Rispettare i pronostici: il Parma, un girone dopo

Analisi tattica dei parmigiani, prossimi avversari dei rossoblu


Nonostante siano passati pochi mesi, dal 2-2 dell’andata, i rossoblu si ritroveranno contro un Parma completamente diverso, dal punto di vista tecnico, psicologico e societario. Come i rossoblu, i parmigiani hanno cambiato allenatore e metà della squadra titolare; a differenza dei rossoblu, la squadra ha subito raggiunto  risultati strepitosi, cambiando la storia del suo campionato.

Cambio di passo

Dal suo arrivo in panchina, D’Aversa ha fatto meglio di tutti: nelle ultime 9 il Parma è l’unica squadra a non aver mai perso, ha fatto più punti di tutti (23 su 27), e mantenuto la migliore differenza reti (+10) del girone. Un andamento che ha permesso ai crociati di rilanciarsi per il primo posto in classifica, ora distante solo 3 punti.

Nonostante una grossa cesura, dal punto di vista dei risultati, il lavoro di D’Aversa ha mantenuto diversi meccanismi della squadra di Apolloni, pur cambiandone il contesto.  Le prime scelte di D’Aversa sono state tecniche, prima che tattiche: l’allenatore ha rinunciato alla coppia Calaiò-Evacuo (utilizzata solo a Santarcangelo), ha riportato Nocciolini nel suo ruolo naturale e dato completa fiducia a Baraye, titolare in 8 delle ultime 9.

Partendo da questi tre giocatori, l’ex Lanciano ha ridato certezze al resto della squadra: eccettuata la gara col Santarcangelo i gialloblu hanno utilizzato sempre la difesa a quattro, riportando ordine ad una linea difensiva mai abbastanza coordinata, e che concedeva molto sul lato debole. Con il passaggio al 4-4-2/4-3-3, i parmigiani sono tornati a difendere in modo più semplice, con due esterni per fascia e le linee di difesa e centrocampo molto corte.

2017-02-15 (21)

Il Parma è passato dai 18 gol concessi nelle prime quindici ai 6 delle ultime nove gare, dimezzando la media-gol subiti (passata da 1.2 a 0.66) e garantendo una continuità di risultati finora sconosciuta. Col passare delle settimane, e l’innesto dei nuovi, i gialloblu stanno iniziando ad abbozzare una fase di non possesso più attiva, con un contropressing più alto e aggressico dopo che si è perso il pallone.

La fase offensiva

La maggiore crescita, nonostante elementi di continuità, è in fase offensiva. Come analizzato qualche mese fa, il Parma di Apolloni era una squadra molto monocorde, che costruiva il gioco sulle fasce e provava a sfruttare la superiorità di Calaiò ed Evacuo in area di rigore.

Col passaggio al 4-3-3 D’Aversa ha implementato la catena di fascia (che ora conta un giocatore in più) senza perdere presenza in area di rigore, dove – oltre a Calaiò – ci sono gli inserimenti di esterni e mezzali. Se le dinamiche conclusive sono rimaste simili (si cerca quasi sempre il cross in mezzo), è cambiata molto la fase di costruzione, ora più solida ed elaborata. Con il regista sempre a supporto e i due terzini bassi, ad inizio azione, i crociati hanno la possibilità di mantenere il possesso senza patemi, attirando gli avversari in modo da aprire spazi per la verticalizzazione e il cambio di gioco.

In questi casi è fondamentale l’apporto di Calaiò: coi suoi movimenti a venire incontro l’ex Napoli garantisce sempre un appoggio per la verticalizzazione, e la qualità del suo mancino permette di ribaltare rapidamente fronte offensivo.

Palla in verticale a Calaiò, cambio di gioco e avanzamento: un binario ben oliato

Una volta che la palla viene portata fino alla zona offensiva, il Parma ha (finalmente) molte alternative. Nella prima parte della stagione la coppia Calaiò-Evacuo era troppo accentratrice, e finiva per assorbire tutta la manovra offensiva; con l’inserimento di Nocciolini e Baraye la squadra ha trovato nuova linfa, finendo per migliorare la resa di tutto il contesto.

Autori di 20 e 25 reti, lo scorso anno, Baraye e Nocciolini hanno giocato parte della stagione in panchina o fuori ruolo (mezzala il primo, quinto a destra il secondo), ma col nuovo modulo stanno ritrovando gol e continuità. Oltre alla definitiva esplosione di Baraye (due gol, un assist e due rigori procurato nelle ultime 8), la squadra può ora contare su un Nocciolini più decisivo, e il solito Calaiò (ora anche più centrale).

Lancio di Corapi: Nocciolini riceve, salta l’avversario e mette dentro per l’uno a zero

Quanto può cambiare

In poche settimane D’Aversa sembra aver rimesso a posto un Parma che sembrava devastato, ma la strada non sembra conclusa. Le gare con Albinoleffe, Pordenone e Venezia (nonostante i 7 punti conquistati) hanno mostrato una squadra che soffre il pressing avversario, e non ha ancora la forza per soffocare il gioco altrui. In attesa della piena maturazione, il Parma di D’Aversa resta una squadra battibile – anche se difficile da battere.