Scoprendo Gonzalo Latorre

Alla scoperta del nuovo attaccante rossoblu


Circolano poche informazioni, su Latorre: avendo giocato quasi sempre nelle serie giovanili non ci sono statistiche, e la maggior parte dei video ha più di tre anni – calcisticamente, ere geologiche. Nella sua carriera da professionista il classe ’96 ha giocato solo 8 gare ufficiali, per un totale di 318 minuti: poco per giudicare.

Un giocatore irregolare

Essendo un giovane attaccante sudamericano, la prima associazione è sull’esterno offensivo. Pur avendo giocato nel ruolo, Latorre non è un esterno classico: poco longilineo (1.72 per 80 kg) e senza un passo lungo, non sembra adatto a giocare sull’esterno – specie in un contesto reattivo come quello della Samb. Nonostante la bassa statura è molto più adatto a tenere il centro dell’attacco, dove riesce a farsi valere grazie ad un buon dinamismo e un fisico muscoloso, quasi ipertrofico (alla Shaqiri, per intenderci). Non sembra avere la precisione di un attaccante di razza, ma ne imita l’opportunismo, specie sotto porta.

Qui riceve sulla fascia e va uno contro uno col portiere: sbaglia la prima conclusione, poi il tap-in, ma alla fine segna. Tanta tenacia, poca precisione

A giudicare dai video circolati online, l’impressione è di un giocatore molto fisico (i telecronisti lo chiamavano Tanque, carro armato) e dinamico, ma che può giocare in certi ruoli solo in certi contesti. Si tratta di un giocatore freak sia da esterno che prima punta, sebbene sia capace di disimpegnarsi in entrambi i ruoli.

In ogni caso, il contributo maggiore potrebbe darlo nei contesti tattici bloccati: la sua forza fisica lo rende utile sia nell’uno contro uno che in fase difensiva, specie se la squadra (come dichiarato da Sanderra) inizierà ad aggredire gli avversari alta sul campo. Del resto, pur non essendo un giocatore veloce, Latorre è molto rapido: l’attaccante ha la capacità di liberarsi e controllare anche negli spazi stretti, sfruttando il suo baricentro basso. Non trascurabili anche le qualità in conclusione, perché nonostante la poca precisione, reattività e forza nelle gambe lo rendono imprevedibile.

Sfruttate nel modo giusto, queste capacità potrebbero renderlo molto pericoloso vicino e dentro l’area di rigore, dove può costringere i difensori a prendere scelte difficili. Situazioni costruibili con un gioco meno diretto e più collettivo, in modo da permettergli di ricevere palla vicino ai compagni e vicino alla porta. Difficile immaginare le stesse cose a campo aperto, dove le lunghe leve dei difensori avversari (e la maggiore esperienza) potrebbero renderlo inefficace.

Quale ruolo?

Questo non significa che il giocatore non possa giocare esterno, anche perché – nel contesto tattico della Lega Pro, dove si alza spesso il pallone – potrebbe essere l’unica collocazione sicura. Nonostante sia un destro naturale (e utilizzi pochissimo il piede debole) Latorre riesce ad aprirsi ai due lati del campo grazie all’uso dell’esterno del piede , utilizzato molto e in vari contesti.

Quali prospettive

In questo momento Gonzalo Latorre è per molti aspetti un’incognita. Non conosciamo il suo stato di forma, la sua attuale configurazione tattica, né la sua efficacia in una prima squadra.

Per quello che sappiamo ora, in questi sei mesi bisognerà attendersi un periodo di apprendistato, più che un contributo attivo. A tal proposito è importante notare che si tratta di un giocatore non abituato al calcio professionistico, e completamente digiuno al contesto italiano: cose del genere funzionano subito solo se si parla di un fenomeno (e non è automatico).

La Samb e Latorre hanno sei mesi di tempo per capire quanto (e in che modo) questo matrimonio potrà essere felice. I tifosi sognano un nuovo Macaluso: per avere una risposta certa non resta che aspettare.

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