Vernecchie rossoblu: 15^ puntata

La rubrica in cui la tunica del giornalista scopre la pelle del tifoso. Con Angelo A. Pisani e Michele Palmiero

La fortuna dà, la fortuna toglie. Ad una settimana dall’autogol di Bonomo la Samb viene fermata al palo (meglio, alla traversa) in casa con l’Albinoleffe nonostante una buona prestazione e tante occasioni sprecate. Dopo settimane di riconoscimenti al solo Michele (ancora riconosciuto come unico autore delle Vernecchie), Angelo ha appena avuto una gioia.

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Michele Palmiero: So già che me ne pentirò, ma ho scoperto che Alvini (l’allenatore dell’Albinoleffe) ha messo mi piace al tuo commento post partita.

Angelo A. Pisani: Ti dirò di più, sabato il vice allenatore mi ha scritto e fatto i complimenti anche per l’analisi tattica della loro squadra. Sono ad un passo dall’essere mainstream, presto avrò una tifoseria come quella dell’Albinoleffe fuori casa.

Michele: Non mi stupisce che Alvini apprezzi, del resto i tuoi articoli sono come Albinoleffe e Tuttocoio, ben fatti, belli da vedere, solo che non interessano a nessuno. A parte scherzi, Alvini ha dimostrato di essere un ottimo allenatore. Puoi diventare famoso anche subito, che dal 5 dicembre ho già pronto il rimpiazzo.

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Angelo A: Pensiamo alla partita, va; io direi che un pareggio del genere non deve spaventarci, specie a fronte delle tante occasioni avute. Quelle subite erano un rischio calcolato, e non darei colpe alla difesa (era molto scoperta, con avversari molto reattivi). Nel secondo tempo abbiamo pensato solo a far gol, e ha quasi funzionato.

Michele: Sono due giorni che non riesco a togliere questo pensiero dalla mia mente: per mesi e mesi sono stati invocati disperatamente i gol dei centravanti e, nella giornata in cui si sblocca Sorrentino (e Fioretti sfiora il gol), la traversa ferma Mancuso e la possibile vittoria. Sarà forse un messaggio divino? Il Dio del calcio ci sta forse incitando a diffidare della categoria del bomber di provincia per sposare la causa dell’attaccante moderno?

Angelo A: Ti rispondo con un’altra domanda: ha ancora senso parlare di bomber di provincia? Sono passati 20 anni dai ruggenti anni ’90, Toni non gioca più e la metà dei centravanti in A sono sudamericani. Detto questo, Sorrentino ha fatto un gol da punta vera dopo aver aiutato il recupero del pallone, perché è questo che fanno gli attaccanti. Almeno, quello che dovrebbero fare.

Michele: Tu conosci bene il mio lato reazionario-conservatore, ma in questo caso sono d’accordo con te. Nel nostro modo di giocare, poi, il lavoro della punta diventa indispensabile. Ieri, come in tutta la stagione, Sorrentino ha sputato sangue e ingaggiato circa un milione di scontri fisici con i difensori. Il gol è la fotografia di che cos’è Sorrentino. Un gran recupero, la corsa a lanciarsi nello spazio, la poca freddezza davanti al portiere, il rimpallo fortunoso e l’esultanza sgraziata: Sorrentino è tutto questo, e io non rinuncerei a tutto questo per nessuna delle punte attualmente sul mercato.

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Gli altri lo abbracciano, lui alza i pugni come Rocky. Poco coreografico e bellissimo

Angelo A: Sono contento che abbia segnato, anche perché certi fenomeni dovranno prendersi una settimana di pausa. La scarsa stagione di Fioretti (che è un tipo di attaccante diverso) dimostra quanto sia importante il lavoro di Sorrentino in questa squadra e in questo modulo. Si parla spesso del bomber da venti gol™, ma chiunque arrivi dovrà fare le stesse cose.

Michele: Ieri Fioretti, con tutti i suoi limiti in certi contesti di gioco, non ha giocato male. E’ entrato con la giusta rabbia e per poco non segnava un gol favoloso con tanto di sombrero sull’ultimo difensore. Da qualche settimana però do quasi per scontato un suo addio a gennaio. Oltre al lato tecnico bisogna considerare quello economico: immagino che Fioretti sia uno degli ingaggi più pesanti della rosa, se non è integrato negli schemi della squadra tanto vale liberarsene.

Angelo A: Ieri non è dispiaciuto neanche a me, ha dato profondità alla squadra e ha sfiorato il gol. Secondo me potrà diventare importante nella misura in cui riuscirà a sorrentinizzarsi, aumentando il proprio contributo nel movimento tra le linee e senza palla. Deve cambiare il proprio gioco, insomma; anche perché questa squadra non può (non deve) cambiare solo per lui.

Michele: Visto che siamo in tema di cambiamenti, quale migliore occasione per parlare di Alessio Di Massimo?

Angelo A: Filippica anti-procuratori tra 3, 2, 1…

Michele: Spostate l’orologio indietro di due settimane. Palladini si scaglia contro le presunte negatività che aleggiano sulla squadra. Dopo una settimana vinciamo a Lumezzane, ci avviciniamo alla prime e abbiamo due partite in casa per restare lassù. E che succede? Il procuratore di Di Massimo si lamenta dello scarso minutaggio del suo assistito, facendo intendere che, se non dovesse cambiare la situazione, a gennaio potrebbe partire. A te sembra normale tutto questo? Dopo 6 mesi ad Avezzano e 6 mesi nella primavera della Juventus la panchina in Lega Pro è già inaccettabile? Siamo proprio sicuri che Palladini si riferisse ai giornalisti, durante la sua ira funesta, e non ad altre situazioni?

Angelo A: Io sono ancora convinto si riferisse contro l’ambiente sambenedettese (inteso come insieme di stampa-società-tifosi). Riguardo Di Campli, argomento che ho sempre evitato di trattare, vorrei evidenziare che stiamo parlando di un personaggio abbastanza trascurabile, che – a parte Verratti – ha nella sua scuderia giocatori abbastanza trascurabili. Se vuole portare via Di Massimo (il cui impatto è stato abbastanza trascurabile) faccia pure. Non credo sentiremmo la mancanza di nessuno dei due. Abbiamo una società solida, una bella classifica e una media di 4 mila spettatori: non ci serve il procuratore amico per avere un esterno decente.

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Vernecchie + Amici Miei + Balla la Samba = 🔥 🔥 🔥 

Michele: Ti sei dimenticato l’arma in più: il nostro speaker versione 2.0. Io ho avuto sempre un debole per il suo modo di interpretare il ruolo: negli anni ha saputo modulare l’entusiasmo in base ai momenti della squadra e, caratteristica indispensabile, non ha mai violentato le nostre orecchie con urla sataniche – a differenza del suo collega di Bassano, visto all’opera qualche trasferta fa. Domenica il suo “bravissimi” mi ha divertito un sacco.

Angelo A: Abbiamo sempre avuto un gran tifo, se inizia a completarsi con lo speakeraggio diventeremo un misto di intimidazione e libidine. Ma poi, quanto è bello sentire tutto il Riviera urlare il tuo nome? Secondo me i gol in casa aumenteranno.

Michele: Un certo “Lorenzo” si è sbloccato, speriamo ci prenda gusto.


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