Vernecchie rossoblu: 9^ puntata (Samb-Sudtirol)

La rubrica in cui la tunica del giornalista scopre la pelle del tifoso. Con Angelo A. Pisani e Michele Palmiero


In questa puntata delle vernecchie parte la nostra collaborazione con Balla la Samba, la pagina più divertente di tutta la sambenedettesità facebookiana. Per una questione di trasparenza, vi daremo i termini dell’accordo: in cambio di un fotomontaggio a puntata, Matteo Bianchini avrà completo accesso all’archivio segreto dell’Associazione, dove sono presenti i sonetti che Pisani ha dedicato a Sabatino e le foto osé di Michele Palmiero. 

Angelo A: Neanche il tempo di abituarci e già dobbiamo condividere la vetta con altri guastafeste.

Michele: Per come è andata la partita va bene così. Avevo letto (anche qui) che il SudTirol gioca bene, ma non me l’aspettavo così pimpante. Nel secondo tempo l’abbiamo ripresa più coi nervi e con la curva, che con espedienti tattici. Ho apprezzato molto il ritorno alla vecchia palla lunga e pedalare, di cui sono un fan accanito, Mancuso e Sorrentino sono due grandi interpreti di questo gioco, tra l’altro. Visto che ci siamo, direi di farla finita con robe tipo gioco posizionale, possesso palla e pressing alto: tutte queste bestialità del calcio moderno mi hanno rotto le p**le. Loro, e chi ne scrive.

Angelo A: Ma ne scrivo solo io!

Michele: Ecco, appunto.

Angelo A: Secondo me sabato ci è mancata soprattutto freschezza fisica, e quindi mentale. Quando hai una squadra così stanca, e gli avversari ti pressano così bene, qualche errore ci sta. Finisci per concedere contropiedi, e noi siamo stati puniti lì. Nel secondo tempo Palladini se n’è reso conto, ha tolto Berardocco e ha scelto di lanciare lungo, in modo da saltare il centrocampo. Ha funzionato a metà, ma ha funzionato.

Michele: Uno dei giocatori più in difficoltà mi è sembrato Pezzotti. C’è una illuminata scuola di pensiero secondo cui bisogna togliergli la fascia di capitano perché ha sbagliato un cross… Ecco, io non sono tra loro: ma ha colpe in entrambi i gol subiti. Una volta ogni tanto ci sta, lo perdono. Quello che non riesco ad accettare è il suo bisogno di calciare in porta appena arriva a 30 metri dalla porta avversaria.

Angelo A: Lui non accetta la sua condizione di terzino, e i tiri dalla distanza sono le sue piccole ribellioni personali. In casi come questo mi viene in mente il padre di Frank Lampard, che diceva al figlio di fare il centrocampista perché “I terzini non se li ricorda nessuno”.

Michele: A proposito di riconoscenza… Visto che eri presente in sala stampa, sai spiegarmi perché il presidente ha ripreso Pegorin?

Angelo A: Io non capisco, davvero non capisco. Si tende a dimenticare che è un ragazzo del ’96 alla prima esperienza tra i Pro: e secondo me sta facendo benissimo, vista la situazione. Dopo la partita col Mantova l’hanno massacrato, torna in campo col Venezia (in una partita complicatissima) e salva due gol fatti; pochi giorni dopo arriva Aridità e tutti già lo rivogliono in panca. Sabato ha parato un rigore sullo 0-0 e salvato due gol: nonostante tutto, hanno trovato qualcosa da rimproverargli. Ma che deve fare di più?

 

Michele: Ma poi bisogna sempre ricordarsi che stiamo parlando di un ragazzo del ’96 alla prima esperienza tra i Pro: qualche sbavatura è comprensibile, quasi fisiologica. E lo vedo migliorare di partita in partita.

Angelo A: A proposito di critiche spropositate, io non capisco l’accanimento nei confronti di Berardocco. Quello del regista è un ruolo delicatissimo, e – secondo me – è anche il meno individuale, quello più legato al resto della squadra. Il passaggio lo detta chi non ha il pallone; non a caso, la sua giocata migliore (e l’azione più bella della Samb) è arrivata su un movimento in profondità di Tortolano. Il problema è che ci siamo mossi poco.

Michele: Per il ruolo che ha, Berardocco sarà sempre quello con più responsabilità, nel bene e nel male. E i tifosi daranno sempre la colpa a lui. Fortunatamente mi sembra uno con le spalle larghe. Riguardo alla prestazione di sabato, sono d’accordo con te: in una partita del genere lui è il più svantaggiato, e – non a caso – è arrivata la sostituzione (più tattica che “tecnica”). Il commissario Gordon direbbe che lui è il regista che la Samb merita, ma non quello di cui aveva bisogno in quel momento.

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Angelo A: Ah, quindi Berardocco è Batman… Vabbè, allora vale tutto: Lulli è Bane, Palladini è il commissario Gordon e Sabatino fa il Joker…

Michele: Il Joker (nella versione glitterata di Jared Leto) non può che essere Cia, che infatti ci ha fatto lo scherzetto. Comunque mi ha fatto piacere rivedere Michelino al Riviera. Nonostante il gol…

Angelo A: Era molto felice anche lui, sembrava di vedere te davanti a un intervento a gamba tesa di Glik. In sala stampa è arrivato molto sorridente, anche quando gli hanno chiesto perché non è riuscito a fare il salto in serie B – questa è una domanda tipica dei giornalisti più vecchi, e (secondo me) un modo subdolo per far soffrire i nostri ex. Alla fine se la passa bene, è un biondo che vive a Bolzano e gioca in una delle squadre più hipster del campionato.


Elementi di hipsterismo nel Südtirol:

  1. Bilinguismo (tedesco – italiano)
  2. La ü nel nome
  3. Il logo col pallone anni ’50
  4. L’utilizzo di GoalShouter sulla pagina facebook
  5. La foto di squadra coi giocatori di spalle
  6. Il fratello di Obodo
  7. DOUGLAS PACKER

Michele: Ma alla fine, con un panorama così, chi gliela guasta?

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