la mia. Vedere la partita in tv è stata una sofferenza: quella di Forlì è stata la tipica gara che un tifoso vuole vivere sugli spalti. Viaggio in pullman, vantaggio meritato, tante occasioni perse, sofferenza finale: il cocktail che rende speciale ogni trasferta”

Angelo A: “Quella di sabato è una partita ambigua, perché – nonostante si sia visto un passo indietro, nel controllo della partita – siamo riusciti a portare a casa tre punti importanti per una classifica clamorosa. Nonostante la vittoria, Forlì dovrebbe portarci a riflettere sui nostri limiti. Nel secondo tempo ci siamo aggrappati alla difesa, con Mori, Radi e Frison che sono stati solidissimi”

Michele: “Alla vigilia del campionato non avevo grandi dubbi sul fatto che la difesa ci avrebbe regalato grandi soddisfazioni. In questo senso il lavoro di Palladini e Voltattorni è quasi maniacale. Ad oggi, però, non saprei dirti quale sarebbe la mia coppia di centrali ideale. Secondo te quanto tempo ci vorrà per avere una coppia titolare? E da chi sarà composta?

Angelo A: “Finora Palladini non si è dovuto porre il problema, perché – per un motivo, o per l’altro – le scelte sono state quasi sempre obbligate. Secondo me molto dipenderà dall’atteggiamento che Palladini vorrà dalla squadra in campo, quindi dalle squadre che andiamo ad affrontare.

In partite come quella di sabato – contro il Forlì che provava a giocarsela sui duelli individuali a centro area – un giocatore come Mori (se sta bene) è sicuramente la prima scelta, in gare dove bisogna attaccare – e la difesa deve coprire tanto spazio alle sue spalle – la sua presenza è molto meno probabile. Dovessi scegliere una coppia per tutte le stagioni direi Radi-Ferrario, senza dimenticare Di Pasquale – uno dei migliori di questo inizio di campionato. A prescindere dalla coppia centrale, a lui non rinuncerei mai”

Michele: “Su di Pasquale sono d’accordo con te. Mi è piaciuto fin dal primo giorno di ritiro e credo che sulla sinistra sarebbe una gran risorsa per la Samb. Finora sulla fascia ha giocato per lo più Pezzotti, giocatore sul quale ho un pensiero personale e che non va per la maggiore. Per me il capitano è un giocatore ‘normale’ quando schierato dall’inizio e devastante quando può entrare a gara in corso.

Se costretto a difendere per 90 minuti, spesso non è lucidissimo quando deve crossare o calciare verso la porta. Entrando negli ultimi minuti, invece, può fare la differenza contro qualsiasi avversario. Naturalmente non so quanto possa essere felice di un ruolo del genere, ma in determinate partite contro squadre di maggior spessore io un pensierino ce lo farei”

Angelo A: “In casa uno coi suoi piedi serve sempre, soprattutto se gioca in difesa. Nelle partite da terzino ha mostrato di poter migliorare l’uscita del pallone, e quando la squadra spinge diventa un’ala aggiunta, dando una grossa mano ad allargare il campo. E poi, come detto, è il nostro migliore crossatore. Per le partite fuori casa, tendenzialmente, sono d’accordo con te: meglio Di Pasquale”

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Parma, Venezia, Padova, Sudtirol, Bassano, Feralpi Salò: quanti punti faremo nel mese di ottobre?

Angelo A: “Il primo aspetto che vorrei sottolineare è che avremo sei partite in un mese, e Palladini a Forlì ha detto che abbiamo ancora molti giocatori fuori forma. Non benissimo, con queste premesse.

Io credo fortemente in un bel risultato col Parma. I ducali arriveranno in quello che (mi aspetto) sarà una bolgia con una squadra ancora non definita e – ancora intatto – il ricordo della rimonta di maggio. Mi immagino Sabatino che demolisce le loro certezze a furia di colpi di tacco assurdi e Sorrentino che fa il corsaro in area di rigore, dimenticandosi che l’anno scorso giocava contro le difese di Folgore Veregra e Amiternina.

