La Samb non è solo Mancuso (però aiuta)

Samb-Pordenone, una partita nella partita

Se fino a due settimane fa la Samb pareva solo aspettare la fine, ora l’impressione è quella di voler prolungare questa stagione il più possibile. Contro un Pordenone rimaneggiato e stanco la squadra di Sanderra fa una partita di grande livello, riconciliando la squadra con quello che è stato e dandole speranza per quello che sarà.

Con le dirette avversarie a un punto, Samb e Pordenone si sono trovate di fronte la possibilità di tentare il sorpasso, migliorando in modo forse decisivo le prospettive playoff. La partita ha assunto una doppia valenza: fondamentale in caso della non vittoria di Parma e Gubbio, inutile in caso contrario.

Le scelte di Tedino e Sanderra

Per questo motivo, nonostante gli obiettivi già raggiunti, e le (tante) assenze, le due squadre hanno giocato per vincere. Paradossalmente, data la distanza delle due squadre, è andata meglio ai rossoblu: nonostante le assenze Sanderra ha avuto l’opportunità di confermare la formazione di Ancona, con due cambi esclusivamente tecnici (Pegorin e Di Filippo); Tedino ha dovuto cambiare tutto in due zone chiave, l’attacco (out Arma e Berrettoni) e il centro della difesa (Stefani e Ingegneri).

I (tanti) cambi influenzano il piano dei ramarri, poco sicuri e soffocati dalla pressione dei rossoblu. Sin dai primi minuti la squadra di Sanderra si concentra in una marcatura a uomo sui centrocampisti avversari, con Sorrentino sul regista Burrai e le due mezzali su Misuraca e Suciu. Con i due esterni pronti a uscire sui terzini, la costruzione era libera solo per i due centrali, spesso costretti (invogliati, in certi casi) ad alzare il pallone per i due esterni.

L’assetto delle due squadre e la fase di non possesso dei rossoblu: Sorrentino su Burrai, Lulli e Vallocchia su Misuraca e Suciu. Se una delle due mezzali alza la pressione, l’esterno accorcia sulla mezzala avversaria

Come l’Ancona, in parte

Con il Pordenone bloccato, i rossoblu hanno potuto prendere l’iniziativa, insistendo sugli stessi canali di gioco mostrati ad Ancona. Con le due mezzali di nuovo sul piede invertito, e Mancuso larghissimo a destra, la squadra ha cercato insistentemente il cambio gioco verso le due fasce, cercando di cucire l’azione ai fianchi della difesa a quattro avversaria.

Dopo appena un minuto Mancuso riceve il lancio di Lulli, salta Zappa e mette dentro un grande assist sfiorato da Sorrentino e girato in porta da Agodirin, che trova la risposta di Tomei. Pur mantenendo l’occupazione degli esterni, rispetto ad Ancona i rossoblu cercano più possibile di svuotare il centro, con Sorrentino che viene incontro anche molto profondo sul campo, o si allarga a destra, aprendo agli inserimenti di Lulli e ai tagli di Mancuso.

Quando Mancuso taglia dentro, Sorrentino si allarga sulla fascia

Sull’asse Lulli-Mancuso si consumeranno le principali iniziative dei rossoblu, con Sorrentino a fare da sponda. Al 20esimo, dopo alcune percussioni poco fortunate, arriva il palo di Mancuso (gran destro da fuori), e dieci minuti dopo l’agognato 1 a 0. Mancuso riceve in zona centrale e scambia con Sorrentino, controllando in area: sulla palla si avventa Marchi, che – a metà tra l’appoggio e la spazzata – finisce per scavalcare il proprio portiere.

Cercato insistentemente per la prima mezz’ora, il vantaggio dura pochissimo: nei minuti successivi i ramarri attaccano l’area avversaria con più aggressività, alzando le due mezzali per generare situazioni di vantaggio sulle due fasce. Dopo una buona discesa di Zampa, a sinistra, le migliori occasioni arrivano sulla fascia opposta, con Misuraca e Cattaneo molto coinvolti. Sulla destra i ramarri guadagnano la punizione che porta al palo di Cattaneo, al 35esimo, e cinque minuti dopo (sullo stesso lato) il rigore dell’uno a uno – siglato da Burrai.

