Oggi la Lega Pro, domani la FIGC: l’eterna lotta tra le due anime della politica del pallone

Il racconto, tappa per tappa, dei tre mesi che hanno portato alla conferma di Gabriele Gravina

FIRENZE – In data 15 novembre Gabriele Gravina è stato confermato alla presidenza della Lega Pro. Un fatto scontato per molti, dal momento che Gravina si era ben destreggiato, dal dicembre 2015, sulla poltrona della terza divisione italiana. “Grazie di cuore a tutti. In questo momento provo tante emozioni e poche parole che derivano dall’amore per la Lega – sono le sue parole al termine dell’elezione –  Da parte mia ci sarà il massimo impegno. Spero di continuare ad essere degno di questo consenso di grande rispetto che avete voluto affidarmi”.

Le dichiarazioni di rito del Presidente di Lega Pro nascondono, però, la tensione che si è respirata nei mesi precedenti all’Assemblea elettiva. Più che un’elezione, si è trattato di una lunghissima guerra fredda tra due poli contrapposti: Gravina da una parte, il blocco-Lotito dall’altra. L’oggetto della contesa non era tanto la poltrona da Presidente di Lega Pro, quanto il bacino di voti utili nella prossima elezione federale. A dicembre, infatti, la politica calcistica italiana è chiamata ad eleggere il nuovo numero 1 della FIGC e la Lega Pro ha in dote il 17% dei voti in Assemblea. Un vero e proprio tesoretto su cui tutti vogliono mettere le mani, a partire da Carlo Tavecchio. Per comprendere al meglio il braccio di ferro tra le due fazioni può essere utile riepilogare in modo sintetico le tappe che hanno portato alla conferma di Gravina.

Venerdì 9 settembre

Il Tribunale Federale Nazionale, su ricorso del Renate,  annulla l’Assemblea delle società di Lega Pro prevista per lunedì 12 settembre perchè non ci sarebbero  i tempi per una adeguata campagna elettorale. Dietro la decisione del Tribunale, presieduto da Cesare Mastrocola, ci sarebbe la longa manus di Carlo Tavecchio, vicino all’ex Presidente Macalli e poco affine alla nuova politica di Gravina. Non a caso, il papabile avversario di Gravina alle elezioni è Archimede Pitrolo, ex braccio destro di Macalli, prima della sua inibizione.

Lunedì 12 settembre

L’Assise dei club di Lega Pro esterna il suo dissenso per l’annullamento dell’assemblea elettiva, chiedendo al Presidente Gravina di procedere quanto prima alle operazioni elettorali. Tra le società figura curiosamente anche il Renate, squadra da sempre molto “vicina” a Macalli, nonchè protagonista del ricorso accettato da Tribunale Federale.

Sabato 8 ottobre

L’avvocato Carlo Catenaccio, Presidente del Collegio Sindacale della Lega Pro, in una lettera al Sole 24 Ore annuncia le dimissioni a seguito del caso-Gable Insurance (premi qui per maggiori informazioni). Catenaccio è uno dei pilastri della vecchia Lega Pro presieduta da Macalli. L’ex Presidente, inoltre, si vede respingere dal TAR del Lazio il ricorso avverso all’inibizione per l’acquisizione di tutti i marchi riconducibili al “Pergo”: nella sentenza si legge che “le condotte di Macalli erano orientate a sostituire una società asseritamente non gradita (il Pergocrema di Sergio Briganti) con una a lui ‘vicina’ (il Pizzighettone di Cesare Fogliazza)”.

Lunedì 10 ottobre

Alessandro Barilli, ex Presidente della Reggiana e consigliere di Lega di lunga data, rende pubblica la volontà di candidarsi alla presidenza della Lega Pro contro Gabriele Gravina. Barilli, fedelissimo di Mario Macalli e in aperto conflitto con il direttore genrale Ghirelli, è l’uomo scelto dal blocco-Lotito per fronteggiare Gravina.

Venerdì 14 ottobre

Il Tribunale Federale Nazionale annulla per la seconda volta l’assemblea elettiva dei club di Lega Pro, convocata in data 24 ottobre. Secondo una delle motivazioni espresse “non paiono sussistere peculiari ragioni d’urgenza”. Il ricorso, presentato da Archimede Pitrolo, è l’estremo tentativo di rallentare la corsa di Gravina verso la conferma da Presidente.

Sabato 26 ottobre

Il Consiglio Direttivo della Lega Pro convoca in data 15 novembre una nuova assemblea elettiva. Si tratta del terzo tentativo, dopo i due annullamenti ad opera del Tribunale Federale. Nel frattempo, cominciano a circolare voci riguardo una presunta incandidabilità di Barilli per questioni burocratiche. Il diretto interessato smentisce e richiede un nuovo rinvio per poter prolungare la campagna elettorale.

Novembre

Il Tribunale Federale respinge il terzo ricorso presentato da Francia, ex direttore di RaiSport. Finalmente la Lega Pro può eleggere il nuovo presidente. Si tratta di un plebiscito per Gabriele Gravina, che ottiene 55 voti su 59 contro i 3 voti di Barilli e una scheda bianca. Terminano così 3 mesi di aperto conflitto tra il Presidente della Lega Pro, appoggiato dal direttore generale Ghirelli, e l’establishment del calcio italiano: Carlo Tavecchio, in corsa per la conferma da presidente federale, Claudio Lotito, grande elettore di Tavecchio, l’ex Presidente inibito Mario Macalli e i suoi fedelissimi Pitrolo e Barilli, usciti con le ossa rotte dalla contesa elettorale.

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