Le trasferte con Venezia e Bassano saranno difficili, mi aspetto al massimo un punto. Nelle altre partite in casa – tra Padova, Sudtirol e Feralpi Salò – credo che 3-6 punti siano fattibili. Facendo un po’ di conti, diciamo che se va bene possiamo arrivare a 10 punti, altrimenti 6-7. Essendo fiduciosi, eh”

Michele: “Non riesco a ipotizzare quanti punti potremmo raccogliere, ma una cosa voglio dirla. Non commettiamo l’errore di lamentarci alle prime difficoltà. Andremo ad affrontare squadre che al contrario nostro hanno già un bisogno disperato di punti. Parma e Padova hanno cominciato male la stagione e non possono commettere altri passi falsi; il Venezia sa che è il momento giusto per aumentare la distanza dalle inseguitrici. Bassano e Feralpi Salò sono squadre ben costruite, ambiziose e abituate alla categoria. L’errore più grande che potremmo fare sarebbe pensare di essere imbattibili dopo queste tre vittorie consecutive. Le nostre gare, quelle contro avversarie che puntavano alla salvezza, le abbiamo vinte: ora possiamo divertirci e provare a rovinare i piani di chi ha speso molto più di noi e ha esigenze diverse”

Oggi un giovane fan ci ha mandato tre domande. Ma visto che manco ha chiesto per favore, e noi vogliamo fare gli antipatici, risponderemo solo alla prima:

Cosa pensate di Tortolano? Dopo l’inizio a mille (con il gol a Macerata) sembra essersi perso.

Michele: “Non credo che si sia perso, ma che non abbia ancora i 90′. Quando Ottavio fa riferimento a un gruppo di giocatori che non è ancora al 100% della forma parla anche di lui. Tecnicamente parlando, secondo me, è uno dei giocatori migliori che abbiamo, e il sinistro al volo al Riviera contro il Mantova me lo sogno ancora di notte. Nelle ultime tre vittorie Di Massimo è partito titolare, con alti e bassi, e Tortolano è entrato a partita in corso. Nel mese di ottobre però le cose potrebbero cambiare: daje Tortolà facce sognà

Angelo A: “Sono d’accordo. Il ragazzo sta riprendendo la forma migliore, come Di Massimo; credo che Palladini li veda come un pacchetto completo, da alternare a gara in corso per averli al meglio. La non titolarietà delle ultime gare è data da una preferenza tattica, non vedo bocciature. Detto questo, io vedrei meglio Tortolano dall’inizio, e Di Massimo nella ripresa – quando aumentano gli spazi e può andare di più nell’uno contro uno”

A proposito di Tortolano e Di Massimo, negli ultimi giorni sono circolate voci circa un possibile arrivo in attacco. Serve un esterno offensivo?

Angelo A: “È passato meno di un mese dal mercato estivo e dobbiamo già pensare a quello invernale? Davvero?

Michele: “Vabbè, a prescindere dal mercato. Secondo te siamo completi? Ci sta cercare altri giocatori o no?”

Angelo A: “Io credo che in questo 4-3-3 ci sia un titolare fisso, Mancuso, e due giocatori (Di Massimo e Tortolano) che possono alternarsi, o sostituirlo. In rosa ci sono anche alternative tattiche (penso a Pezzotti e, forse, Crescenzo) e giovani come Candellori, Vallocchia e Doua Bi. Cercare altri giocatori significa non fidarsi di quelli elencati, e a questo punto mi chiedo “perché tesserarli?”. Credo che Palladini si fidi, e – sapendo che la sua intenzione è di provare anche il 4-4-2 – direi che numericamente siamo copertissimi”

Michele: “Sono d’accordo su tutto, e ti aggiungo un nome. Il nostro caro N’Tow? Per caratteristiche fisiche e tecniche io lo vedo più come un esterno alto nel 4-4-2 piuttosto che terzino sinistro. Tatticamente mi sembrava un po’ anarchico, per cui non mi stupirei se Palladini lo schierasse in posizione avanzata per scombinare le difese avversarie.

Ricordiamoci che N’Tow ha un potere speciale: la “confusione organizzata”. Palla al piede riesce a confondere se stesso, compagni di squadra e avversari: nessuno sa cosa può succedere da un momento all’altro. È un’arma delicatissima e potenzialmente devastante. Non vedo l’ora che torni disponibile”

Angelo A: “Comunque il 13 gli ha portato un po’ sfiga, eh. E ora non può neanche cambiare numero, perché quest’anno sono fissi”

Michele: “Io l’ho sempre detto…No al calcio moderno!”


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