Il ritorno dei rossoblu

Nonostante il buon primo tempo la ripresa inizia senza vantaggi sostanziali, per i rossoblu, ma la squadra di Sanderra riesce comunque a fare tesoro dei primi 45′. Col Pordenone più aggressivo, specie in fase di non possesso, i rossoblu giocano in modo ancora più diretto, cercando di sfruttare gli spazi aperti alle spalle del centrocampo e ai lati della difesa. Dopo neanche 10 minuti i rossoblu hanno trovato la via della porta tre volte, con le conclusioni di Lulli e Agodirin e il gol (in fuorigioco) annullato a Mancuso.

Dopo l’ora di gioco, con le due squadre un po’ appannate, entrambi gli allenatori cercano di aumentare i muscoli in campo: Tedino inserisce Martignago e Pietribiasi, per tenere la squadra più alta, Sanderra sorprende tutti inserendo N’Tow sulla mezzala sinistra (out Bacinovic, Lulli mediano).

Il Pordenone inizia a cercare di più l’ampiezza, provando a dilatare il più possibile la difesa avversaria; la Sambenedettese prova a cerca di ripartire in contropiede, sfruttando gli strappi di Vallocchia e N’Tow nella zona centrale. Ancora una volta i rossoblu sono più efficaci. Abbassando il baricentro, e orientando la marcatura sugli uomini, la Samb riesce a intasare le giocate del Pordenone, isolando Pietribiasi e Martignago nei duelli individuali; dall’altra parte Vallocchia e (soprattutto) N’Tow hanno molto più impatto, aiutando la squadra ad alzare il baricentro.

Anche nel secondo tempo, i rossoblu “marcano” il Pordenone in ogni zona di campo

La Samb colpisce ancora

Col passare dei minuti i rossoblu acquistano sempre più fiducia, complice la spinta della Curva e un Pordenone quasi inoffensivo (a parte qualche conclusione da fuori).  Con gli ingressi Di Massimo e Candellori (e N’Tow terzino) l’impatto – fisico, prima che tecnico – della partita finisce a favore dei padroni di casa, che nei minuti successivi cercano insistentemente le catene laterali, con il supporto di entrambi i terzini.

La difesa neroverde viene assalita di palloni, ma per aspettare l’azione giusta bisogna aspettare l’88esimo: palla di Rapisarda per Di Massimo, che raggiunge il fondo e mette dentro per il tap-in vincente di Mancuso. Il 2 a 0 chiude i giochi: la squadra di Tedino, conscia dell’irrecuperabilità del Parma, si lascia andare, e nel finale l’unico squilo è l’intervento sciocco di Burrai su Candellori (rosso diretto).

Una nuova speranza

La vittoria col Pordenone non cambia nulla, a livello di classifica, ma per molti versi ha cambiato tutto il resto: come con la Reggiana i rossoblu sono riusciti a dimostrare agli avversari (e a se stessi) di potersi giocare ogni partita, a prescindere dalle forze in campo e dalla classifica. Per l’ennesima volta la squadra di Sanderra si è ritrovata contro una squadra che ha tentato di fare la partita, sabotando i suoi pregi e stuzzicandola nei suoi difetti.

Col Gubbio sarà una partita simile, nonostante un contesto- ambientale, prima che sportivo – molto diverso. I rossoblu non avranno l’apporto del Riviera, ma possono contare su armi ormai affinate e (soprattutto) la pulizia mentale di una gara senza altre controindicazioni, e con un solo risultato disponibile.

Non sarà facile, ma con il miglior marcatore della Lega Pro davanti, e una squadra pronta alle sue spalle, non è neanche impossibile.

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