Per un pelo, per un palo

Dopo una grande partenza, i rossoblu mantengono un risultato prezioso

La partita di Fano ci ha offerto due lati opposti della stessa squadra, innestando i primi 30 minuti (di grande livello) con qualche crepa, e gli ultimi 60′ (di sofferenza) con qualche perla. La somma totale offre tre punti d’oro e tanta paura, nonostante le novità positive.

Mantenimento e rivoluzione

I rossoblu avevano bisogno di dar seguito alla bella vittoria col Gubbio, i granata (zero vittorie nelle ultime dieci) hanno cercato una profonda cesura, alla ricerca di un risultato da cui ripartire. I diversi momenti hanno portato a scelte diverse: da una parte, Sanderra ha cambiato meno possibile (sostituendo solo gli infortunati), dall’altra Cuttone – pur mantenendo il modulo – ha rivoluzionato il reparto avanzato, arretrando Gabbianelli e inserendo Fioretti e Germinale in attacco.

Una scelta aggressiva, a cui i rossoblu rispondono con un’aggressività ancora maggiore: in fase di non possesso la squadra è molto corta (i due esterni arretrano ai fianchi della mediana, Damonte si stacca dietro per aiutare i centrali), ma non rinuncia mai ad un atteggiamento proattivo, alla riconquista del pallone. La squadra imposta varie marcature a uomo in mezzo al campo, alternate a folate di pressione sul portatore avversario: una mossa che costringe il Fano ad alzare spesso il pallone, e permette ai rossoblu di tornare rapidamente in possesso.

samb a fano

Il 4-1-4-1 dei rossoblu, con le varie marcature. Zullo è costretto a lanciare in avanti

Una volta in controllo, i rossoblu hanno canali di gioco ormai definiti: consolidamento del possesso sulla sinistra (dove Vallocchia e Di Massimo scambiano spesso posizione, e Pezzotti è più coinvolto), strappi sulla destra, con i tagli di Mancuso e le discese di Rapisarda.

I colpi della Samb…

Il vantaggio arriva così: Vallocchia e Di Massimo controllano il pallone e appoggiano a Pezzotti, che approfitta dello spazio alle spalle di Lanini (il terzino destro) per servire in verticale Agodirin: l’attaccante copre bene su Zullo e serve una palla intelligente per Mancuso, che taglia alle spalle del terzino avversario e appoggia in rete.

gol

Avanti dopo appena dieci minuti, i rossoblu impiegano ancora meno a raddoppiare: al 13esimo Mancuso taglia in mezzo e guadagna una buona punizione al limite, innescando il piazzato che dopo una deviazione, una respinta, e un’altra deviazione finirà in rete grazie al destro di Agodirin.

… e la reazione del Fano

Il 2-0 sembra chiudere definitivamente la partita, ma nei minuti successivi i fanesi iniziano aguadagnare sempre più metri, sfruttando gli spazi concessi dai rossoblu sulle due fasce. La scelta di mantenere compattezza in zona centrale aiuta a schermare i tre attaccanti, ma di contro offre il fianco ad eventuali incursioni sulla fascia; una volta che non ha più niente da perdere, i granata – prima timidi – iniziano a spingere forte.

La costruzione dell’azione inizia a passare per le fasce, con le due mezzali (Schiavini e Gualdi) che si abbassano ai fianchi dei centrali per dare soluzioni sulla fascia e (soprattutto) permettere ai terzini di salire sull’ala, sfruttando gli spazi alle spalle degli esterni rossoblu.

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La posizione stretta di Rapisarda e Mancuso apre spazi per Taino, molto alto sul campo

Una concessione che i rossoblu pagano caro: al 30esimo – sulla terza discesa di Taino, a sinistra – arriva il cross che porta al rigore del Fano, realizzato da Germinale. Il gol cambia completamente il contesto della partita. La Samb prova a reagire per chiuderla, il Fano aumenta la spinta per riaprila: il risultato è un finale di primo tempo molto convulso, con continui capovolgimenti di fronte, tanti errori e un gioco molto spezzettato.

Il secondo tempo ha caratteri molto più definiti: la Samb abbandona l’aggressione e si accontenta della reazione, provando a sfruttare gli spazi concessi in contropiede; il Fano prende coraggio e attacca a pieno organico, iniziando a mettere sempre più pressione nei guantoni di Pegorin – che già al 50esimo è costretto a due parate complicate nello spazio di pochi secondi, su Fioretti e Ferrani.

I rossoblu rispondono con la bellissima azione di Di Massimo in contropiede (allungo, rientro sul destro e tiro a giro, deviato in corner), ma col passare dei minuti perdono sempre più campo, e le ripartenze iniziano a rarefarsi. Dopo l’occasione di Damonte (sugli sviluppi di un corner) c’è solo il Fano, che inaugura 20 minuti di forcing costringendo Pegorin ad un miracolo su Germinale.

Guerra di trincea

Conscia della buona occasione, Cuttone aumenta i giocatori offensivi inserendo prima Filippini, per sfruttare meglio i palloni alti, poi Cazzola, passando al 4-2-4. La squadra spinge forte e in modo ancora più diretto, impegnando Radi, Mori e Damonte in un costante lavoro sulle palle alte.

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Palla lunga del Fano: Germinale e Fioretti vanno a saltare, Filippini si inserisce

All’80esimo l’uscita di Mori (un mostro, fino a quel momento) fa perdere ai rossoblu molti centimetri e alcune certezze, permettendo ai fanesi passati ad una specie di 4-1-5 di mettere seria pressione alla difesa ospite. Protetti da un Pegorin fenomenale, salvati dal palo, e graziati da Fioretti, i rossoblu resistono.

Cosa sta cambiando

Rispetto a Gubbio la partita col Fano rappresenta un passo indietro, a livello di gestione, ma in un contesto così complessa ha fatto intravedere grandi possibilità. La squadra di Sanderra è ancora in una fase di transizione, funziona molto bene quando può aggredire e molto male quando non ha la forza di farlo. Crescita fisica, nuove alternative o un miglioramento nel controllo della gara: le strade possibili sono tante; prendere tre punti nel tragitto è già una gran cosa.

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