Come giocherà il Modena?

I canarini hanno cambiato allenatore in settimana. Come giocheranno?

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo la retrocessione dalla B, lo scorso anno, il Modena ha cominciato questo campionato di Lega Pro con poche ambizioni, acuite da una partenza a rilento e una situazione societaria sempre più delicata. Con Caliendo sempre più distante da tifoseria e comune, la squadra si è trovata abbastanza isolata – finendo per soffrire anche sul piano dei risultati.

Dopo 5 punti nelle prime 4 (con un pareggio a Parma e la vittoria a Teramo), la squadra ha iniziato a perdere sempre più certezze, complice un attacco poco prolifico e una difesa che – tra cambi di modulo e infortuni – iniziava a non dare più le garanzie di inizio anno.

Sterilità

Rispetto alle avversarie dirette – Mantova, Forlì e Fano – i canarini hanno avuto un buon rendimento difensivo (16 gol subiti, ottava miglior difesa), ma hanno pagato la scarsissima fase offensiva. Nelle 14 partite giocate finora i gialloblu sono rimasti a secco in 9 occasioni, segnando appena 7 gol, 4 su calcio pizzato (due corner, una punizione e un rigore).

La squadra di pavan è partita con un 4-3-3 abbastanza semplice, che puntava sulla superiorità garantita dai due esterni per cercare situazioni di vantaggio a centro area. Gli scarsi risultati in zona gol hanno portato all’inserimento di una punta centrale in più, prima col 4-4-2 e poi con la difesa a tre.

Nonostante i cambiamenti la squadra non è mai riuscita a creare le giuste condizioni per segnare con continuità: i due attaccanti più impiegati, Diakite e Bajner, hanno una media di 1,2 e 1,3 tiri a partita, numeri simili agli esterni Basso (1,3) e Tulissi (1,4), una delle ragioni per cui tutto il reparto avanzato (compresi Schiavi e Loi) ha segnato appena un gol.

Cosa cambia Capuano

Eziolino Capuano ha detto che chiederà cose semplici, adattandosi alle caratteristiche dei propri giocatori; nell’amichevole col Fiorano il nuovo allenatore ha provato il 3-5-1-1, schierando Manfredini in porta; Accardi, Aldrovandi e Popescu in difesa; Sakaj, Laner, Giorico, Schiavi e Calapai a centrocampo; Tulissi e Diakite in attacco. Come già scritto, il neo allenatore dei canarini impronta un calcio molto coraggioso ed aggressivo, ed è probabile che chiederà le stesse cose ai suoi nuovi giocatori.

anigif

Qui Lucchese-Arezzo dello scorso anno. I toscani, allenati da Capuano, marcano altissimi

In fase di non possesso i giocatori imposteranno una pressione molto alta e orientata sull’uomo, cercando un recupero rapido del pallone per attaccare da posizione vantaggiosa. In costruzione sarà fondamentale la ricerca dell’ampiezza, con l’utilizzo delle palle lunghe per consolidare il possesso in posizione avanzata, e impostare la manovra già dalla trequarti.

Nonostante abbia lavorato appena due giorni, è probabile che Capuano lasci la sua impronta. Per i rossoblu sarà importante non farsi soprendere dall’aggressività dei canarini, che – in assenza di tempo per migliorare la fase offensiva – proveranno a far male in fase di transizione.

Probabile formazione (3-5-1-1) Manfredini; Accardi, Aldrovandi, Popescu; Sakaj, Laner, Giorico, Schiavi, Calapai; Tulissi; Diakite Allenatore: Eziolino Capuano


Foto Lapresse/Massimo Paolone

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