Come gioca il SudTirol

Analisi tattica dei tirolesi, prossimi avversari dei rossoblu


SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una vittoria, tre pareggi e quattro sconfitte. Vista così la stagione del SudTirol sembra già fallimentare, ma la squadra di Viali può contare su un gioco già funzionale, buone prestazioni e un organico ben strutturato. Alla luce di questo inizio di campionato vanno ridimensionati anche i risultati: a parte la gara col Modena (persa su un corner a tempo scaduto) i tirolesi hanno perso solo con Gubbio, Feralpi Salò e Reggiana – tutte entro i due punti dal primo posto in classifica.

Le certezze

Viali sta costruendo una squadra molto quadrata, con riferimenti precisi sia nel modulo che negli uomini. Nel suo 4-3-3 l’allenatore lombardo – tra i titolari – ha ruotato solo 15 giocatori, e i quattro sostituti dell’undici di base (Douglas Packer, Vasco, Sparacello e Cia) hanno fatto solo una presenza dal 1′.

La continuità di formazione si trasmette nel gioco: la squadra altoaltesina ha una costruzione ben definita, basata sullo sfruttamento delle catene laterali alla ricerca di situazioni vantaggiose alle spalle della difesa avversaria. Le azioni sull’esterno – innescate da una sponda, o un cambio di gioco – coinvolgono tutti i giocatori sulla catena di fascia: esterno, terzino e mezzala si scambiano spesso, con continue sovrapposizioni volte a superare rapidamente la difesa.

2016-10-14-9

I movimenti sono ben coordinati: a destra Ciurria (esterno) e Tait (terzino) mantengono maggiore ampiezza, aprendo agli inserimenti della mezzala Furlan; a sinistra i movimenti a tagliare il campo di Tulli (che prova 10.9 dribbling a partita, vincendone l’80%) sono compensati dalle discese del terzino Sarzi Puttini, che fa 3.6 cross ogni 90 minuti, tutti negli ultimi 16 metri.

Le cose migliori si vedono quando i biancorossi possono attaccare l’area avversaria in corsa: queste situazioni sono difficili da difendere, e i tirolesi – grazie anche a Gliozzi, molto bravo ad attaccare la palla – sono sempre pericolosi.

Cambio di gioco, sovrapposizione e gol. Tutto in tre passaggi

Le difficoltà

La fase difensiva dei tirolesi è molto buona e molto fragile, allo stesso tempo; in queste prime otto gare i biancorossi hanno concesso pochissimo su azione, ma sono riusciti a mantenere la porta inviolata solo col Fano, alla prima giornata. Degli 8 gol subiti, 5 sono arrivati su sviluppi di gioco aereo (tre corner e due cross), uno su rigore e solo sue azioni su penetrazioni centrali (una delle quali dovuta ad una palla persa al limite dell’area).

Nonostante due centrali molto strutturati (Di Nunzio e Bassoli) la squadra sembra incapace di mantenere la compattezza giusta, sia nei duelli individuali che nella copertura del secondo palo. I biancorossi hanno cercato di ovviare mantenendo una copertura più ampia del campo (con le mezzali che arretrano in linea coi difensori, e i terzini che escono sulle ali) ma la poca coordinazione dei movimenti ha portato ad errori banali.

Le prospettive

Queste situazioni sono già costate molti punti, ed è presumibile che i rossoblu cercheranno di sfruttarle al meglio. Gli uomini di Palladini dovranno essere molto attenti alla copertura delle zone esterne, e bravi a sfruttarle. In questo contesto sarà importantissimo l’apporto delle due ali, in entrambe le fasi.

In questo senso, l’apporto di Berardocco sarà una delle chiavi dell’incontro: i suoi strappi a tagliare il campo, da una fascia all’altra, rappresenteranno un’arma importante per lavorare i fianchi dei biancorossi, colpendo la squadra tirolese nella zona in cui si è rivelata più fragile.


[Foto da www.radionbc.it]

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